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mercoledì 3 maggio 2017

Il declino o la nostalgia


All'annuncio della morte di Valentino Parlato ho avuto un pensiero. Sono scomparsi negli ultimi anni anche: Lucio Magri, Tina Anselmi (quella che più rimpiango), Azeglio Ciampi, Marco Pannella. Tutti salutati con dolore o almeno con vero rispetto. Esponenti di una generazione dalle grandi visioni. Mi sono chiesto come diranno addio ai protagonisti dell'attuale declino italiano fra 50 o 100 anni quelli che ci saranno. Cosa si ricorderà di loro? La bandiera ammainata della Ue? I veleni contro le Ong? Le dinastie di garanti? Il “prima gli italiani”? Le conversioni a 180 gradi dallo scissionismo regionale al sovranismo? L'audace conversione da partito dei lavoratori a partito di Marchione? La riduzione dei partiti a scatole vuote, da riempire di tutto e di nulla, scalabili come una spa?
Poi mi sono detto, amando dubitare di me stesso, che la mia è la solita deformazione nostalgica dei bei tempi andati. Me lo sono detto, ma non mi sono convinto.

martedì 20 settembre 2016

Ciampi e gli intollerabili migliori

Ho appreso, da ex tifoso moderato di calcio e ora non tifoso di niente, che non una sola, ma tante curve, hanno riempito uno squallido week end rispondendo con oltraggi alla richiesta di un minuto di silenzio alla memoria dello scomparso Presidente Ciampi. L'ho appreso da Otto e mezzo. Dico che mai come stasera ho apprezzato il commento sobrio di Paolo Pagliaro: "Si sottragga per sempre agli stadi la celebrazione della memoria di uomini illustri". Una resa certamente, ma doverosa. La resa ad una frattura civile dolorosa. La resa a quella metà in crescita dell'Italia impotente e incattivita, quella dei social, quella delle curve di destra e sedicenti "di sinistra" unite nello scempio verso l'insopportabile provocazione esercitata dai migliori, anche da morti.

sabato 17 settembre 2016

La riforma che non verrà

Forse per tutti è così. Non ci sono eventi della politica che mi sconvolgano quanto piccoli episodi della vita quotidiana. Se Salvini infierisce sulla memoria di Azeglio Ciampi, mi irrita molto naturalmente. Poi penso che politica oggi è questo: illividirsi per illividire e così ritagliarsi consenso e carriera. Faccio spallucce. In altri casi non sono neanche certo che dal peggio non possa venire il bene. Benché sia convintamente per il No, non escludo addirittura che dalla paventata vittoria del Sì potrebbe, per vie traverse, nascere il meglio. Etc. Però poc'anzi una sciocchezzuola mi ha sconvolto. Due ragazzi (13-14 anni) che sfrecciano in bici a gran velocità sul marciapiede. Quasi investono un'anziana signora. Che sobbalza e grida un rimprovero. E quelli di rimando urlano: "Che palle"! Inevitabilmente penso ad un'altra coppia di ragazzi, sullo stesso marciapiede del centro, che sere fa ho visto lanciare, dopo l'ultimo sorso, bottiglie di birra contro il muro. Immagino per sentire il suono del vetro che si frantuma. Immagino per dire coi fatti: "Della vostra città, del vostro decoro, di voi stessi, non ci frega nulla". Ecco, sento questa separazione crescente fra le generazioni, fra i nativi digitali/nativi della birra e il resto del mondo. Non sapendo proprio se mai potrà essere composta e come. Non immagino bonus o riformine/riformone salvifiche. Immagino solo una impossibile rivoluzione. Perciò non riesco a fare spallucce.