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mercoledì 25 novembre 2015

Il vuoto e l'avventura


Ho seguito con dovuto sgomento,ma senza sorpresa, l'intervista sul tg3 ad una signora belga. Una insegnante socialmente impegnata e dichiaratamente cattolica. Succede però che in una famiglia normale, "borghese" e "per bene" il figlio amato, educato al cattolicesimo e a valori civili, si converta all'Islam e poi aderisca all'Isis fuggendo in Siria. Non è il primo caso. Molti casi analoghi in Occidente. Questo è solo più nitido e reso evidente e drammatico dall' intervista. Considerazioni. La famiglia - lo sapevamo - è sempre meno l'agenzia educativa decisiva. Contano di più i pari (gli amici) e la rete. E contano sogni e narrazioni, in un mondo i cui le grandi narrazioni sembrano scomparse insieme al muro. Oltre a materiali condizioni di vita. Quindi certamente le periferie, a partire da quelle francesi, sono un mix esplosivo di ghettizzazione e ideologia religiosa,con l'Islam unica disponibile oggi ad una possibile interpretazione radicale. Non necessaria ma possibile, dico. Come lo fu una volta il cristianesimo. Una ideologia chiara e aggressiva, con buoni e cattivi nettamente divisi . Come altre religioni non sanno. L'Islam come occasione quindi. Non come madre solitaria del radicalismo omicida e suicida. Perché il padre è il Grande Vuoto. Che troverebbe altra madre da fecondare se l'Islam tutto si sottraesse alla fecondazione. Anzi, talvolta il Grande Vuoto si concede scappatelle, magari con le bandiere del tifo, ottimo pretesto per picchiare il prossimo o - così si usava qualche anno fa - con l'impresa di tirar sassi dal cavalcavia e vedere se si riesce ad ammazzare qualcuno. Scappatelle da cui nascono mostri "minori". Perciò l'intervista di stasera mi sgomenta senza sorprendermi. Se non facciamo guerra al Grande Vuoto, il mondo è in pericolo. Dovremo prepararci allora a molte conversioni occidentali, anche borghesi e dall'epidermide chiara. Con l'Islam pretesto religioso per buttar via la propria vita altrimenti inutile, insieme alla vita degli altri. A meno di un ravvedimento che significhi proporre alle nuove generazioni nuove grandi avventure positive.

sabato 14 novembre 2015

L'Islam, l'Isis e l'uovo al tegamino di Libero


Avevo scritto, alla notizia dell'ultimo orrore, che auspicavo "la rinuncia a utilizzare l'orrore per modesti o squallidi fini personali. Smettendo di premiare chi specula sull'orrore". Naturalmente sapevo che il mio è un auspicio sterile. Ci pensa Libero a confermarlo, con il titolone "BASTARDI ISLAMICI". Inconcepibile, stupidissimo, ma non sorprendente e che certamente sarà premiato dai lettori. Sono pressoché certo che il direttore di quel giornale non crede a quel che scrive. Non può pensare che tutti gli islamici siano "bastardi". Escluderei anche che il Tizio non sia consapevole di attizzare, con quel titolo, nuovi odi e veleni e di dare il suo piccolo contributo a disintegrare la convivenza nel pianeta. Lo sa. Ma se ne infischia. E lo capisco. Ragionevole, nell'ottica del tornaconto personale, bruciare la foresta di tutti per farsi un personale uovo al tegamino. Per aumentare consenso e tiratura. L'episodio tristissimo mi conferma nella convinzione di una priorità doverosa e trascurata: una discussione senza rete e la demitizzazione della sacra libertà di stampa che consente al direttore di Libero una voce amplificata per 100.000 o giù di lì rispetto alla mia. Ciò è in conflitto assoluto con la mia idea di democrazia sostanziale. So bene che come me la pensano quattro gatti e pochissimi anche fra chi detesta Libero. Resti questo come un appuntamento per la prossima epoca.