Aggiungiamo alla martirologia dei democratici progressisti, sempre meno, Pawel Adamowicz, Sindaco di Danzica. Propugnava porti aperti, accoglienza e diritti per le minoranze sempre più limitati in Polonia. L'ha ucciso un folle? Sì, un folle e la follia di un'epoca che non risparmia più quasi nessuno. Cerchiamo di essere resistenti e intelligenti, per favore.
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martedì 15 gennaio 2019
sabato 3 dicembre 2016
Agnus dei: manifesto laico della cura femminile
Ho visto un film di grande intensità ed utile: Agnus dei (Les innocentes) ,
coproduzione franco-polacca, con la
regia di Anne Fontaine.
E’ ambientato nella Polonia del finire del 45, a guerra appena conclusa. Una Polonia
occupata dall’Armata Rossa e dall’incerto futuro, con i segni dolenti della
violenza. Film utile come tutti i film che ci fanno ricordare gli orrori che
abbiamo attraversato e ai quali potremmo tornare. Qui tre culture si
confrontano. Quella del vincitore, l’Armata Rossa, che trova risarcimento nello
stupro. Quella polacca, cattolica e bigotta. Quella francese ovvero laica,
atea, illuminista, anche comunista. Una
dottoressa francese è coinvolta per una emergenza
parto in convento di clausura. Scoprirà una storia di stupri ripetuti degli
occupanti sovietici. E dovrà farsi carico di sette suore incinte. Complicatissimo
il confronto fra la cultura laica e quell’universo chiuso. Lì nel convento la convinzione è che lo
stupro è scandalo e vergogna più per chi lo subisce che per i suoi autori: una
cultura di cui tutti conserviamo memoria attraverso le storie delle nostre nonne,
se non delle nostre madri. Ma progressivamente
il femminile prevale. Prevale il
femminile della maternità, dell’accudimento, e dell’apertura alla vita. Da
vedere: per la storia, la regia, le interpreti e la splendida fotografia.
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