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sabato 30 gennaio 2021

Il Rinascimento in Arabia Saudita


Nessuno insulto. Non è il mio genere. Però ho trovato stucchevole - debbo dirlo - la piaggeria del senatore italiano verso il principe di un Paese, l'Arabia Saudita, un Paese che nessun popolo civile può invidiare. Perché non si può invidi are un Paese misogino, un regime autoritario, un regime che assassina e fa a pezzi un oppositore. L'Arabia Saudita protagonista di un nuovo Rinascimento paragonabile a quello che conobbe Firenze secondo il suo ex sindaco? Scherziamo? Possibile che ci si venda l'anima per una manciata di denaro? Denaro in cambio di che? Il senatore fiorentino afferma impavido che l'Italia deve invidiare il costo del lavoro in Arabia Saudita. Parla di un Paese in cui la manodopera straniera è pagata un quarto di quella locale ed in cui non c'è diritto ma solo concessione. Qualcuno l'ha detto benissimo in un tweet: "E' come invidiare gli Stati del Sud dell'America dell'800 per il costo del lavoro schiavile nei campi di cotone".
A parte ogni doverosamente severa valutazione etica-estetica, aggiungo una valutazione che a molti sembrerà marginale. Riguarda l'improvvisazione, la cultura (la mancanza di cultura) con la quale il senatore porta l'immagine del suo e nostro Paese nel mondo. Non immagino altri, non immagino Prodi o Ciampi o Draghi svilirsi e simulare saperi in tal modo. Mi sento in imbarazzo. Ma risparmio contumelie ed altre divagazioni.

martedì 20 novembre 2018

Quando parliamo di politica


Per strada un signore discretamente vestito mi chiede se mi trovo un euro. Ad Ostia si fa così. Qualcuno chiede ad esempio 80 centesimi. Proprio 80. Immagino per suggerire che si tratta di un bisogno improvviso che richiede proprio quella cifra. Davanti al teatro un nero agita inutilmente il berretto che resta vuoto e sembra disperato ogni secondo di più. A Termini ci sono gruppetti accampati in bezzo a bottiglie vuote di birra e non chiedono niente.
Alla radio sento una intervista ad un medico volontario in Yemen. Una guerra lontanissima con i governativi sostenuti dall'Arabia Saudita e i ribelli che hanno l'appoggio dell'Iran. Massacri per conto terzi. Il medico racconta di un bambino di 10 anni, in qualche modo privilegiato giacché parla un po' di inglese. Il bambino dice che vorrebbe fare il medico, come il suo interlocutore, da grande. Ma non lo farà. Le scuole sono chiuse perché gli insegnanti non sono più pagati e si arrangiano altrimenti. Il bambino dice che il suo destino è essere chiamato alle armi fra poco tempo. Ho il pensiero orrendo che quelli che chiedono per strada 1 euro o 80 centesimi sono privilegiati rispetto agli ignorati yemeniti. E io che me ne sto al calduccio mentre mi informo su cosa mangeremo fra poco? E i manager che intrallazzano perché non possono accontentarsi di mezzo milione di euro al mese? Di cosa parliamo quando parliamo di politica?