50 anni fa il primo messaggio ARPA NET. Internet: la rivoluzione che ci ha cambiato come nessuna rivoluzione prima. Che ha cambiato anche me. In meglio? In peggio?Vorrei saperlo. A parte l'immane enciclopedia cui posso accedere in pochi secondi, ho trovato amici in rete, alcuni dei quali sono diventati amici "reali" (cioè con cui prendere un caffè). Però...Però le comunità si vanno via via dissolvendo. Ognuno con il suo smartphone, vicini e lontanissimi anche al bar. Ognuno con un mondo diverso inaccessibile a chi gli sta vicino. I potenti più potenti perché il sapere digitale è tendenzialmente monarchico e feudale e noi giù siamo come formiche che percorrono sentieri tracciati credendoci liberi. L'intelligenza soccombe alle sciocchezze ribadite migliaia, milioni di volte.
Visualizzazione post con etichetta internet. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta internet. Mostra tutti i post
martedì 29 ottobre 2019
sabato 7 luglio 2018
Cosa cambia invecchiando oggi
Capita qualcosa che prima non succedeva. Prima succedeva che, invecchiando il corpo, si avesse bisogno di figli o badanti per sorreggerti. Oggi il corpo invecchia dopo, ma la mente prima. Non nel senso che si diventa stupidi, ma precocemente ignoranti sì. Ignoranti dei saperi che regolano il mondo e delle nozioni per accedervi. Il lessico inglese minimo per viaggiare, la destrezza nel navigare per cogliere le occasioni migliori, fotografare e trasmettere foto in tempo reale, linkare, etc. Capita anche, ma forse è un altro discorso e magari capita solo a me, che si diventi indifferente ai dettagli. Indifferente all'ultima cattiveria di Salvini o di Renzi, indifferente all'ultima sciocchezza di Di Maio. Non ci importa (o non mi importa) che il "decreto dignità" preveda due o tre o quattro repliche di un contratto a tempo determinato. Si è troppo concentrati sul'esigenza di capire il senso della vita che viviamo e abbiamo vissuto, per perdersi nei dettagli. Si cerca una conclusione, una sintesi. Io ne ho trovato un paio. La prima è che internet, quella dei monopolisti della rete, di chi decide cosa dobbiamo sapere e chi deve sapere cosa è una catastrofe umana senza paragoni. Catastrofe con tante cose buone, ma con un nocciolo micidiale autoritario e alienante. La seconda è che l'istruzione lungo tutto l'arco della vita, avrebbe dovuto essere il modello educativo da sempre, ma che oggi è ineludibile. Anche per non dover contare troppo sui figli - talvolta lontani - per prenotare un volo low cost o leggere la propria pensione nel sito Inps che ogni volta ti cambia qualcosa. Invece perdiamo tempo in conflitti sulla buona scuola o la scuola di prima che a me paiono accomunate dalla inconsapevolezza dei bisogni veri.
P.S. Debbo lo stimolo a questo post alla lettura dell'articolo di Andrea Marcolongo, autrice di "La lingua geniale" letto oggi su "Donna", inserto di "Repubblica". Il titolo dice molto: "Quando è il figlio a tenere per mano papà".
Etichette:
anziani,
internet,
istruzione,
Marcolongo
Iscriviti a:
Commenti (Atom)