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giovedì 12 agosto 2021

Oppure la gentileza


Sul trenino per Ostia, stretti come sardine, sfidiamo rassegnati il covid. I posti a sedere, senza intervallo alcuno, sono occupati quasi tutti da ragazzi che vanno al lido. Non vedono (o fingono di non vedere) la coppia matura in piedi. Poi succede l'eccezione. Un giovane uomo con pattino al seguito si alza facendo segno a mia moglie. Che, prima di sedersi, si schernisce. "Sto per scendere" dice l'uomo. Ma non è vero. Non scende. È un surplus di gentilezza evitare il disagio della persona. Così mi piace annotare la gentilezza di uno sconosciuto nell'epoca in cui gli sconosciuti ti accoltellano per una involontaria spallata o gli "amici" ti insultano sui social perché hai confuso lo Jonio con il Tirreno.
P. S. Ultimo caso capitato l'altro giorno ad un amico.

venerdì 23 novembre 2018

Alle 17.00 sul trenino di Ostia


Il trenino è un universo cangiante, a seconda di giorni e soprattutto di orari. Io lo osservo con attenzione giacché non saprei come passare quella mezzora altrimenti. Non ho le lenti giuste per leggere giornali. libri o smartphone. Non le porto perché tendo sempre a ridurre al minimo le mie protesi. Ieri a quell'ora c'erano quasi solamente due categorie di persone. Le ho osservate sfruttando il vantaggio del set proprio di treni e metro. Soggetti fermi come modelli di un pittore. C'erano lavoratori - manovali dalle vesti stropicciate e macchiate- stanchi. Quasi tutti, come me, non leggevano niente. Loro perché stanchi. Non passava loro in mente di fare solitari su cellulare, come ad esempio, alla signora accanto a me, a destra. Uno, il più stanco di tutti, di fronte a me, si è addormentato con la bocca spalancata. Mi sono chiesto se la mia sinusite non facesse sgradevolmente spalancare la bocca nel sonno pure a me. Ho chiesto poi inutilmente a mia moglie. "Non so, tu nel sonno mi dai le spalle"". Quello che dormiva si è svegliato ed ha preso ad esplorarsi il naso. Ne ricavava palline che incredibilmente appiccicava sul bracciolo. Ed il pensavo se un giorno non mi capiterà quel bracciolo. Pensieri così. Vicino a me, a sinistra, c'era una ragazza molto bella e pesantemente truccata che non mi piaceva per niente. Anche lei a fare qualcosa con lo smartphone. Praticamente con le stesse caratteristiche, un'altra quasi di fronte a me. Vanno a ballare? Sono cubiste un po' alla buona? Sceso dal trenino un giovane - neet, immagino, non impegnato né a scuola né nel lavoro, - mi ha chiesto se avessi una sigaretta da dargli. Con l'aria di chiedere sigarette per mestiere. Mi sono avviato al cinema per un film di cui forse dirò