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domenica 7 marzo 2021

Il mio 8 marzo

 

Dedico l’8 marzo alle donne della mia vita, quelle che mi fanno minoranza in famiglia, alla persona a me vicina da decenni, alle figlie, alle nipoti, a Ninni, Cristina, Claudia, Francesca, Alice, Nina.
Il caso ha voluto che si realizzasse il mio desiderio di generare figlie. Non sapevo il motivo del mio desiderio. Sapevo e so bene dello svantaggio femminile. Sapevo che una figlia avrebbe avuto più ostacoli che un figlio a realizzarsi. Avrebbe come partecipato ad una corsa con ostacoli supplementari, avrebbe faticato di più per avere meno. Lo sapevo. Forse però il mio pensiero soggiacente era che comunque l’impegno supplementare la avrebbe reso migliore: non avrebbe avuto probabilmente tutti i riconoscimenti meritati, ma una vita più dotata di senso sì. Così – mi pare – è stato con le mie figlie. E le nipotine promettono bene.
Auguri
alle donne della mia vita e a tutte le donne:
auguri
non disinteressati giacché la qualità della mia vita, come quella di tutti gli uomini, dipende largamente dal successo delle battaglie delle donne. Ne sono convinto

domenica 8 marzo 2020

Auguri alle amiche, cioè a me stesso e al mondo


Vorrei evitare stucchevoli lodi al mondo femminile. Non penso che uomini e donne siano eguali e neanche che debbano esserlo. L'unica eguaglianza in cui credo è quella nell'eguale diritto alla felicità, conservando le differenze inevitabili e quelle positive. Donne ed uomini non hanno eguale forza fisica. Non hanno eguale aggressività: infatti non sono all'ordine del giorno i maschicidi. Si dice così? Non esiste neanche una parola per indicare un fenomeno quasi inesistente. Con convinzione
(facendo arrabbiare mia moglie e forse tutte le donne) aggiungo che le donne sono meno brave in genere al volante, anche se meno spericolate. Le donne - ho notato- hanno difficoltà a fermarsi e ripartire: sulle strisce, ad esempio. La maggior parte delle differenze nascono dalla Storia. A proposito di guida, ritengo che la spiegazione sia nella minore consuetudine a frequentare spazi esterni alla casa. Ciò detto, penso però di non potermela cavare né nel dire che siamo eguali, né nel dire che siamo diversi. In sintesi penso che nella diversità oggi le donne sono migliori. Cioè danno il contributo maggiore alla società. Talvolta anche per una minore capacità nel gestire scambi ed intrallazzi. Così spiego la loro superiorità nella politica vera. Semplicemente guardano più facilmente al bene pubblico perché meno distratte dal bene personale. Certamente parlo di grandi numeri, per cui l'eccezione Daniela Santanché (o Alessandra Mussolini) ci sta. Ma nel mondo della politica maschile faccio fatica a trovare esempi paragonabili al rigore morale di Tina Anselmi. Fuori dalla politica, negli studi le donne prevalgono nettamente sugli uomini: per numero di diplomate e laureate e per voti. Perché? Escludo fatti genetici. Credo piuttosto che le donne siano mosse da uno spirito di rivalsa. Sapendo che il potere maschile non farà mai loro sconti, si impegnano di più. E peraltro sono un po' meno distratte dalle birrette, dalle droghe, dal bullismo, dalle futili passioni da stadio. Un pochino, abbastanza. Poi però le donne che sono diventate più numerose in magistratura dove fino a pochi decenni fa erano escluse (incredibile, vero? lo abbiamo dimenticato?) nella ricerca, a scuola, nelle università, sono escluse dai vertici (maggioranza fra le insegnanti e minoranza fra i presidi, minoranza assoluta nei dirigenti in genere). Chi perde in questa palese discriminazione? Solo le donne? No, tutti. Abbiamo in Italia un'eccellente sanità, ma mi sentirei più sicuro se ad operarmi eventualmente fosse il chirurgo migliore (probabilmente donna) e non già il chirurgo più politicamente introdotto. Egualmente penso che il ponte Morandi forse (forse e probabilmente) non sarebbe crollato se a curarne la manutenzione ci fosse stata una donna, meno attenta di un uomo al business e più alle persone. Insomma penso che se, da uomo, inevitabilmente approfitto dei vantaggi legati al mio sesso, sarei stupido, assai stupido e masochista, ad accettare o promuovere il generale e persistente dominio maschile. Auguri quindi, donne ed amiche. Facendovi i miei auguri motivati e non di maniera, faccio gli auguri a me stesso e al mondo.

venerdì 8 marzo 2019

Otto marzo, le ricorrenze e le feste


Ci sono quelli ostili a celebrare ricorrenze e quelli che non lo sono. Io non lo sono. Ragionevole ed utile che ci si dia appuntamento per concentrarci insieme su un tema. Ragionevole che oggi si mettano da parte i congiuntivi di Di Maio e il bullismo di Salvini. Purtroppo la festa di oggi è inevitabilmente un'occasione di scuse: verso le donne e verso se stessi. Per lo spreco immane di metà del cielo che ferisce le donne e impoverisce tutti, uomini e donne. P.S. Da nonno, auspico anche l'invenzione di una festa dei bambini, i cuccioli d'uomo che fingiamo di amare. Quando, ad esempio, "amorevolmente", andiamo a picchiare gli insegnanti che osano segnalarci lacune dei nostri pargoli.

mercoledì 8 marzo 2017

Un 8 marzo di lotta delle donne, anche per gli uomini



Qualunque cosa io decida di dire su questo 8 marzo di lotta so di correre il rischio di essere contestato o addirittura bannato da amiche militanti. Corro il rischio. Perché non avrebbe senso non dire nulla su questa giornata mentre dico qualcosa su temi ed eventi assai meno importanti. Premetto che ho una moglie, tre figlie e due nipotine che inevitabilmente sono il mio ponte con l'altra metà del cielo. E so bene di appartenere al genere che fin qui la storia ha favorito. So dello scambio ineguale fra le coppie: fra i miei genitori, i miei nonni, me e mia moglie. Mia madre negli ultimi suoi anni mi ricordava spesso qualcosa di cui prima non aveva mai parlato. Al conseguimento della terza media suo padre le aveva detto: “Può bastare”. E la aveva chiamata con se in negozio. Mentre mio zio continuava naturalmente i suoi studi fino alla laurea. A mia madre non veniva in mente di poter contestare. Leggeva avidamente il i libri liceali di suo fratello. Per tutta la vita ha sofferto come di una amputazione mai dichiarata, forse neanche a se stessa, fino alla vecchiaia. So delle donne della mia famiglia (moglie, figlie) impegnate nel lavoro e consapevoli di dover pagare un prezzo supplementare di impegno per raggiungere traguardi pari a quelli dell'altro genere. So di avere goduto dei privilegi del mio sesso. So che non è facile rinunciare a tali vantaggi, se non con la ribellione delle donne. So anche che l'eguaglianza sarebbe ed già è penosa per me e per tutti gli uomini. Ma so anche di pagare insieme agli altri uomini il costo immane dello spreco della metà del mondo. So che avrei incontrato medici, ingegneri, politici migliori, se la selezione fosse avvenuta senza la corsa ad handicap assegnata alle donne. So che oggi starei meglio. Perciò non moralisticamente, ma lucidamente ed egoisticamente auguro il successo di un 8 marzo di lotta a tutte le donne.