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lunedì 1 marzo 2021

Tante sinistre, nessuna sinistra

 

C'è quella ecologista che l'albero non si tocca e quella che l'Ilva deve ridurre un po' le emissioni per fare un po' meno morti (un po'come chiudere bar e ristoranti di sera), ma il lavoro resta in acciaieria. C'è quella che non si licenzia e pazienza se non si assume. C'è quella che c'è l'ha con le Banche, ma non con il Capitale. C'è quella che ce l'ha con i capitalisti filantropi. C'è quella che non crede all'eguaglianza, ma ad accorciare un tantino le distanze. C'è quella sovranista e quella che vuole essere co-sovrana in Europa e nel mondo. C'è quella che guarda agli Usa, quella che guarda alla Russia e quella che guarda a Cuba. C'è quella che ce l'ha con i tecnici e adora chi non sa niente. C'è quella col Pci con la i e quella del Pc senza i. C'è quella che considera Francesco l'unico vero comunista e c'è quella che l'importante è che la Chiesa paghi l'Imu. C'è quella che vuole essere maggioritaria a costo di diventare rosa pallido. C'è quella che l'importante è essere nel giusto anche se non si conta niente.

martedì 5 gennaio 2021

Complottisti e fideisti critici

 Possiamo dividere le persone in due gruppi: 1. I complottisti, 2. Quelli che si fidano

I complottisti credono che gli avvenimenti del mondo siano il prodotto di élite di complottardi. Secondo i complottisti queste élite sono impegnate a farci credere, nel tempo, cose come: la rotondità della Terra o il beneficio dell’euro o quello dei vaccini oppure che un Paese (l’Italia, ad esempio) è a rischio di estinzione per il calo demografico e che a breve non potrà sostenere il peso di pensioni in una nazione di vecchi con una minoranza al lavoro. Loro però – i complottisti- hanno capito tutto, anche se le loro ultime generazioni si sono convertite quasi tutte alla Terra rotonda. Talvolta sono in grado di dimostrare il vantaggio che proviene alla élite per i suoi complotti. Il vaccino ad esempio è chiaramente parte di un piano dei colossi del farmaco che prima ci hanno infettato con un virus sapientemente realizzato in laboratorio per poi realizzare guadagni astronomici con vaccini di dubbia utilità. Più difficile spiegare perché il 90enne Soros – naturalmente ebreo – promuova sbarchi e traversate nel deserto di africani che invadono Italia ed Europa e realizzano la criminale sostituzione etnica nel nostro Continente. Cosa ci guadagnerà Soros in questo? Probabilmente si è venduto l’anima al diavolo che lo risarcirà con 7 vergini (no, questo riguarderebbe i terroristi dell’Islam).
Ma insomma così è. Del resto neanche i fideisti critici possono negare che qualche complotto qua e là ci sia stato. Vedi per l’Italia la lunga stagione del terrorismo. Però i fideisti critici dubitano che gli autori dei complotti realizzino sempre i loro piani. Più spesso funzionano i complotti finanziari. Però in tal caso “speculazione” e “complotto” diventano sinonimi. Più difficile dimostrare l’efficacia dei complotti politici. Difficile dimostrare ad esempio che il terrorismo nero o quello sedicente rosso abbiano realizzato qualcosa. Forse il compromesso storico? Boh. Più facile pensare che il complotto terroristico sia un gioco per riempire vite di uomini mediocri con azioni eccezionali (ma dall’esito incerto) o al più per assicurare stipendi e premi ai vari servizi segreti. Poiché mi iscrivo fra i fideisti critici io sono portato a pensare che le teorie complottiste servano (magari inconsapevolmente) a lasciare il mondo guasto come è. Se l’Italia, come la Grecia, è vittima di un complotto, se Berlusconi fu disarcionato da un complotto con Monti agente della Germania e con quelli che “inventarono” lo spread, non ha senso combattere gli armatori greci e i proprietari di tv italiani. Bene o male essi, pur con qualche personale vantaggio, sono meritevoli artefici di lavoro ed occupazione. I complottisti stanno, consapevolmente o no, a destra. Personalizzano il nemico, perché non capiscono cos’è un anonimo “sistema”. Intanto il Capitale vive e prospera senza bisogno di complotto alcuno. Come una macchina che si autoregola e meccanicamente punisce chi prova ad incepparla. Perché molti provano ad incepparla, ma nessuno prova a distruggerla.

martedì 12 marzo 2019

Non sono tutti miei figli


Sarò troppo dubbioso su quasi tutto. In questo caso non lo sono affatto. So chi è il colpevole dell'ultima tragedia aerea. Rivivo il retroscena con minime sfumature di approssimazione. I responsabili tecnici della compagnia si accorgono che qualcosa non va nel nuovo software. Ne sono certi dopo la precedente sciagura. Riferiscono all'Amministratore delegato. Che fare? Fermare i voli? Sarebbe una catastrofe di immagine e finanziaria. No, non scelgono consapevolmente un altro disastro. Sarebbe una catastrofe maggiore. E soprattutto si sentirebbero assassini. Alle persone normali non piace giudicarsi assassini. E' intollerabile. Preferiscono convincersi che si può aggiustare la cosa, senza fermare i voli. Al contempo si suggeriscono ai piloti particolare accortezze. Così si convincono, debbono convincersi, di salvare l'impresa che li paga lautamente, senza mettere in pericolo vite umane. Funziona così la mente umana. Funziona così la falsa coscienza. Funziona così il Capitale con i suoi funzionari. E' una storia ben nota da tempo. Arthur Miller, ingiustamente forse più noto per il suo matrimonio con Marilyn che per la sua drammaturgia, l'aveva scritta più di 70 anni fa. Poco dopo iniziò il processo maccartista per le sue presunte di attività antiamericane, per essere un comunista cioè. Scrisse (1947) "All my sons". Minima la differenza con la tragedia di ieri. Lì il protagonista era comproprietario di una azienda che forniva pezzi all'aeronautica. Quando i pezzi si rivelarono difettosi scelse di rischiare. Fu una ecatombe. "Cosa avrei dovuto fare? Avrei dovuto farmi portare via 40 anni della mia vita? Non l'ho fatto per me. L'ho fatto per la mia famiglia. Non pensavo che sarebbe successo". Del Capitale oggi i nuovi comunisti non parlano più. Parlano di finanza, di Ue, di euro, di austerità e cosucce così. Il Capitale resta lì indisturbato, pronto a massacrare sfruttati, ma anche sfruttatori. Perché non c'è spazio intermedio fra il successo ed il disastro. Se sbagli un pezzo, se non ottimizzi il profitto nella grande giostra della concorrenza, ti aspetta il fallimento. Questa è l'anarchia capitalista. La tragedia climatica non fa notizia perché è un processo e non un evento, tranne l'investimento mediatico nella storia di Greta e nel sussulto di parte della generazione nuova, sussulto generoso ed inutile. Aspettiamo ulteriori inevitabili notizie di sciagure, ingannando l'attesa con ciance su neri e su Soros.