Capita di scoprire qualcosa di nuovo, un prezioso dettaglio, vedendo per la seconda volta un film. Mi è capitato ieri rivedendo "Le vite degli altri", opera prima di Graf Henckel von Donnersmarck, film del 2006 riproposto nel trentennale della caduta del muro. Siamo nella DDR del 1984 e c'è un agente della Stasi impegnato a spiare un autore teatrale sospettato di "dissidenza". Il lavoro è commissionato alla Stasi da un ministro interessato a togliere di mezzo l'intellettuale che si frappone al suo desiderio di possesso dell'attrice famosa. Si respira nel film una atmosfera di torbido arbitrio mentre la storia si sviluppa nella progressiva conversione dello spione. Il quale, seguendo e spiando, pian piano è investito dall'empatia verso le persone spiate. Fino a compromettere ruolo e carriera. Ecco, ieri ho gustato un momento particolare. Quando la spia che ha annotato giorno per giorno parole e gemiti di amore origliati, ascolta finalmente qualcosa di compromettente. Sta per annotare. Ma la mano si ferma. Se non si fermasse lo scrittore sarebbe perduto. Ma lui si ferma e mormora:"lasciamo perdere per questa volta". Non lo sa. Dice qualcosa di assurdo perché una spia non distruggerebbe mai il risultato del suo lavoro. Lui non sa che la conversione agisce potentemente entro di lui. Molto bello.
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domenica 10 novembre 2019
sabato 12 febbraio 2011
Le vite degli altri, secondo Berlusconi e secondo me
Ormai sospettiamo di tutto e di tutti. Ho rivisto ieri in TV il bellissimo Le vite degli altri, emozionandomi come tempo fa al cinema. Ammetto di avere trovato sospetta questa proposta di RAI 2, come Santoro ad Annozero di giovedì 10 scorso. I cattivi nel film sembrano essere i comunisti e gli spioni della Stasi che intercettano le vite degli altri. Sembrano quasi gli avversari di Berlusconi, no? Lui stesso infatti con sospetto tempismo ha immediatamente suggerito l’analogia.
Come mai allora io, che, diciamo, non sono esattamente un seguace del premier, mi sono così emozionato e commosso alla visione del film? Come mai mi sono sentito confortato nelle mie convinzioni? Beh, anch’io ho pensato a Berlusconi. Solo non lo ho proprio confrontato alla vittima e alle vittime protagoniste di un film così coinvolgente. Il film è una denuncia spietata del clima oppressivo e conformista della Repubblica Democratica Tedesca. L’oppressore però non è la magistratura: è il partito, è il governo. La Stasi è al servizio di un ministro debosciato, non della magistratura che comunque immaginiamo non avesse grande autonomia dal partito e dal governo nella DDR. * E’ il ministro debosciato, avanti con gli anni, goffo nel suo amore frettoloso nell’auto pubblica, a disporre del corpo dell’attrice affascinante. Ne può disporre disponendo al contempo dei servigi dell’autista dell’auto di Stato (pensa un po’…). Può disporre di quel corpo solo in ragione del suo potere di premiare e punire, promuovere o spegnere una carriera. E può disporre della Stasi quel ministro perché trovi una colpa nello scrittore con cui non vuole più condividere la donna. Può alla fine quel potere senza controlli corrompere anche l’anima della donna, dopo averne sequestrato il corpo, inducendola a tradire il compagno. Insomma, gli amici del premier avranno promosso il film per suggerire Berlusconi vittima. Ma io ho identificato Berlusconi nel ministro sporcaccione e prepotente. Gli altri italiani hanno visto un altro film? Io mi sono sentito sollecitato a difendere la nostra Costituzione, quella vera, non quella “materiale” ed eversiva del premier. Mi sono sentito sollecitato a difendere l’autonomia della magistratura contro il totalitarismo e il dispotismo dei governi. *Con ragionamenti conseguenti peraltro il tentativo dispotico in atto mi sembra assimilabile al modello cinese, col partito unico (comunista? ) che amministra un capitalismo sfrenato, ancor più che al modello DDR dove almeno era presente l’alibi della sicurezza sociale dell’eguaglianza. Quando si dice eterogenesi dei fini! Chi ha proposto Le vite degli altri in TV pensava ad un manifesto pro premier. Io proporrei il film al movimento delle donne che domenica 13 manifesterà contro la prepotenza del potere che riduce la donna a cosa e la corrompe.
*Perciò, andando contro corrente, apprezzo come contributo alla chiarezza l’intenzione annunciata dal premier di far causa allo Stato. Forse contro le sue intenzioni, chiarisce almeno che Stato e governo sono cose diverse. Sembrava che il presidente del Consiglio si considerasse padrone dell’uno e dell’altro.
P.S. Nel proibire la proiezione a Parla con me dei minuti conclusivi del Caimano di Moretti gli amici del premier sono stati più bravi. In effetti l’aggressione della folla contro la magistratura che ha osato condannare il caimano ha il sapore di una profezia e quella guerra civile è l’asso nella manica di un premier disperato, la minaccia latente che tutti dobbiamo sentire. Non dobbiamo rappresentarla però e Moretti l’ha rappresentata rendendo il re nudo e noi un tantino più consapevoli. Un bravo di cuore a quelli che hanno tagliato la scena. La DDR è più vicina.
Come mai allora io, che, diciamo, non sono esattamente un seguace del premier, mi sono così emozionato e commosso alla visione del film? Come mai mi sono sentito confortato nelle mie convinzioni? Beh, anch’io ho pensato a Berlusconi. Solo non lo ho proprio confrontato alla vittima e alle vittime protagoniste di un film così coinvolgente. Il film è una denuncia spietata del clima oppressivo e conformista della Repubblica Democratica Tedesca. L’oppressore però non è la magistratura: è il partito, è il governo. La Stasi è al servizio di un ministro debosciato, non della magistratura che comunque immaginiamo non avesse grande autonomia dal partito e dal governo nella DDR. * E’ il ministro debosciato, avanti con gli anni, goffo nel suo amore frettoloso nell’auto pubblica, a disporre del corpo dell’attrice affascinante. Ne può disporre disponendo al contempo dei servigi dell’autista dell’auto di Stato (pensa un po’…). Può disporre di quel corpo solo in ragione del suo potere di premiare e punire, promuovere o spegnere una carriera. E può disporre della Stasi quel ministro perché trovi una colpa nello scrittore con cui non vuole più condividere la donna. Può alla fine quel potere senza controlli corrompere anche l’anima della donna, dopo averne sequestrato il corpo, inducendola a tradire il compagno. Insomma, gli amici del premier avranno promosso il film per suggerire Berlusconi vittima. Ma io ho identificato Berlusconi nel ministro sporcaccione e prepotente. Gli altri italiani hanno visto un altro film? Io mi sono sentito sollecitato a difendere la nostra Costituzione, quella vera, non quella “materiale” ed eversiva del premier. Mi sono sentito sollecitato a difendere l’autonomia della magistratura contro il totalitarismo e il dispotismo dei governi. *Con ragionamenti conseguenti peraltro il tentativo dispotico in atto mi sembra assimilabile al modello cinese, col partito unico (comunista? ) che amministra un capitalismo sfrenato, ancor più che al modello DDR dove almeno era presente l’alibi della sicurezza sociale dell’eguaglianza. Quando si dice eterogenesi dei fini! Chi ha proposto Le vite degli altri in TV pensava ad un manifesto pro premier. Io proporrei il film al movimento delle donne che domenica 13 manifesterà contro la prepotenza del potere che riduce la donna a cosa e la corrompe.
*Perciò, andando contro corrente, apprezzo come contributo alla chiarezza l’intenzione annunciata dal premier di far causa allo Stato. Forse contro le sue intenzioni, chiarisce almeno che Stato e governo sono cose diverse. Sembrava che il presidente del Consiglio si considerasse padrone dell’uno e dell’altro.
P.S. Nel proibire la proiezione a Parla con me dei minuti conclusivi del Caimano di Moretti gli amici del premier sono stati più bravi. In effetti l’aggressione della folla contro la magistratura che ha osato condannare il caimano ha il sapore di una profezia e quella guerra civile è l’asso nella manica di un premier disperato, la minaccia latente che tutti dobbiamo sentire. Non dobbiamo rappresentarla però e Moretti l’ha rappresentata rendendo il re nudo e noi un tantino più consapevoli. Un bravo di cuore a quelli che hanno tagliato la scena. La DDR è più vicina.
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