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martedì 5 gennaio 2021

Il gioco della democrazia fra influencers, competenti, politici, proprietari

 

Ci sono quelli che influenzano, ci suggeriscono cosa fare, cosa mangiare, come vestire (Chiara Ferragni), quale museo visitare (ancora lei, Chiara Ferragni), come amare, chi odiare, chi salvare (Scarlett Johansson).
Ci sono i competenti, quelli che sanno. Sanno come stanno le cose, la nostra salute (Burioni), la nostra economia (Cottarelli).
Ci sono quelli che decidono: i politici. Spesso influenzano, ma non sempre; talvolta li subiamo. Qualche volta sono competenti (raramente). Sono competenti semplicemente a decidere, negoziando con altri decisori. Anzi, se sono competenti in qualcos’altro, diventano spregevoli “tecnici” e nemici del popolo.
Ci sono infine quelli che decidono nell’ombra, che decidono ciò che può essere deciso dai politici. Delimitano cioè il campo di ciò che è pensabile. Sono i proprietari. Qualcuno preferisce Salvini (soprattutto i più piccoli, più bisognosi di protezione). Altri preferiscono Zingaretti (quelli più grandi e più disponibili alla sfida della concorrenza e della globalizzazione). Tollerano i 5Stelle benché non li amino, perché comunque non toccano ciò che conta. Un vaffa e un taglio di parlamentari non toccano il Capitale. Essendo padroni degli strumenti di produzione, decidono cosa produrre, dove produrre e dove spostare una produzione se dov’era non è più conveniente, come produrre. Su questo nessuno può contrastarli. La democrazia si gioca negli spazi angusti dentro i binari che essi disegnano. Chi va oltre – i rossi - può essere tollerato, anche carezzato (“quegli idealisti” “anch’io a suo tempo…”, etc.) perché comunque sono pochi ed anche innocui. O - come i 5 Stelle- fanno guerra a cose marginali, o fanno battaglie di immagine o fanno ben capire che non è di oggi né di domani la Rivoluzione. Così vanno le cose. Oggi. Per qualche tempo. Per sempre?

mercoledì 25 novembre 2020

Donne per convincere e vincere a sinistra

 

Ieri, alla viglia della Giornata dedicata alla violenza sulle donne, ho sentito da Floris una splendida Fiorella Mannoia: appassionata e lucida come e più di sempre. La mia mente ha divagato. Non da oggi mi sono arreso all'evidenza che non è tempo di partiti. E' un guaio perché la visione comune, l'intelligenza collettiva, l'organizzazione, la strategia e la tattica sarebbero un bene. Riavere il vecchio Pci di Berlinguer sarebbe il meglio. Ma non è tempo. E non c'è tempo. E' tempo di influencer. Magari calarsi nel presente allora in attesa di un nuovo ciclo partitico tutto da preparare. Allora ho pensato: perché non partire da lì? Ho pensato ad un terzetto tutto femminile: Chiara Ferragni, la più popolare, centravanti che mette la faccia (l'immagine), Fiorella Mannoia che racconta, Elly Schlein, che sa e dirige. Dietro possono starci uomini, se si trovano. Ma ora non mi vengono in mente nomi di uomini.