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mercoledì 25 novembre 2020

Donne per convincere e vincere a sinistra

 

Ieri, alla viglia della Giornata dedicata alla violenza sulle donne, ho sentito da Floris una splendida Fiorella Mannoia: appassionata e lucida come e più di sempre. La mia mente ha divagato. Non da oggi mi sono arreso all'evidenza che non è tempo di partiti. E' un guaio perché la visione comune, l'intelligenza collettiva, l'organizzazione, la strategia e la tattica sarebbero un bene. Riavere il vecchio Pci di Berlinguer sarebbe il meglio. Ma non è tempo. E non c'è tempo. E' tempo di influencer. Magari calarsi nel presente allora in attesa di un nuovo ciclo partitico tutto da preparare. Allora ho pensato: perché non partire da lì? Ho pensato ad un terzetto tutto femminile: Chiara Ferragni, la più popolare, centravanti che mette la faccia (l'immagine), Fiorella Mannoia che racconta, Elly Schlein, che sa e dirige. Dietro possono starci uomini, se si trovano. Ma ora non mi vengono in mente nomi di uomini.

sabato 22 luglio 2017

Estraneità


Estraneità o forse decadenza personale in contesto di decadenza: con incendi devastanti e rischio imminente di razionamento acqua. Fare cose così senza convinzione. Perché si è sentito dire che i pensionati le fanno. Ricordarsi che vivo in una città con le tracce incomparabili di una lunga storia e in quartiere, Ostia, di turismo estivo e balneare. Ricordandolo, al mattino mi reco ad Ostia Antica e finalmente riesco a visitare il Castello di Giulio II, altre volte trovato inagibile. Prendo un caffè nel borgo antico poco affollato perché tutti sono a mare. A sera mi sforzo di vincere la pigrizia che mi suggerisce di stare sulla sdraio davanti alla TV. E vado in centro. Dove bar e trattorie invadono ogni spazio con decine e decine di tavolini, ogni giorno di più, e i vigili non ci sono o non vedono. Animazione vera pari a zero. Però gran chiasso. Vacanziero? Prima c'era l'arena con film e cabaret. C'erano Arbore e Mannoia in piazza. C'era Apicella, quello di Berlusconi, per il quale - pensa un po' - presi posto in un bar perché volevo sondare dagli applausi che avrebbe ricevuto il consenso del padrone del centrodestra. Ora c'è la Seat che occupa mezza piazza con video, radio privata e cantante trovato chissà dove. Mostra di pittori dilettanti, molto dilettanti. Chiasso. E cumuli di immondizia. Sempre peggio da quando mi sono trasferito a Roma. Proprio il giorno in cui Alemanno conquistava il Campidoglio. Non sono superstizioso, se lo fossi penserei che ho portato sfortuna alla Capitale. Pensieri così. Guardando la bella signora islamica che spinge la carrozzina. elegantemente vestita di rosso, velo compreso, e col cellulare incollato non so come all'orecchio. Guardando bambini di pochi anni che parlano di cose digitali di cui non capisco nulla, proprio come lo stupefatto Montalbano nell'ultimo romanzo di Camilleri. Ed esercitandomi nell'inutile esercizio di immaginare la loro vita quando io non ci sarò.

venerdì 7 ottobre 2016

Benigni, Mannoia

Mi dissocio nettamente dagli attacchi a Roberto Benigni. Almeno rivolgendomi agli amici del NO che sono attenti a non desertificare il terreno civile del confronto. Assai più importante dell'esito del referendum. Mi dissocio dalle pessime narrazioni su presunti tornaconti di Benigni. Altrimenti davvero non ne usciamo più. Quale sarebbe il tornaconto di Fiorella Mannoia o di Sabrina Ferilli? Quale sarebbe il tornaconto dei giudici emeriti della Corte Costituzionale? Stiamo tranquillamente nel merito. A parte ciò, pur fautore del NO, confermo la mia simpatia a Benigni. Cui faccio osservare quietamente che evidentemente quella che lui chiamava "la Costituzione più bella del mondo" così bella non gli pareva. Al contrario io che l'ho giudicato buona e avanzata, ma non la più bella del mondo e certamente emendabile, non vorrei affatto cambiare la Costituzione nella direzione voluta da Renzi e da Boschi. Cambiare per cambiare è come dare calci al televisore malfunzionante. Lo si guasta del tutto. Io vorrei ripararlo. Mandando affettuosamente al diavolo i faziosi e aprendo un tavolo di discussione ai convitati della ragione e del bene per il nostro Paese. Perciò voto NO.