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venerdì 1 giugno 2018

5Stelle mai più


Io penso che la sinistra vera, quella che guarda ad un orizzonte di democrazia socialista, non può essere interessata alla rissa. Mi sembra che il senso comune dominante stia spoliticizzando il mondo. Non si crede più alla possibilità di fare giustizia e di crescere insieme. La politica è ridotta a tifo e contumelie. Ma la sinistra deve conquistare menti e cuori, anche e soprattutto di quelli che l'hanno abbandonata. Con questa convinzione non mi salta in mente di dare dell'imbecille a chi non condivide il mio pensiero. Non posso essere tentato dal separarmi totalmente da lui e di contribuire a consegnarlo alla reazione. A prova di ciò testimonio che l'amico (amico fb) che mi ha cancellato dalle sue amicizie per il mio ultimo post ha contribuito ad allontanarmi definitivamente da ogni tentazione grillina. Avevo votato 5stelle al ballottaggio romano e poi a quello per la circoscrizione di Ostia. Preferendo Raggi a Giachetti e l'ignota grillina all'ignota forzista. Giorni fa mi aveva addirittura sfiorato il pensiero di votare 5Stelle alle prossime politiche per non avvantaggiare la Lega. Mi dichiaro pentito. Del resto - lo ammetto - ho chiaro l'orizzonte, ma sul percorso ho dubbi frequenti. Non ho le certezze di tanti amici. Debbo ringraziare però l'ex amico grillino che, al di là delle sue intenzioni, mi ha aiutato almeno in questa decisione: 5Stelle mai più.

giovedì 13 aprile 2017

Antologia delle parole futili 3: "garante".


Il "garante" non sostituisce la democrazia. Semplicemente dice se una elezione è democratica o no. Può deciderlo prima o può deciderlo ad elezione avvenuta. E' un po' più di Domineddio. Decide il perimetro di compatibilità. Tutto il resto è coerente con la democrazia comunemente intesa. Magari online. Magari con percentuale minima di votanti. Ma questi pare siano dettagli.

sabato 18 marzo 2017

Italia senza timone


Che il M5S non sembra poter guidare l'Italia, neppure se stravincesse, mi pare quasi scontato. Ma neanche il PD oggi ha un progetto e un timone. La retromarcia del governo Gentiloni sui voucher e sugli appalti è da brividi. Di fatto la sconfessione totale di una futile narrazione che ha distratto per tre anni l'Italia affondante. Retromarcia evidentemente condivisa dal boss alle spalle. "Non si può dividere l'Italia su questi temi" è l'esatto contrario di quanto Renzi e Poletti dicevano prima: "Non si possono rinnegare norme giuste solo per evitare un referendum". Urge un timoniere migliore di Schettino, un timoniere astemio, dal polso fermo. Urge che attorno al timoniere l'equipaggio vigili e assicuri il cambio.
P.S. Davo per scontato che si debba sapere dove andare.