Di Sanremo mi resta poco di musica e qualcosa di “filosofico”. Della filosofia inconsapevole e implicita nei conflitti più minuti. Ho appuntato il conflitto fra Francesco Renga e il resto (quasi) del mondo. Renga che spiega la debacle femminile sia nel numero di presenze che nell'assenza totale sul podio. La spiega dicendo che la voce maschile ha una gradevolezza superiore di quella femminile, tranne casi particolari. Insorgono le donne, cantanti e no. E citano Mina e tante altre. Io, da incompetente, grossolanamente sarei contro Renga. Ma non è questo il punto. Infatti ammiro il coraggio di Renga. “Coraggio” perché oggi appare arduo ovvero politicamente scorretto dire che la donna è inferiore in qualcosa all'uomo. Il contrario invece appare corretto e benedetto. Possiamo dire (e io lo dico) che le donne sono insegnanti migliori, politici migliori, etc. sebbene discriminate. Nessuno insorgerà scandalizzato. A me pare che un tale atteggiamento di “discriminazione positiva” riguardo le donne sia un malsano effetto del senso di colpa maschile. Che, consapevolmente o no, risarcisce a parole l'altra metà del cielo, conservando poi, e di fatto, difendendo ineguaglianze intollerabili. Vorrei sentirmi libero di pensare e dire che le donne in auto hanno maggiore difficoltà a dare la precedenza ai pedoni sulle strisce perché – ipotizzo- detestano fermarsi e ripartire. Sono consapevole che può trattarsi di una mia distorsione percettiva o di un pregiudizio. Mi piacerebbe però sentirmi libero come Renga. Davvero non so infine se il mondo cresca solo nell'eguaglianza indiscriminata di uomini e donne o piuttosto anche in una ragionevole complementarità di persone e talvolta un po' di sessi: tu cantante, io pittore; tu scrittrice, io filosofo; tu dotata di intelligenza emotiva (per “sentire” le persone), io dotato di intelligenza spaziale (per guidare l'auto).
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martedì 12 febbraio 2019
lunedì 13 febbraio 2017
Conti e il dilemma della beneficenza: dirlo o non dirlo?
Per
l'ennesima volta il senso comune populista si è scagliato contro un
esponente della casta dei conduttori televisivi. Al fortunato
conduttore di Sanremo non si è perdonata la lauta retribuzione.
Come altre volte a Fazio, a Crozza ed altri divi televisivi. Prima
Conti ha replicato, alludendo – come si usa fare in tali casi –
che è giusto fare beneficenza, senza proclamarlo. Direi
che il dire senza dire è una soluzione sgradevole. Gates e molti
miliardari distribuiscono la maggior parte dei loro redditi in
donazioni varie. E lo dicono. Anzi Gates ci ha già informato di aver
diseredato i suoi figli. Mi sembra un segno di intelligenza oltre
che di etica. Anzi, soprattutto di intelligenza. Perché non c'è
differenza alcuna per la qualità della propria vita nel possedere 10
miliardi invece che 1. Alcuni ricchi sono intelligenti e purtroppo
alcuni poveri, sbagliando bersaglio, si dimostrano stupidi. Non ho
nulla contro i ricchi. Infatti trovai ridicolo e sciocco il famoso
manifesto di Rifondazione "Anche i ricchi piangano".
Nessuno deve piangere. Infatti non ce l'ho coi ricchi ma col
capitalismo.
Comunque
Conti alla fine ha
dovuto/voluto mostrare il suo generoso assegno, ma dando così un
segnale di resa al senso comune populista. Mi dispiace. Quella cosa
che chiamiamo "populismo" è feroce verso i conduttori
televisivi e gli show men (Crozza) .come contro la casta dei
politici. Riguardo questo Crozza è stato bravissimo nel dire"col
c...che lo faccio gratis" e poi ancora: "piuttosto che fare
beneficenza, si dia il dovuto e si paghino le tasse".Qualcuno fece notare che gli infuriati non battono mai ciglio, per strane ragioni, riguardo le super-retribuzioni dei campioni della pedata. Aggiungo che non ho sentito nessuno, tranne me stesso, indignarsi per i 60 milioni annui di Marchionne. Tanto meno per le eredità miliardarie degli eredi dei nostri grandi imprenditori. Ecco, faccio il punto così: "populismo" è risparmiare i super-privilegiati; "populismo" è il disinteresse e l'impotenza a fare giustizia vera. Io non penso che sia possibile fare giustizia con la generosa beneficenza. Insomma mi sento socialista e assolutamente contrario ai populismi.
P.S. Per chiarezza: un rapporto 1 a 10 fra il cittadino col reddito minore e quello col reddito maggiore (conduttori, show men, calciatori, politici, amministratori delegati, imprenditori) sarebbe giusto e sufficiente per premiare competenza e dedizione al lavoro.
sabato 24 ottobre 2015
Piccoli delinquenti inconsapevoli
martedì 12 febbraio 2013
La nuova normalità
Qualcuno fischia Crozza Naturalmente, invece, nessuno a Sanremo osa fischiare il quadretto tenero e pulito dei due gay che si sposeranno a New York, perché in Italia non è permesso sposarsi a quelli e a quelle dello stesso sesso e non è permesso neppure certificare in modo "minore" la loro unione. Non fischiano quelli che venti anni fa avrebbero quanto meno ululato. Mi consolo. Anche nel declino in qualcosa siamo cresciuti. Però. Però anche questa è politica. Contro la destra, contro Casini, etc. Non si doveva permettere. No, scherzo. E' un paradosso. La Politica non è una cosa disdicevole da fare in toilette. Anche se esiste - eccome - la politica disdicevole.
L'equidistanza di Crozza
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