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sabato 12 maggio 2018

Cronaca di un pomeriggio di sabato con piccoli incidenti


Usciamo di pomeriggio, io e la persona a me più vicina (ma qualche volta lontana). Al pontile di Ostia c'è una sagra con immigrati e "indigeni" che propongono merce bruttina o contraffatta su banchi e per terra, mentre odore pesante di fritto si leva da postazioni che cuociono cose che non so. Però molti mangiano felici su tavolini incerti. L'unica cosa piacevole mi appare il tramonto. Andiamo nel centro pedonale Liberty come rifugio in cui prendere il sole. Lì per me è tutto piacevole. Lontanissimo dalle brutture e dalla Ostia degli Spada. All'aperto consumiamo il caffè servito da una ragazza carinissima, come tutte le ragazze di Ostia impiegate in bar e ristoranti. Dopo il caffè per me la sigaretta, guardando il passeggio. Mentre la sigaretta è prossima alla fine succede che un uomo maturo seduto a qualche metro mi dice: "Per favore, la sigaretta mi dà fastidio". Rispondo: "Ok, la spengo". A me viene da pensare che i bulli, numerosissimi a Roma e ad Ostia, avrebbero colto l'occasione per riempire di botte quell'uomo infastidito dalla sigaretta legittimamente fumata all'aria aperta. Ma l'implacabile mia compagna di vita mi sussurra: "Bello, sforzo il tuo: la sigaretta era finita". "Sì, ma la avrei spenta in ogni caso", dico io. Torniamo a casa. E appena fuori dal centro pedonale mi accorgo che ogni regola vien meno. Un gruppo di ragazzi si passa una palla correndo fra la gente. Succede che una pallonata mi colpisce e sporca il mio maglioncino blu. E succede che io, già maldisposto, rivolga una parolaccia al gruppo. Anzi due parolacce. Non doveva essere un gruppo di bulli, sennò non sarei qui a raccontare questa sciocchezzuola. Ma ancora una volta la persona a me più vicina mi contesta. Anche perché io cerco di giustificare le mie parolacce . "Se avessero spazi per giocare, non giocherebbero a palla tra la folla, non lo capisci"? Io non sono convinto. Penso piuttosto di essermi imbattuto in un piccolo episodio del conflitto fra giovani e maturi, nella voglia di contestare contro regole e ordine, senza consapevolezza ovviamente. Ad una certa età le coppie cercano ogni pretesto di litigio, mi sembra.

lunedì 27 marzo 2017

Di corsa verso il precipizio


Nell'ultimo post avevo confrontato l'attenzione sull'ultima futile battutaccia di Renzi alla disattenzione per gli ultimi fatti di cronaca: clochard bruciati vivi, adolescente che uccide il padre "per scherzare un poco", bullismi vari, etc. Molti commenti, ma tutti sulle prodezze renziane (in genere contro). Ne dovrei dedurre che ho torto io e che Renzi sia giustamente più interessante del declino della convivenza e della ragione. Ma non ne sono convinto. Ora ad Alatri (Frosinone) un branco assassino toglie la vita a un giovane a forza di sprangate. Forse il ragazzo aveva osato difendere la sua ragazza con qualche parola di troppo (secondo il branco). Intollerabile. Insopportabile. Non si può non uccidere. Attimo di totale sconforto. Davvero non stiamo facendo nulla per evitare il precipizio.E delle battute di Renzi davvero non mi importa nulla.

domenica 6 dicembre 2015

Cosa fare per i poveri bulli


Lo posto seguendo il filo dei miei ragionamenti sul Grande Vuoto (o Grande Rincoglionimento) di quest'epoca grigia, triste e tragica. Suggerisco agli amici di evitare parole inutili e inflazionate sul web, quali: stronzi, merda, impiccateli, etc. Lo suggerisco perché lo sfogo non è solo inutile. E' anche dannoso. Perché ci consola facendoci pensare di aver fatto la nostra parte. Invece non dovremmo cercare sfogo o consolazione, ma solo impegno, minimo. quotidiano e coerente. Allora facciamo in modo che arrivi un messaggio-consiglio chiaro ai genitori dei bulli che incatenano il disabile e gli orinano addosso. Pensateci dieci, cento, mille volte prima di dire: "E' stata una ragazzata", "Mio figlio si è lasciato coinvolgere" e balle simili. Se direte parole così non sarà perché amate i vostri figli, ma perché vi sentite colpevoli. E pensate di minimizzare le vostre responsabilità minimizzando le loro. Questo vale per quei genitori e per tutti i genitori. Poi cominciamo a proporre altre cose. Una "buona scuola" che sia buona davvero. E presidi psico-pedagogici a scuola e nel territorio, con operatori veri che sappiano parlare ad adolescenti e genitori. E soprattutto l'impegno quotidiano con una cultura capace di ridicolizzare il piacere malato della prevaricazione e rispondere con progetti di vere avventure al Grande Vuoto che oggi ti fa schernire il disabile, domani lanciare sassi dal cavalcavia e infine convertirsi alle castronerie assassine del Califfato. P.S. Il carcere probabilmente è inutile. Anni di lavoro socialmente utile e risarcitorio, insieme ad un prelievo a vita sui futuri emolumenti sarebbero meglio. Pensiamoci. http://www.leccenews24.it/…/bullismo-accanito-contro-un-min…