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venerdì 2 giugno 2017

Non è colpa di Renzi


Non è colpa sua se è costretto a chiedere ad Alfano il piacere di bocciargli il “suo” governo. Per convenzione un partito non può bocciare il suo governo. Ma è una convenzione insensata. Perché mai il PD non dovrebbe volere un governo sempre suo ma diverso, con il segretario, ristabilito, nuovamente al comando? Dicono che non giovi all'Italia andare a l voto. Ma questo è opinabile. Sempre è opinabile il rapporto causa /effetto nelle azioni politiche. Forse con Letta avremmo avuto un'Italia meno distante dall'Europa. O forse il contrario. L'unica cosa certa è che più di un milione di votanti alle primarie ha scelto Renzi. Si ascolti la loro voce. Non la voce dei cinque o sei o più milioni di dispersi a destra e manca. E finalmente superiamo le stupide convenzioni che costringono a comprarsi un killer mentre si potrebbe dare una esplicita buona morte.    

sabato 27 febbraio 2016

Lo Stato guardone


Lo Stato guardone è quello che si configura con il maxiemendamento della Cirinnà. Alfano ha ottenuto non solo la cancellazione della adozione del figlio del partner, ma anche la soppressione dell'obbligo di fedeltà per le coppie gay nelle unioni civili. Così è chiaro che il matrimonio (fra etero) ha una cornice etica che non può appartenere ai gay.Questo è assai più indecente del rifiuto dell'adozione del figlio del partner. Significa continuare a vedere l'amore fra persone dello stesso sesso come mero libertinaggio. E' uno sguardo osceno, è lo sguardo di uno Stato porno che non riconosce la presenza dell'amore nei gay. Diverso sarebbe stato e sarebbe eliminare l'obbligo di fedeltà in matrimoni e unioni etero e omo. Giacché la fedeltà evidentemente sessuale è l'altra faccia del materialismo superficiale di Alfano. E della Chiesa del "matrimonio rato e non consumato". Toccherà ai laici agitare le ragioni dello spirito contro il materialismo delle chiese. Paradosso?

venerdì 20 novembre 2015

Solidarietà al ministro dell'Interno


Esprimo convinta solidarietà al nostro ministro dell'Interno, per i progetti criminali a lui diretti dalle cosche mafiose. Non mi fa velo la consapevolezza che oggi la minaccia mafiosa appare quasi risibile al confronto con quella del terrorismo di cui non immaginiamo limiti o funeste fantasie. Prescindo anche facilmente dal mio totale dissenso verso Angelino Alfano, politico. La mia solidarietà è piena, senza "se" e senza "ma". Perché le Istituzioni contano più degli uomini che le rappresentano al momento. E perché è prezioso per me esercitarmi alla pratica della distinzione. Ad un ministro a me meno lontano politicamente forse non mi sarei ricordato di esprimere solidarietà.

domenica 22 settembre 2013

Br, Rodotà, Alfano: comprendere e non comprendere


Le Br in un comunicato tentano di collegarsi alla No-Tav, promuovendola come nuova occasione di scontro violento. Stefano Rodotà commenta:" parole deprecabili ma comprensibili". Bufera. Per Alfano questo è tipico dei cattivi maestri. Anche a dispetto della storia personale di Rodotà mai indulgente col terrorismo. Cosa avrebbe potuto o dovuto dire Rodotà? Che quelle delle Br erano parole incomprensibili? Che lui non le capiva? Che non era abbastanza intelligente per capirle? Rodotà ha dovuto precisare l'ovvio: che comprendere non significa giustificare. Alfano non è abbastanza intelligente per non capire la differenza? Forse. O forse gioca col senso comune e con il logoramento del nostro linguaggio. Per prendere le distanze da qualcuno o qualcosa siamo avvezzi a definire quel qualcuno o qualcosa: "incomprensibile". A forza di dire così però finiamo per non capire davvero e di censurare l'intelligenza. Comunque credo che Alfano, che non è un'aquila, non sia neanche così stupido. Semplicemente gioca sporco.