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martedì 29 dicembre 2015

Felice 2016 (per quanto possibile)


Auguro ad ogni amica/o il meglio possibile. Per l'Italia il meglio possibile non è molto. Cosa posso augurare di possibile? 1. Che ci si guardi in faccia e si smetta di primeggiare nel peggiore stile facebook. Ovvero che si abbia maggiore voglia di studiare e confrontarsi per rimettere in piedi il Paese 2. Che ci sbarazzi un po' delle verità preconfenzionate di cui siamo nutriti. 3. Che si riconosca un po' la verità per cui gli uomini nascono eguali da capo Passero alle Alpi, dall'Amazzonia all'Antartide e che la diseguaglianza ammessa è quella minima per premiare l'impegno, finché servirà, non la nascita o la rendita; e che se non è vero questo è vero il terrificante opposto per cui gli uomini sono in guerra l'uno contro l'altro e tutto è permesso. Ogni presunta via di mezzo è una parete scivolosa da cui si cade giù. 4. Infine che ci si mobiliti al momento del referendum per bocciare la pessima riforma costituzionale che, insieme all'Italicum, può consegnare il Paese ad una minoranza o ad un uomo solo. Tra i miei moderati auspici questo peraltro è il più a portata di mano e foriero di cambiamenti veri.

giovedì 30 aprile 2015

Hai vinto:restituisco la tessera


A conclusione della sua "brillante" analisi sullo stato del PD e dell'Italicum, il segretario-premier: "Per avere tutti a bordo bastava Letta". Mai a mio ricordo una simile arroganza da parte di un leader. Qualcosa di simile forse da Berlusconi, Salvini e gente così, ma solo verso gli avversari, non verso esponenti del proprio partito. Evidentemente vuole costringere l'opposizione interna a lasciare il PD. E i sondaggisti gli suggeriscono che in questa fase in Italia il bullismo paga. Si potrebbe replicare con cavolate a cavolata. Es.: "Con te la nave invece va a sbattere". Ma suggerisco di non farlo. La sinistra deve affrontare la dura prova di andare contro corrente. Rifiutare quindi repliche cattive. La sinistra è chiamata al compito di rieducare alla percezione della realtà, a progetti realistici, seppur radicali, che non tollerano "narrazioni" superficiali. Comunque Renzi mi ha convinto. Restituisco la tessera.

mercoledì 29 aprile 2015

Elusione istituzionale


L'elusione di cui più si parla è quella fiscale. Un metodo per pagare meno tasse, nel rispetto formale delle leggi, tramite costruzioni giuridiche e societarie appropriate. Il risultato è sempre sorprendente.Nel senso che cozza, spesso platealmente, contro la giustizia sostanziale. Mi sembra che quello che sta avvenendo alla Camera debba chiamarsi "Elusione istituzionale". Tutto regolare probabilmente - fiducia compresa- come può essere regolare che il miliardario, investendo in consulenti costosi, finisca per pagare pochi spiccioli di tassa; in barba al principio della progressività delle imposte ed anche al buon senso. Ma così è. Ho fiducia che Mattarella e Boldrini non avrebbero tollerato l'illegalità. Ci resta la libertà di sanzionare moralmente l'elusione istituzionale come sanzioniamo moralmente l'elusione fiscale. Del resto abbiamo fatto lo stesso giudicando le leggi ad personam dell'epoca berlusconiana. Formalmente erga omnes, di fatto a vantaggio di un uomo solo. Mi sembra succeda lo stesso con l'Italicum. Un leader investito del controllo del maggiore partito (con unmilioneottocentomila voti), come in un gioco di scatole cinesi - in cui sono maestri gli strateghi dei monopoli - assume il comando del governo e del Parlamento. Poi, poiché questo potrebbe essere insufficiente ad assicurare controllo assoluto o ad assicurarsi il futuro, decide una legge che gli assicuri la certezza di non aver impicci ed ostacoli, da Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale, etc. Al contempo, per perfezionare il quadro della governabilità assoluta, usa il piccone delegittimante verso magistratura, sindacato e "professoroni" e magari si assicura il controllo dell'educatore nazionale Rai, tramite Ad governativo. Tutto regolare. Tutto secondo la legge. Come troppe volte nella storia. Che fare ora? C'è qualcuno fra gli oppositori - politici, gente comune, rissosi frequentatori del web - disposto a promuovere un NO di massa, pacifico e non equivoco, come un sit-in nazionale? Improbabile, ma lo vorrei. Poi, a bocce ferme, rifletterei forse su alcune imperfezioni di una Costituzione che forse è la più bella del mondo, ma che è comunque pericolosamente imperfetta. Infatti - mentre ci obbliga a doppie letture, etc. per qualunque minima riforma costituzionale - lascia all'arbitrio del vincitore decidere con la legge elettorale il futuro del Paese. P.S. Mi scuso per possibili inesattezze espositive giuridico-formali. Rivendico pienamente la sostanza.

martedì 28 aprile 2015

Gli italiani che non conoscono l'Italicum


A me il dato allarmante sembra quello per cui solo il 35% degli intervistati dichiara di capire cos'è l'Italicum. Allarmante anche se penso che la percentuale di chi l'ha capito davvero è ancora più bassa. E' un problemino? Per me è un problemone. Il problema della democrazia.Che non è democrazia se non è informata. Avevo appena letto su Repubblica la lettera di una studentessa di scienze politiche. Era impegnata nel tentativo di insegnare diritto europeo nei licei. Manifestava incredibile sorpresa per l'ignoranza assoluta dei liceali riguardo cose elementari quale la distinzione fra parlamento e governo. Io non mi sarei sorpreso. Quando la scuola si occuperà davvero della cultura della cittadinanza (ovvero politica)? a vantaggio dei giovani e degli ignorati ignoranti noi adulti, voglio dire. Nell'attesa ci consegniamo fideisticamente alle scelte dei nostri leader. Amen. http://www.corriere.it/politica/15_aprile_26/elettore-due-dice-no-all-italicum-favorevoli-prevalgono-solo-dem-93e6c6c6-ebf8-11e4-b9d3-aa4aa3ffc489.shtml