Questa cosa di Palermo mi sorprende un tantino di più del disastro di cui oggi tutti parlano. Che poteva succedere a Parigi, come a Londra o a Roma. Semplicemente perché oggi la priorità non è la cura delle cose che valgono. Quella di Palermo invece mi lascia interdetto. Come se non avessi capito mai davvero gli abissi dell'animo umano. Non per la banda di criminali che si arricchiva frodando a prezzo di sangue (altrui) le assicurazioni con finti incidenti di auto. I criminali fantasiosi - si sa - inventano nicchie innovative di delinquenza. Lo stupore è per quei due fidanzati che si fanno spezzare braccia e gambe per ricevere 1.500 euro e coronare così il sogno di una vacanza. L'apoteosi del consumismo idiota insomma. Quasi appaiono normali quelli che dovevano pagare debiti di gioco o semplicemente comprarsi qualcosa da mangiare. Quasi normali. Ma la povertà non era stata abolita? La follia no. La povertà avevo appreso di sì.
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martedì 16 aprile 2019
giovedì 9 agosto 2018
Quale altro abominio possono ancora inventare gli uomini?
Me lo sto chiedendo dopo la scoperta dell'abominio di Palermo, nella
"mia" (mia?) Sicilia. Toglie il respiro scoprire che decine di uomini e donne (compresa infermiera "anestesista") possano fracassare ossa per intascare assicurazioni. Per cosa? Per mangiare ostriche? Per un'auto di lusso? Per cosa? Toglie il respiro apprendere che i criminali operavano un marketing della disperazione e che tante persone deboli - tossicodipendenti, malati psichici, disperati vari - accettassero dolore e invalidità per pochi euro. Mi chiedo se conosciamo davvero il nostro Paese. Mi chiedo di cosa parliamo quando parliamo di diritti. Mi chiedo se sia accettabile che una società ignori le paludi infette. Mi chiedo come sia possibile convivere con l'abominio alle porte di casa.
"mia" (mia?) Sicilia. Toglie il respiro scoprire che decine di uomini e donne (compresa infermiera "anestesista") possano fracassare ossa per intascare assicurazioni. Per cosa? Per mangiare ostriche? Per un'auto di lusso? Per cosa? Toglie il respiro apprendere che i criminali operavano un marketing della disperazione e che tante persone deboli - tossicodipendenti, malati psichici, disperati vari - accettassero dolore e invalidità per pochi euro. Mi chiedo se conosciamo davvero il nostro Paese. Mi chiedo di cosa parliamo quando parliamo di diritti. Mi chiedo se sia accettabile che una società ignori le paludi infette. Mi chiedo come sia possibile convivere con l'abominio alle porte di casa.
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sabato 17 agosto 2013
Le due Sicilie secondo la 7
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