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venerdì 20 ottobre 2017

Severgnini, Renzi e il grande imbroglio


Dell'intervista di Gruber a Renzi ad Otto e mezzo, sottolineo solo un dettaglio. Il segretario Pd scaricava colpe su colpe a chi era al governo prima di lui. Immagino abbia ritenuto opportuno evitare di infierire sul sereno Letta. Se l'è presa con Monti. E lì mi è piaciuto molto Severgnini che, più o meno, replica così: "L'Italia era a rischio di fallimento. Tutti quelli che votarono e sostennero Monti perché facesse il "lavoro sporco" che a loro non conveniva fare oggi sparano su Monti, il più vituperato dei premier. Attacchi troppo facili e sgradevoli".
Giusto. Penso che un ideale premier di sinistra avrebbe realizzato una manovra non meno dura ma più equa. Ma non certo incrementando deficit e debito, cosa non consentita dalla "matrigna" (fra virgolette) Europa. Oggi invece Renzi propone la ricetta dell'incremento del deficit al 3%. E meno tasse per tutti naturalmente. Chi pagherà? L'Europa o i governi futuri e le generazioni future? L'Europa no. Qualcuno dovrebbe spiegare ai frastornati cittadini che il bersaglio Monti e il bersaglio Europa non sono ispirati da un progetto di politica popolare, ma dall'esigenza di occultare interessi di classe. Un grande e impunito imbroglio.

martedì 22 novembre 2016

La psicologia e l'estetica sterili

Ad Otto e mezzo D'Alema risponde alle solite insinuazioni.Non sarà diventato un fiero antagonista di Renzi e della sua riforma per mero dispetto? Forse perché Renzi gli rifiutò un ministero o altro incarico prestigioso? Interessante. Magari si potrebbe chiedere viceversa agli amici e fan di Renzi se per caso non stiano con lui perché ebbero da lui un dono insperato: un ministero cui mai avrebbero osato aspirare. Non sapremo mai la verità né riguardo D'Alema, né riguardo Franceschini, Finocchiaro, Madia o altri. Ma poi arriva la constatazione di Gruber, con la collaborazione di Severgnini, giornalista, , educato militante del Sì. "Letta però ha detto che voterà sì, malgrado i torti subiti, ricorda Gruber". E Severgnini le fa da spalla: "una lezione di stile, quella di Letta", dice con un sorriso, sapendo di provocare. Si dà. il caso che io ritenga probabilissimo il No di D'Alema per dispetto e rivalsa. Ritengo egualmente che il Sì di Letta non sia dettato da una valutazione meramente di merito. Sento il suo Sì e la sua lezione di stile una replica più sofisticata e "cattiva" allo staisereno di Renzi e al brusco congedo. Ma è sempre così. C'è sempre una ragione personale, consapevole o inconsapevole, in ogni scelta politica. Perché le idee, tutte le idee, di cambiamento, di conservazione, di libertà, di giustizia, camminano sulle gambe degli uomini e sono metabolizzate nelle loro pance piene di umori. Ma se è così perché mescolare storie di pance ad idee? Scegliamo una bussola e manteniamo la rotta: oggi si parla di idee, domani si parla di pance. Furbesco e antipatico mescolare a convenienza pance ed idee. Ma lo fanno quasi tutti, giornalisti e politici.Preferisco quelli che non lo fanno.

sabato 25 giugno 2016

Il patriottismo della destra

Ad Otto e mezzo c'era la trionfante Giorgia Meloni a parlare di Brexit e del suo esempio per il nostro Paese. Ho visto un Severgnini e un Padellaro incavolati come mai. La borsa italiana maglia nera oggi in Europa è l'annuncio allarmante che il rischio Europa (ovvero il pericolo della sua fine) fa pagare anticipatamente i conti ai Paesi più indebitati, il nostro soprattutto. Eppure Giorgia Meloni esulta. Domanda retorica: ma, in ultima analisi ai nazionalisti interessa qualcosa della nazione? No, naturalmente.

mercoledì 11 novembre 2015

Guzzanti Severgnini: fra inferno e purgatorio


Forse sto involvendo a destra. Ma ad Otto e mezzo stasera fra Sabina Guzzanti e Beppe Severgnini la mia simpatia è andata al secondo. Forse perché non mi piacciono le persone acide. E Sabina mi appare sempre più acida. Mi piacciono le persone che si indignano e si arrabbiano. Come Landini spesso, benché condivida poco della sua linea. O come Fassina quando in Direzione PD gridava a Renzi: "Non ti devi permettere". Neanche di Fassina condivido molto, ma è altro tema. Però gli inaciditi come Sabina credono di aver capito tutto e ti guardano come soffrendo. Tutto il presente per Sabina è catastrofico. Da Renzi (sono quasi d'accordo) a Merkel (assai meno). Severgnini alla fine mi appariva un saggio chiedendo come mai milioni di profughi si dirigono verso questa infernale Europa. E ricordava le cose che ci appaiono ovvie - il pronto soccorso e la scuola pubblica, ad esempio - e che ovvie non sono. O come l'acqua corrente - direi io - che Messina oggi apprezza. "Ero ricco e non lo sapevo" scopre il Tommasino ammalato e morente della pasoliniana "Una vita violenta". Ecco, io credo che si debba essere consapevoli che siamo in purgatorio. Con cose orrende come il rischio della perenne disoccupazione. O di un disastro ecologico o nucleare o terroristico. Ma sempre ricordando da dove veniamo. Se non siamo capaci di guardare al paradiso, lontano davanti a noi e insieme al vecchio inferno da cui veniamo e in cui rischiamo di precipitare, diventiamo acidi come Sabina. Che non mi piace. Spero mi piacerà il suo spettacolo che vorrei vedere. Moderatamente fiducioso. Non inacidito. .