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sabato 15 dicembre 2018

Lui, loro e il Paese inconsapevole


Antonio Megalizzi, il ventinovenne giornalista italiano, così brillante, così europeo, precario come i più dei nostri giovani migliori, è morto. Ucciso da un coetaneo latore di un morbo distruttivo. Morto, lontano da casa, come altri giovani eccellenti - come Valeria Solesin - che l'Italia espelle perché il nostro non è un Paese per giovani eccellenti, ma solo per figli e nipoti, solo per raccomandati. Chissà perché. E chissà perché proprio loro finiscono assassinati. Il caso o cosa? Le mie condoglianze alla famiglia e alla sua fidanzata che sanno bene cosa hanno perso. Le mie condoglianze anche al mio Paese inconsapevole.

mercoledì 21 dicembre 2016

Buon Natale 2016


Ogni anno mi chiedo se abbia senso la Festa, se abbiano senso gli auguri. Quelli contro le ricorrenze dicono che è sempre Natale, è sempre Festa della donna, è sempre Resistenza. Sempre o mai. Ma forse la Festa ha senso come un appunto , come un ricorrente inforcare le lenti per abituarci a vedere poi, senza protesi alcuna, mondi diversi. Qualcosa sembra rendere impossibile festeggiare. E’ il dolore degli altri nel mondo. Da tempo poi non è più l’eco di dolori lontani, di sconosciuti. E’ sangue e lacrime di persone che sentiamo “nostre”. Ieri Valeria Solesin, oggi Fabrizia Di Lorenzo. La mente cerca una ragione. Ancora una volta la meglio gioventù, quella che studia, quella che pretende di lavorare nel nesso inscindibile di diritto e dovere di essere risorsa e non peso: non solo “posto” e reddito, bensì posto nel mondo. Non so se sia un caso o siano meccanismi ignoti a selezionare i migliori alla morte. Difficili più di sempre gli auguri di Natale quest’anno. Mi incoraggia qualcuno e qualcosa. Mi incoraggia un grande popolo, quello tedesco, che ammiro e che sa darsi una grande leader capace di tener fermo il timone. Da lì prendo l’ispirazione perché non siano i folli a decidere cosa faremo e dove andremo. Buon Natale allora alla Germania, all’Italia, all’Europa, al mondo. Buon Natale a Francesco, leader mondiale del cambiamento. E buon Natale agli amici della rete che spesso sono amici veri, anche quando mai incontrati in quella che si chiama “realtà”.

lunedì 23 novembre 2015

Valeria


Nella foto che abbiamo di lei Valeria ha la bellezza quieta di un borgo italiano, costruito col lavoro lungo di tanti. Una bellezza etico-estetica che non si forma nell'artificio delle palestre e dei visagisti: lo specchio di una raggiunta armonia di pensieri. Molte sono come lei certamente, ricercatrici, volontarie. Che scopriamo sempre tardi, come se solo la morte potesse rendere visibili i giovani talenti italiani aperti al mondo e ancora fiduciosi. Malgrado tutto. Malgrado il livore di quelli che irridono all'impegno perché è intollerabile per loro credere che si possa essere migliori. Ora il lutto doveroso e sentito. Sarebbe bello che a genitori straordinari che in parte spiegano la bellezza di Valeria si potesse offrire qualcosa di più di una borsa di studio alla sua memoria. Molto di più. Una conversione degli animi che ci faccia recuperare la bellezza e l'intelligenza della gioventù d'Italia. La laicità “aperta” dei genitori di Valeria acconsente a che nel funerale laico ognuno partecipi con il suo credo . “Anche un Iman, se vuole, dica qualcosa”, dice il padre. Condividendo quella laicità, antidoto alla follia del tempo presente, lascio fra i miei personalissimi crucci il pensiero che nulla Valeria possa ora sapere del tributo che l'Italia le rivolge.