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domenica 31 marzo 2019

Anche a proposito di Verona e della famiglia "naturale"


L'Italia è fanalino di coda in Europa un po' in ogni indicatore. Anche nella produttività ovviamente. Non ci sono facili pannicelli caldi. Lo spreco è sotto i nostri occhi, ma non lo vediamo. Quello femminile è il più vistoso. Se è vero che la maggioranza femminile di lavoratori laureati diventa minoranza sempre più risibile quanto più ci si avvicina ai vertici. Donne magistrati, ma non capi degli uffici;insegnanti, ma non presidi e tanto meno rettori; giornaliste, ma non direttrici; donne che fanno il lavoro di ricerca e progettazione su cui uomini incompetenti appongono la firma e fanno carriera. Donne rassegnate all'andazzo e uomini che fanno il sorrisino per dire "eh, si sa, le cose vanno così" e partecipano ai banchetti spartitori. Uomini, siete poveri perché buttate via il talento della metà del cielo. Donne, non fatevi ingannare dagli imbroglioni che vi premiano se state a casa a lavare le loro mutande.

venerdì 29 marzo 2019

Lo devo anche a mia madre


Non si lamentava. Ma dissentiva profondamente dentro di sé. L'ho capito troppo tardi. Un po' come la protagonista dell'amica geniale, aveva studiato sui libri del fratello. Lui studiava per il diploma e poi per la laurea, lei solo per sapere. Non le era stato consentito di continuare la scuola. Doveva aiutare in negozio. Era solo una donna. I ruoli della famiglia "naturale" e barbara erano chiari. Ma per lei sarebbe stata "naturale" un altro padre, un'altra madre, un'altra attenzione. Quanto le era costato me lo ha detto tardi,  poco prima di morire. Spero abbia capito che ho capito e che mi sono rammaricato di non avere capito prima, non abbastanza. Ora a me le ragioni delle figlie sono chiarissime. Anche grazie a lei. Resteranno chiarissime se il rincretinimento epocale che ci vede cadere l'un dopo l'altro non trascinerà anche me.