L'Italia è fanalino di coda in Europa un po' in ogni indicatore. Anche nella produttività ovviamente. Non ci sono facili pannicelli caldi. Lo spreco è sotto i nostri occhi, ma non lo vediamo. Quello femminile è il più vistoso. Se è vero che la maggioranza femminile di lavoratori laureati diventa minoranza sempre più risibile quanto più ci si avvicina ai vertici. Donne magistrati, ma non capi degli uffici;insegnanti, ma non presidi e tanto meno rettori; giornaliste, ma non direttrici; donne che fanno il lavoro di ricerca e progettazione su cui uomini incompetenti appongono la firma e fanno carriera. Donne rassegnate all'andazzo e uomini che fanno il sorrisino per dire "eh, si sa, le cose vanno così" e partecipano ai banchetti spartitori. Uomini, siete poveri perché buttate via il talento della metà del cielo. Donne, non fatevi ingannare dagli imbroglioni che vi premiano se state a casa a lavare le loro mutande.
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domenica 31 marzo 2019
mercoledì 6 marzo 2019
Spreco è...
1. Le bancarelle di paccottiglia che sfregiano la bellezza di San Pietro e del Colosseo.
2. Le case sfitte, le stanze inutilizzate, le seconde case inabitate, le devastanti ed inutili colate di cemento.
3. Il giovane nero e robusto (come sottolineerebbe un ministro) che sta all'ingresso di Conad col cappello in mano sperando in improbabili elemosine, mentre non è previsto che qualcuno lo impieghi per spazzare per terra o per liberare il negozio dalle immondizie (o magari per insegnare arabo giacché non è escluso sia un bravo laureato).
4. Sedurre con agevolazioni pensionistiche gli anziani a smettere di lavorare e passare il tempo in panchina.
5. Insegnare a chi non vuole imparare o non vuole farlo al momento e non insegnare a chi vuole imparare, ma non ha i mezzi per farlo.
6. Impiegare un esercito per controllare che gli sposi divorziati non facciano sesso fra loro e non freghino il reddito di cittadinanza.
7. I nuovi operatori dei centri per l'impiego con caratteristiche identiche a quelli già esistenti, pur con l'affascinante nuovo nome di navigator.
8. Non avere una anagrafe delle competenze dormienti e non averne una della domanda di competenze.
9. Il filtro che fa sì che le donne, maggioranza alla laurea, maggioranza fra insegnanti e ricercatori, diventino striminzita minoranza fra presidi e rettori.
P.S. Lista che può crescere a dismisura.
N.B. Abbattere lo spreco di ricchezza e di vite è il mio programma di governo. Il programma opposto (e da tempo vincente) è quello che investe nello spreco che creerebbe -dicono- occupazione e ricchezza.
2. Le case sfitte, le stanze inutilizzate, le seconde case inabitate, le devastanti ed inutili colate di cemento.
3. Il giovane nero e robusto (come sottolineerebbe un ministro) che sta all'ingresso di Conad col cappello in mano sperando in improbabili elemosine, mentre non è previsto che qualcuno lo impieghi per spazzare per terra o per liberare il negozio dalle immondizie (o magari per insegnare arabo giacché non è escluso sia un bravo laureato).
4. Sedurre con agevolazioni pensionistiche gli anziani a smettere di lavorare e passare il tempo in panchina.
5. Insegnare a chi non vuole imparare o non vuole farlo al momento e non insegnare a chi vuole imparare, ma non ha i mezzi per farlo.
6. Impiegare un esercito per controllare che gli sposi divorziati non facciano sesso fra loro e non freghino il reddito di cittadinanza.
7. I nuovi operatori dei centri per l'impiego con caratteristiche identiche a quelli già esistenti, pur con l'affascinante nuovo nome di navigator.
8. Non avere una anagrafe delle competenze dormienti e non averne una della domanda di competenze.
9. Il filtro che fa sì che le donne, maggioranza alla laurea, maggioranza fra insegnanti e ricercatori, diventino striminzita minoranza fra presidi e rettori.
P.S. Lista che può crescere a dismisura.
N.B. Abbattere lo spreco di ricchezza e di vite è il mio programma di governo. Il programma opposto (e da tempo vincente) è quello che investe nello spreco che creerebbe -dicono- occupazione e ricchezza.
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