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giovedì 8 ottobre 2020

La pandemia nel mio mondo normale-ideale

 

In un mondo normale, anzi no, ideale, cioè governato dalla ragione, si prende atto del problema provocato dall'incuria umana: la pandemia. Si prende atto del conflitto fra salute e lavoro (economia) e si risponde con intelligenza. Si chiude ciò che non è essenziale e quanto più alto è il rischio più si chiude. Allora innanzitutto si chiudono gli stadi (non in parte, ma totalmente), insieme a lotterie e giochi di denaro vari. Poi si chiudono le discoteche. Poi si chiudono i bar e i ristoranti (totalmente o parzialmente). I tabaccai possono essere sostituiti dai distributori automatici. Si chiudono le fabbriche di armi. Si chiudono le fabbriche di coca cola e bibite gasate. Etc. Le scuole si aprono per piccoli gruppi o anche per uno studente alla volta: un docente, uno studente. E si sostituisce così la qualità alla qualità. Cosa pensi di dover apprendere? Ti spiego perché devi apprendere qualcosa che credi di poter non sapere. Ti suggerisco cosa e come studiare. Da solo, con un amico, con due amici. Cosa non riesci a capire? Ecco, non capisci perché...Ora puoi capire e godere di capire. Del resto si può fare a meno, ottenendo di più: a scuola. come altrove. P.S. La pandemia dovrebbe (avrebbe dovuto) essere l'occasione per definire ciò che conta, ciò che conta poco e ciò che non conta niente.

martedì 21 febbraio 2017

Perplesso

Seguo di Martedì sulla 7 . C'è qualcosa di drammatico e triste. E'  il servizio che fotografa l'impoverimento di un Paese, la Grecia, dal mercato della prostituzione. Impensabili tariffe low cost in piccoli postriboli di Atene: Tariffe da 10 euro e anche meno. Che però molti non possono pagare. Entrano, guardano gratis e vanno via. E la giovane prostituta contenta perché da barista guadagnava 20 euro al giorno ed ora ne guadagna 100. L'altra faccia della medaglia è la crisi drammatica delle rinomate e lussuose case di piacere. La titolare di un famoso postribolo che a suo tempo sponsorizzava una squadra di calcio ora può farlo più. Sembra l'intervista tipica all'imprenditore in crisi di commesse. “Avevo 20 impiegate e ne ho solo 5”. Mi faccio piccole domande prima di andare a letto. “Anche in questo caso la soluzione è un bonus per stimolare i consumi”? Seconda domanda. “E' tutta colpa della perfida Europa e della politica dell'austerità”? Di altre perplessità dirò domani. Buona notte. 

martedì 14 febbraio 2017

Francamente non mi è chiaro

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Seguo sulla 7 Di Martedì. Abbastanza interessante l'intervista ad Emiliano e il successivo dibattito. Non capiaco bene lo scopo della successiva rubrica sul tema del lusso. Clienti che comprano orologi da 5.000 o 10.000 euro, parure da notte da 600 euro, cagnolini coi vestitini da 300 euro e cuccette da 2.000 euro, cene di San Valentino da 500 euro.Perché Floris ci mostra queste cose? Per suscitarci invidia sociale? Per suscitarci rabbia? Per sorridere della follia dei ricchi? Per rivalutare una bellla parola come "austerità"? Non mi è chiaro.

mercoledì 23 dicembre 2015

Auguri agli ultimi


Gli ultimi sono ultime, mi sembra. Se debbo scegliere qualcuno che ha più bisogno di auguri, intesi come condivisione di speranze, scelgo le giovani rom che quotidianamente ad Ostia si affaccendano fra i cassonetti delle immondizie per recuperare qualcosa che abbiamo ritenuto inutile. Le conosco tutte quelle che lavorano nella mia zona del centro. Perché le scruto sempre con curiosità. Essenzialmente cerco di indovinare i loro pensieri. Se hanno paura di qualcosa o di qualcuno. Forse sì: del padre o del compagno che magari beve le sue birre da qualche parte. Se hanno speranze. Temo di no. Se hanno gioie. Penso di sì. Le vedo sorridere ogni tanto, se trovano nel bidone qualcosa di prezioso. Qualche volta le vedo in gruppo ai tavoli di una pasticceria. Ed oggi ho visto un gruppetto con sacchetti di regali, immagino per padri e compagni. Allora decido di associarmi al clima festoso ed augurale, augurando loro non un buon Natale o un anno felice, ma una vita nuova. Penso sia giusto scegliere loro perché, se il mio augurio si realizzasse, non solo le giovani rom sarebbero liberate da un lavoro sgradevole e dalla "tutela" nefasta dei loro uomini, tutti invece saremmo liberati: dall'ossessione dei consumi i cui avanzi riempiono i bidoni, dalle teorie spericolate dell'anti-austerità, dal pensiero che solo i consumi dei ricchi mettono in moto la famosa "economia", dalla rassegnazione alla diseguaglianza.