Seguo la maratona Mentana. Una cosa non capisco. Perché mai Mentana torni al dibattito in studio, togliendo il collegamento con il Senato ogni qualvolta parli il rappresentante di un gruppo "minore": Bonino, De Petris, Grasso, etc. La cosa mi indispettisce perché sarei curioso di ascoltare quelli di cui nei talk show non si parla. Neanche quando potrebbero essere decisivi in una nuova maggioranza. Escluderei quasi una congiura. Penso più al marketing. Forse semplicemente c'è qualcosa che somiglia quasi ad una legge naturale: il più grande è premiato e diventa più grande; il più piccolo è punito e diventa più piccolo. Nelle leggi elettorali meno democratiche. Sui media. E nella maratona di Mentana.
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mercoledì 21 agosto 2019
mercoledì 28 febbraio 2018
Psicologi o ingeneri ovvero Bonino, fra stima e dissenso
I
miei amici coprono l'arco dal PD ai comunisti. Emma piace
moderatamente solo ai piddini. Dagli altri riceve solo dissenso duro,
se non insulti. E' una "liberista", pensa un po'. Come
quasi tutti: o liberisti puri (come Emma) o liberisti-protezionisti
(o meglio per un capitalismo sovranista) che vogliono imbrigliare
maldestramente il cavallo pazzo della globalizzazione, ma non osano
proporre di cambiare cavallo.
Lei
crede invece di poter coniugare liberismo radicale e accoglienza,
nell'epoca delle grandi migrazioni che confondono il pensiero della
sinistra arrancante.
Leggo
però che Emma interviene sul tema "Scuola" polemizzando
con la cultura classica che disarmerebbe i giovani nella competizione
di un mercato del lavoro che vuole ingegneri. Stamani anzi la sentivo
su Omnibus opporre ingegneri a psicologi. Il mercato vuole i primi e
non i secondi, diceva. Sì, non c'è dubbio. Il mercato vuole
ingegneri, per costruire ponti,. ma anche seconde case e slot
machine. Però la ragione e i bisogni di cura richiederebbero
psicologi e operatori sociali. Li chiederebbero già assai più se ci
fossero davvero e invece quelli veri, cioè credibili ed efficaci, ci
sono ma non sono così' numerosi. E nel mercato vince ciò che è
visibile e di efficacia evidente, bombe comprese. Il mercato insomma
richiede poco “umanisti” un po' perché le persone non sanno di
averne bisogno, un po' perché gli “umanisti” sono meno
facilmente valutabili e spesso loro stessi rifiutano anche le
valutazioni possibili; sembrano pensare che dire qualcosa in latino o
stendere qualcuno su un lettino sia in sé formativo o curativo.
Insomma, dal mio punto di vista, farei a meno di molti attuali
latinisti, insegnanti, psicologi, sociologi, assistenti sociali ed
“umanisti” vari. Però investirei molto per dimostrare che gli
“umanisti” veri (efficaci) servono più che gli ingegneri, nel
mio auspicio di percorso prudente e condiviso verso la
“decrescita.felice”, con meno avere e più essere. Investirei di
più e subito in formatori dei formatori, prima che se ne perda
traccia. Ho qualche dubbio che ci siano molti eredi di Umberto Eco e
di Tullio De Mauro.
P.S.
Quasi escludo di essere riuscito a spiegare l'ennesimo caso in cui
mi trovo solo fra opposti schieramenti culturali e politici nei quali
non posso militare. .
domenica 19 novembre 2017
Riina e Bonino: lo strano accostamento
La sinistra divisa si consoli: è più divisa la Chiesa. Non credo che Francesco, la maggioranza dei preti e la maggioranza del popolo cattolico approvino la "interessante" tesi di Don Francesco Pieri. Per il pastore di anime, peraltro non un prete di medio-bassa cultura, ma docente presso la Pontificia Università di Bologna, ha fatto più morti Emma Bonino che Totò Riina. Sono certo che il "professore", puntando il dito contro Emma, intendesse puntarlo contro le migliaia di donne che anche dalla battaglia della combattente radicale hanno avuto la libertà dolorosa di scegliere senza rischiare la morte. Non sono certo invece che Don Pieri intendesse con la sua "creativa" esternazione rivalutare un po' Riina o magari contestare che al boss fossero stati rifiutati funerali religiosi. Forse no. Forse ha voluto semplicemente suggerire una propria gerarchia delle colpe. Se così è, gli propongo una tesi più radicale e inappuntabile: ha fatto più morti ovvero ha inibito più vite il preservativo ovvero il suo inventore (se ce ne è uno).
P.S. La mia solidarietà ad Emma Bonino è ovvia e convinta.
sabato 23 settembre 2017
A proposito di Emma Bonino: "compagno/a", cioè...
L'altra sera, dopo Mia Martini a Techeteche, ho seguito l'intervista ad Emma Bonino a Piazza pulita. Mi è sembrata stanca. Mi è sembrata pessimista. Mi è sembrata la solita Bonino. Che dice quel che pensa, al di là delle convenienze. Che pensa bene quel che dice. La sua è stata una requisitoria contro il larghissimo fronte dei propugnatori del respingimento: da Salvini, coi nuovi fascisti, fino a Minniti. Quest'ultimo incluso nella lista, pur con tono sommesso. Forse perché Bonino, come me, pensa che anche i toni contano. Quel che sta avvenendo, secondo Bonino, è di contenere gli sbarchi anche a costo di aumentare i morti: o in mare o nelle carceri libiche. La Libia inaffidabile più della Turchia che almeno ha una sola autorità La Libia in preda al'economia del malaffare e delle bande che intrecciano o alternano il business delle carrette del mare con quello del contenimento degli invasori disperati in cambio di denaro. E poi contrabbando di petrolio, droga, armi, etc. La Libia come "tappo" per togliere dalla nostra vista ciò che non vogliamo/sappiamo affrontare. Le soluzioni? Innanzitutto a casa nostra, sottolinea Bonino. Ad esempio impegnando gli 8000 Comuni italiani a far tutti la loro parte nella buona accoglienza. Tutti non 2000 come oggi. E quindi l'Europa. E infine "aiutarli a casa loro" con coerenza e con l'impegno di due generazioni, se non tre..Ascoltando quella che avrei voluto, dopo la diversissima Tina Anselmi, al vertice dello Stato, sento come di dover giustificare la mia vicinanza a lei e la lontananza da molti che oggi si definiscono "compagni". Mi sento filologicamente "compagno", se "compagno" è chi vuole che il pane sia condiviso: "cum-panis". Anche Emma vuole questo. Pane condiviso con tutti gli umani. Magari, da "liberista", lei non auspica che si divida il companatico. Ma troppi "rossi, anti- liberisti vogliono che si divida pane e companatico entro il confine nazionale. Allora, da socialista, preferisco Bonino a Trump, May, Minniti e anche rossobruni vari.
venerdì 25 novembre 2016
Due donne grandi ed io
Oggi voglio riferire di due interventi di donne famose in politica. Laura Boldrini, Presidente della Camera, ha meritoriamente deciso di pubblicare, con nomi e cognomi, i molti insulti e oscenità ricevuti sul web nell'ultimo mese. Ben fatto, anche se gli odiatori professionisti e sessisti ovviamente non capiranno. Poi ho sentito l'intervento di un'altra donna che stimo. Emma Bonino ribadiva la sua posizione aperta sul tema immigrazione. Ci ricordava una cosa che vogliamo ignorare: che i 160,000 immigrati l'anno in Italia che ci fanno entrare in panico rappresentano proprio il quantum necessario perché il nostro Paese non si avviti in una recessione demografica che lo porterebbe all'estinzione. Purché si voglia e si sappia integrarli. Al contrario, il boom demografico in Africa è una bomba che non può essere disinnescata solo con le politiche di cui si dice (e che poco si fanno). Non basterà cioè un generico aiuto economico. Solo la libertà femminile in quei Paesi potrà promuovere l'indispensabile controllo delle nascite. Un grazie a Laura Boldrini e ad Emma Bonino. La mia personale proposta, nella giornata contro la violenza praticata verso la metà del cielo, è questa: insegnare alle nostre bambine che "amore" è parola da interpretare bene; che l'amore è un sentimento largo che non può indirizzarsi verso una persona sola; che nessun uomo deve riceverlo intero ed esclusivo da una donna perché l'esclusiv
giovedì 18 febbraio 2016
Quanto mi piace Emma Bonino
mercoledì 23 dicembre 2015
La battaglia che è mi è più facile condividere
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