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mercoledì 3 aprile 2019

Nemici?


Alcune dinamiche dei social mi sono oscure. Ho perso l'amicizia di un'amica quasi "reale" (nel senso che ci eravamo incontrati e sentiti al telefono qualche volta). Successe che io ebbi ad esprimere giudizi critici verso il ministro Minniti e questo la innervosì sempre più. La cosa buffa è che prese le mie difese, riguardo al mio modo di criticare a suo dire "garbato", oltre e più che per i miei argomenti, un altro amico. Era un convinto 5Stelle ed io lo stimavo come uno dei più colti ed intelligenti fra i miei amici. La reciproca stima però non bastò. Successe che io riferii l'apprezzamento di un noto osservatore sul no di Mattarella a Savona ministro dell'economia. Il Capo dello Stato avrebbe esercitato, a suo dire, quella fermezza che Vittorio Emanuele III non esercitò purtroppo con le squadre fasciste in marcia su Roma. Bastò riferire questo per perdere un'amicizia che sembrava solida.
Altre volte sono stato prossimo a perdere amicizie per avere manifesto apprezzamento per una qualche tesi di opinionista che aveva il torto di avere votato Sì al referendum renziano. Pare che chi votò Sì debba essere espulso per sempre dal consesso della sinistra, se non dal vivere civile. In altri casi infine, l'interlocuzione con un amico semplicemente si interrompe dopo un dissenso. E succede poi che io non ricordi più perché da amici si sia diventati quasi nemici. Che mondo strano è quello in cui sto vivendo questa fase della mia vita!

domenica 3 dicembre 2017

Far finta che non ci siano


In una domenica che man mano si fa più soleggiata, passeggiata nell'isola pedonale di Ostia. Grazia Liberty ed esplorazione di nuovi eleganti locali. Dov'è la mafia? Possibile che si fermi a ponente? O magari anche la graziosa barista che ci serve i mignon con crema o ricotta è messa lì da loro? Forse pagando i mignon pago la mia quota di pizzo agli Spada o ai loro concorrenti che hanno ripreso a sparare? Sì, temo che quelli siano dentro quei locali, dentro la piacevolezza, dentro le nostre passeggiate.
In piazza si fronteggiano quietamente i gazebo dei 5stelle e di Noi con Salvini. Con Salvini anche una sexi attivista tutta vestita di rosso sgargiante. Ma nessuno si avvicina ai gazebo contrapposti. Gente tranquilla che gode il sole E gli attivisti contrapposti hanno facce perplesse. Sembrano chiedersi: "Ma che stiamo a fare"? Già, che ci sta a fare la politica che si occupa di frivolezze e di stressanti conflitti sul nulla in una bella giornata di sole?

mercoledì 22 novembre 2017

La politica contro la Politica


Non è che ci abbia pensato ieri per la prima volta. Ma ieri per due volte mi sono chiesto se io debba sentirmi tenuto a fare il tifo contro i miei avversari (cioè contro quelli che sicuramente non voterò alle prossime politiche). Prima c'è stata la notizia di Di Battista che non si candiderà in Parlamento. Per la verità la notizia è stata che questo diventasse notizia, con interpretazioni sofisticate nell'alveo della politica politicante. Quello che dovrebbe essere normale diventa notizia. Normale e salutare sarebbe scegliere la felicità di occuparsi di un bimbo rispetto allo stress degli appuntamenti quotidiani nel lavoro istituzionale. Come per altri scrivere libri. Con la politica professionale ricondotta ad una dimensione non totalizzante. Insomma ho simpatizzato molto, e più che mai col leader 5Stelle.
Poi ho sentito Raggi da Floris e mi sono accorto di fare il tifo per lei. Come avviene da genitore o nonno di una bambina delicata che appare inadatta a grandi carriere. Non avrei dovuto? Quanto più cresce 5Stelle tanto meno cresce quella cosa rossa o rosellina che voterò in mancanza d'altro. Però tifavo per lei ed ero contento che Virginia apparisse molto più sicura che altre volte. Non so bene se contento come un nonno o come un cittadino romano. Sono convinto che i romani malati di politica -rossi o neri - preferirebbero inciampare per strada nelle buche sempiterne o accettare il l prossimo disastro dei tombini intasati piuttosto che un successo dell'avversaria 5Stelle. Forse hanno ragione loro. Forse un disastro romano può aiutare a prevenire un disastro nazionale. Ma io non sono un politico. Sono un uomo semplice, padre, nonno, marito e cittadino. E tifo per Raggi e Di Battista.