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domenica 3 dicembre 2017

Far finta che non ci siano


In una domenica che man mano si fa più soleggiata, passeggiata nell'isola pedonale di Ostia. Grazia Liberty ed esplorazione di nuovi eleganti locali. Dov'è la mafia? Possibile che si fermi a ponente? O magari anche la graziosa barista che ci serve i mignon con crema o ricotta è messa lì da loro? Forse pagando i mignon pago la mia quota di pizzo agli Spada o ai loro concorrenti che hanno ripreso a sparare? Sì, temo che quelli siano dentro quei locali, dentro la piacevolezza, dentro le nostre passeggiate.
In piazza si fronteggiano quietamente i gazebo dei 5stelle e di Noi con Salvini. Con Salvini anche una sexi attivista tutta vestita di rosso sgargiante. Ma nessuno si avvicina ai gazebo contrapposti. Gente tranquilla che gode il sole E gli attivisti contrapposti hanno facce perplesse. Sembrano chiedersi: "Ma che stiamo a fare"? Già, che ci sta a fare la politica che si occupa di frivolezze e di stressanti conflitti sul nulla in una bella giornata di sole?

sabato 11 novembre 2017

Breve nota dalla manifestazione di Ostia


All'inizio eravamo pochini: non più di 500. Ed ero piuttosto allarmato. Il corteo è cresciuto fino a un paio di migliaia, man mano si attraversava il centro quieto, elegante e liberty e poi si andava peri il lungomare verso l'altra Ostia, quella di CasaPound e dei clan, che oggi appare come l'unica Ostia. Il consueto popolo dei manifestanti: pochi in età lavorativa, proletari assenti; presenti giovani liceali e universitari, qualcuno rasta, e persone mature, uomini e soprattutto donne in look morettiano, in apparenza ceto medio colto e nostalgico. Tamburi e slogan contro mafia e fascisti e qualche rivendicazione sociale: contro gli sfratti, contro l'assenza dello Stato che abbandono la periferia alle cosche. Ho intravisto solo all'inizio Virginia Raggi. E quindi un volto PD: Montino, sindaco di Fiumicino. E la candidata al ballottaggio dei 5Stelle. Poi ho potuto stringere la mano a Stefano Fassina ringraziandolo per la sua presenza. Non c'erano bandiere di parte. Inaspettatamente il corteo si è fermato un po' prima del feudo degli Spada. Sapevo invece che era in programma raggiungere la famigerata palestra. La polizia schierata a chiudere ogni via di accesso all'altra Ostia mi ha spiegato che l'organizzazione aveva deciso di fermare lì la marcia. Non ho capito a cosa servisse, in tal caso, il vistoso schieramento delle forze dell'ordine. Ho rinunciato a partecipare ad una sorta di sit-in in un umido giardino, tornando nel centro per premiare mia moglie, compagna di marcia, con la consueta krapfen squisita di Piazza Anco Marzio. Ho appreso ora che parte dei manifestanti ha violato la consegna dirigendosi verso la troppo celebre Piazza Gasparri, epicentro di Ostia Ponente.
P.S. Mi sono accorto, da disorganizzato recidivo, che la mia macchina fotografica era priva di scheda. Spero di poter trasmettere foto dal vecchissimo cellulare di mia moglie.

venerdì 10 novembre 2017

Perché e per chi manifesterò domani


Domani, sabato 11, ad Ostia manifestazione e corteo per la legalità. Il solito rituale? Forse. Comunque vi parteciperò. Perché nel dubbio è giusto scegliere ciò che è più scomodo. Non astenersi. Ostia è piacevole ed elegante nel centro (dove fortunatamente abito) e a levante, e degradata a ponente, territorio degli Spada e di CasaPound, quel ponente che prudentemente attraverso solo in auto, magari per raggiungere il porto turistico o il giardino che è il luogo dell'assassinio di Pasolini. Sbagliato dipingerla quale un omogeneo squallore, come oggi avviene. Ma più sbagliata la risposta irritata al dipinto parziale. Mi ricorda dinamiche note vissute nella mia Sicilia da cui mi separai anni fa. A difendere l'onore siciliano c'erano sempre i complici, consapevoli o no, della mafia. Come ora ad Ostia.
Ieri a Piazza Pulita ho apprezzato l'intervista ad un gruppo di adolescenti ostiensi simpatizzanti per CasaPound. Questi ragazzi non sanno proprio da cosa sono mossi. Il più brillante (che parlava quasi l'italiano), pressato, cercava di darsi risposte, ma non ci riusciva. "E' il colore della pelle che ti dà fastidio"? "Non so". "Ci piace insultare i neri". "Perché"? "Non so". Ecco, manifesterò soprattutto per loro. Per una buona scuola tutta da inventare. Perché i nostri sventurati ragazzi siano aiutati a capire perché insultano i neri. Giacché quando lo capiranno non insulteranno più. E si mobiliteranno contro l'ingiustizia che consegna Ostia ponente alla famiglia Spada che sostituisce lo Stato assente, anche con i pacchi alimentari e le palestre.

giovedì 9 novembre 2017

Lucia Annunziata, l'anti-sociologa


Stasera alla "Vita in diretta" si parlava ancora di Ostia. E c'era un buon servizio che indagava sul litorale di ponente, regno degli Spada e di CasaPound. Efficacemente deprimente. Gli intervistati: "Certamente conosco Roberto Spada; un'ottima persona" , "Può succedere che uno si innervosisca e picchi un giornalista" "A me Roberto mi ha tolto dalla strada, mi ha aiutato a trovare lavoro, a trovare un tetto, un medico". Etc. C'era Lucia Annunziata in studio. La quale era forse preoccupata che il servizio giustificasse la carenza della risposta repressiva e doveva trovare molto intelligenti le sue osservazioni spiazzanti. Tanto è vero che le ha ripetuto più volte. In sintesi, secondo la nota giornalista non aveva senso il servizio perché il servizio voleva dimostrare che povertà e degrado producono illegalità e così facendo si giustificava l'illegalità.. E invece non è così - diceva Lucia Annunziata - ci sono tanti poveri che non accetterebbero mai di occupare abusivamente una casa o di avvalersi dei servizi dei mafiosi. Ecco, quindi il fatto che ci siano poveri onesti sarebbe la prova che la povertà non c'entra. A me invero sembra che c'entri e che abbia bisogno di essere accompagnata d'altro per essere esplosiva (a parte che comunque è esplosiva per i poveri stessi). Ha bisogno ad esempio dell'assenza dello Stato e della presenza dell'offerta sostitutiva della mafia.
Si dice spesso purtroppo che la sociologia giustifica il crimine. Infatti il sociologo spiega il crimine e "spiegare" per gli sprovveduti è sinonimo di "giustificare". Peccato che la nota giornalista sia stata oggi nel novero degli sprovveduti. Sprovveduti pericolosi perché di fatto assolvono non i poveri ma la povertà e quindi la ricchezza che produce povertà.