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domenica 15 dicembre 2019

Il mio San Giovanni


Sono arrivato presto con la persona a me più vicina. La prima evidenza è stata la prevalenza di pensionati. Una matura signora ha commentato con evidente amarezza: "Questa è Roma. Io giovani stanno con CasaPound". Giudizio eccessivo, ma non del tutto campato in aria. Poi la piazza ha preso a riempirsi anche di giovani. Giovanissimi studenti liceali ed universitari. Non ho scorto segni di presenza delle periferie. Molte coppie con bambini sardine. Mi è sembrato che tutti fossimo impegnati a scoprirci vicendevolmente e a fotografare le sardine più fantasiose. Debbo dirvi che io e mia moglie siamo stati, con i nostri manifesti di "nonno sardina" e "nonna sardina", fra i più fotografati - anche dai giornalisti- ed intervistati da giornalisti e giovani studenti di antropologia. Non saprei dirvi in quanti eravamo, anche perché c'era un flusso continuo fra ingressi in piazza ed uscite. Comunque si poteva, con poca fatica, muoversi da qua a là. Azzardo che la piazza romana fosse più composita anagraficamente dalle prime piazze emiliane a composizione più giovane. Positivamente può dirsi che si scorgeva un'alleanza di nonni e nipoti. Insieme ci rassicuravamo noi, giovani e anziani, antifascisti che hanno frequentato la scuola e sono capaci di invenzione. Come parlare agli altri - quelli degli stadi e delle periferie - credo che non lo abbiamo ancora inventato.

lunedì 29 aprile 2019

Strumentalizzare il peggio


Sono contento - diciamo - che i gerarchi di CasaPound abbiano condannato ed espulso gli autori dello stupro di Viterbo. Sarebbe stato peggio se non lo avessero fatto. Ciò detto, però dalla gramigna non nascono rose. Ed infatti i gerarchi e Salvini colgono l'occasione per ribadire la castrazione chimica anche contro i loro uomini. "Ecco, vedete come siamo disinteressati" ci dicono. Bene, solo l'evidente egemonia culturale del nuovo fascismo può consentire di strumentalizzare spudoratamente anche lo stupro ad opera di miliziani. Io, minoranza nella minoranza, osservo invece che il sessismo fino allo stupro, con annesse torbide fantasie di evirazione, è costitutivo del fascismo che si annida, in misura diversissima, nella parte più oscura di ognuno di noi (o di quasi tutti): un mostro da tenere a bada e da vincere.

sabato 13 aprile 2019

Il presente rossonero, cioè nero


Ieri a Propagandalive ho assistito alla più plastica narrazione della fine della Sinistra. Spero abbiate visto. Io non sapevo se ridere o piangere. Il contesto era Torre Maura (Roma), periferia resa celebre per la recente sommossa anti-rom. Diego Bianchi mostrava e poi intervistava un anziano "compagno", per una vita comunista e grande ammiratore di Berlinguer. Le immagini mostravano il "compagno" in strada a protestare, confuso con quelli di CasaPound, contro la minaccia rom. Quelli di CasaPund con il braccio teso nel saluto fascista, lui con il pugno chiuso e cantando le stesse cose (Fratelli d'Italia) e urlando gli stessi slogan. Convinto. Senza alcun cenno di dubbio. "Ma Berlinguer avrebbe approvato?" gli chiedeva l'intervistatore. E lui: "Forse sì, i tempi sono cambiati e i rom di oggi non sono gli stessi rom di allora". Non dava l'impressione di essere labile di mente. Inimmaginabile quest'epoca rosso-nera 40 anni fa (ed anche 10 anni fa). Inimmaginabile il nostro futuro.

martedì 9 aprile 2019

A proposito di Casal Bruciato


Un modesto suggerimento alla sindaca di Roma e al duce d'Italia. Sicuramente entrambi sono interessati a scongiurare la guerra fra poveri, fra poveri rom e poveri "indigeni" . Sicuramente entrambi non vogliono ledere il diritto della famiglia rom, legittima assegnataria, e sicuramente vogliono dare un tetto anche alla ragazza con prole che ha occupato una casa che non le spettava. Sicuramente la sindaca ed il duce sanno bene che esistono migliaia di case e palazzi sfitti e altre migliaia abusivamente occupate da raccomandate famiglie "borghesi". Infine sanno che c'è un palazzone abusivamente occupato da CasaPound. Il suggerimento è: "Cominciamo da quest'ultimo"? Andando avanti poi, naturalmente. Sicuramente la sindaca e il duce si sono distratti. Anche il popolo si è distratto.

mercoledì 6 dicembre 2017

Come in "Ciao Lenin"


Debbo aver dormito per tanti anni. Fatemi sapere. L'Italia è governata dai neo nazisti? Loro possono minacciare con bombe le redazioni dei giornali antifascisti? Possono farlo a dispetto della legge Scelba e della legge Mancino? Forse in questi anni, mentre dormivo beato, quelle leggi sono state abrogate, immagino. Da un governo CasaPound, Forza Nuova, Lega, Fratelli d'Italia, immagino. Però -debbo dire la verità - questi neonazi mi sembrano più gentili dei loro antenati. Ho visto che a Como, dopo aver imposto la lettura di un comunicato agli inermi volontari dell'accoglienza, hanno loro consentito di continuare il loro lavoro. "Potete continuare", hanno detto. Che cari ragazzi!

sabato 11 novembre 2017

Breve nota dalla manifestazione di Ostia


All'inizio eravamo pochini: non più di 500. Ed ero piuttosto allarmato. Il corteo è cresciuto fino a un paio di migliaia, man mano si attraversava il centro quieto, elegante e liberty e poi si andava peri il lungomare verso l'altra Ostia, quella di CasaPound e dei clan, che oggi appare come l'unica Ostia. Il consueto popolo dei manifestanti: pochi in età lavorativa, proletari assenti; presenti giovani liceali e universitari, qualcuno rasta, e persone mature, uomini e soprattutto donne in look morettiano, in apparenza ceto medio colto e nostalgico. Tamburi e slogan contro mafia e fascisti e qualche rivendicazione sociale: contro gli sfratti, contro l'assenza dello Stato che abbandono la periferia alle cosche. Ho intravisto solo all'inizio Virginia Raggi. E quindi un volto PD: Montino, sindaco di Fiumicino. E la candidata al ballottaggio dei 5Stelle. Poi ho potuto stringere la mano a Stefano Fassina ringraziandolo per la sua presenza. Non c'erano bandiere di parte. Inaspettatamente il corteo si è fermato un po' prima del feudo degli Spada. Sapevo invece che era in programma raggiungere la famigerata palestra. La polizia schierata a chiudere ogni via di accesso all'altra Ostia mi ha spiegato che l'organizzazione aveva deciso di fermare lì la marcia. Non ho capito a cosa servisse, in tal caso, il vistoso schieramento delle forze dell'ordine. Ho rinunciato a partecipare ad una sorta di sit-in in un umido giardino, tornando nel centro per premiare mia moglie, compagna di marcia, con la consueta krapfen squisita di Piazza Anco Marzio. Ho appreso ora che parte dei manifestanti ha violato la consegna dirigendosi verso la troppo celebre Piazza Gasparri, epicentro di Ostia Ponente.
P.S. Mi sono accorto, da disorganizzato recidivo, che la mia macchina fotografica era priva di scheda. Spero di poter trasmettere foto dal vecchissimo cellulare di mia moglie.

venerdì 10 novembre 2017

Perché e per chi manifesterò domani


Domani, sabato 11, ad Ostia manifestazione e corteo per la legalità. Il solito rituale? Forse. Comunque vi parteciperò. Perché nel dubbio è giusto scegliere ciò che è più scomodo. Non astenersi. Ostia è piacevole ed elegante nel centro (dove fortunatamente abito) e a levante, e degradata a ponente, territorio degli Spada e di CasaPound, quel ponente che prudentemente attraverso solo in auto, magari per raggiungere il porto turistico o il giardino che è il luogo dell'assassinio di Pasolini. Sbagliato dipingerla quale un omogeneo squallore, come oggi avviene. Ma più sbagliata la risposta irritata al dipinto parziale. Mi ricorda dinamiche note vissute nella mia Sicilia da cui mi separai anni fa. A difendere l'onore siciliano c'erano sempre i complici, consapevoli o no, della mafia. Come ora ad Ostia.
Ieri a Piazza Pulita ho apprezzato l'intervista ad un gruppo di adolescenti ostiensi simpatizzanti per CasaPound. Questi ragazzi non sanno proprio da cosa sono mossi. Il più brillante (che parlava quasi l'italiano), pressato, cercava di darsi risposte, ma non ci riusciva. "E' il colore della pelle che ti dà fastidio"? "Non so". "Ci piace insultare i neri". "Perché"? "Non so". Ecco, manifesterò soprattutto per loro. Per una buona scuola tutta da inventare. Perché i nostri sventurati ragazzi siano aiutati a capire perché insultano i neri. Giacché quando lo capiranno non insulteranno più. E si mobiliteranno contro l'ingiustizia che consegna Ostia ponente alla famiglia Spada che sostituisce lo Stato assente, anche con i pacchi alimentari e le palestre.

giovedì 9 novembre 2017

Lucia Annunziata, l'anti-sociologa


Stasera alla "Vita in diretta" si parlava ancora di Ostia. E c'era un buon servizio che indagava sul litorale di ponente, regno degli Spada e di CasaPound. Efficacemente deprimente. Gli intervistati: "Certamente conosco Roberto Spada; un'ottima persona" , "Può succedere che uno si innervosisca e picchi un giornalista" "A me Roberto mi ha tolto dalla strada, mi ha aiutato a trovare lavoro, a trovare un tetto, un medico". Etc. C'era Lucia Annunziata in studio. La quale era forse preoccupata che il servizio giustificasse la carenza della risposta repressiva e doveva trovare molto intelligenti le sue osservazioni spiazzanti. Tanto è vero che le ha ripetuto più volte. In sintesi, secondo la nota giornalista non aveva senso il servizio perché il servizio voleva dimostrare che povertà e degrado producono illegalità e così facendo si giustificava l'illegalità.. E invece non è così - diceva Lucia Annunziata - ci sono tanti poveri che non accetterebbero mai di occupare abusivamente una casa o di avvalersi dei servizi dei mafiosi. Ecco, quindi il fatto che ci siano poveri onesti sarebbe la prova che la povertà non c'entra. A me invero sembra che c'entri e che abbia bisogno di essere accompagnata d'altro per essere esplosiva (a parte che comunque è esplosiva per i poveri stessi). Ha bisogno ad esempio dell'assenza dello Stato e della presenza dell'offerta sostitutiva della mafia.
Si dice spesso purtroppo che la sociologia giustifica il crimine. Infatti il sociologo spiega il crimine e "spiegare" per gli sprovveduti è sinonimo di "giustificare". Peccato che la nota giornalista sia stata oggi nel novero degli sprovveduti. Sprovveduti pericolosi perché di fatto assolvono non i poveri ma la povertà e quindi la ricchezza che produce povertà.

martedì 7 novembre 2017

Hai, hai, ci risiamo

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Avevo votato Fassina sindaco per Roma 17 mesi fa. Poi, al ballottaggio, ero incertissimo fra Giachetti, Raggi e l'astensione. Scelsi Raggi, sapendo di potermene pentire. Ora per Ostia ci risiamo. Scegliere fra due donne, una di centrodestra e una 5Stelle, non è come scegliere fra due fidanzate possibili.
Poc'anzi davanti alla TV mia moglie mi ha posto il quesito che cercavo di allontanare dalla mia mente per evitarmi lo stress. Anzi per la verità mia moglie (che non sempre vota come me) ha risposto alla sua stessa domanda."Non votiamo" ha detto. Ma come faccio a non votare se CasaPound e la mafia di Ostia con ogni evidenza voteranno il centrodestra? Temo che sceglierò l'incompetenza accertata, le buche e l'immondizia per strada. A costo di farmi chiamare "grillino". Maledetto ballottaggio, giacché mai qualcosa che possa chiamarsi "sinistra" vi prende parte.

lunedì 6 novembre 2017

La sinistra non c'è


In sintesi nessuna vera novità dal voto in Sicilia e ad Ostia. Il dato dell'astensionismo dimostra che molti ritengono che al voto non vengano offerte alternative radicali all'ordine esistente. Per la minoranza votante centro destra in competizione con 5Stelle in entrambi i territori. Il PD giù in picchiata. Il dato peggiore è quello di CasaPound al 9% ad Ostia. Da brividi verificare che gli ultimi delle periferie cercano speranza o vendetta negli epigoni delle leggi razziali. Vedi gli insulti delle curve laziali ad Anna Frank. L'altra faccia della medaglia è la sconfitta della sinistra, sia quando è unita, come in Sicilia, sia quando è divisa, come ad Ostia. Se è vero che non si vince più al centro (luogo del galleggiamento senza valori), è purtroppo vero che non si vince neanche a sinistra. Oggi si vince a destra o nella non-direzione dei grillini. La sinistra marginale deve scegliere se sciogliersi o assimilare gli umori populisti di destra e di 5Stelle: due modi di sciogliersi. Oppure osare pensare davvero, capire perché la promessa egualitaria appare non credibile. Perché i disperati scelgono di contendere agli ultimi che vengono dal mare le briciole del banchetto intangibile dei privilegiati, piuttosto che l'arduo compito di attrezzare un nuovo menù per ogni uomo della Terra.

mercoledì 1 novembre 2017

Metabolismo degli umori sociali nel festivo prima del voto


Oggi, giornata festiva e post Halloween, il clima emotivo è assai diverso da ieri. Fra l'apatico e il depresso. Vado in piazza a prendere sole e caffè. Le auto stranamente si fermano mentre io sono ancora lontano dalle strisce pedonali. Ah, ecco c'è una macchina della polizia vicino. Meglio non fidarsi dell'equilibrio dei poliziotti, secondo le saggia valutazione degli automobilisti. Al bar in piazza pago volentieri il caffè il doppio che altrove, pagando l'esposizione al sole e la visuale del passeggio. Domenica si vota nel Municipio X di Ostia, dopo due anni di commissariamento per le infiltrazioni delle cosche. Osservo i gazebo pre-elettorali. Quello del PD, il partito del precedente presidente arrestato per mafia, propone il candidato Athos De Luca. Geniale (diciamo) il manifesto che recita "Uno per tutti, tutti per uno", sfruttando l'omonimia del candidato con il noto moschettiere. Del resto cos'altro dire? Il gazebo di Salvini è ancor meno frequentato di quello di Athos. Qui ad Ostia la destra credibile (diciamo) è quella di CasaPound che è assente ora nel centro, ma sicuramente presente nella periferia di ponente, quella di Pasolini, quella dei clan mafiosi, la periferia delle case popolari assegnate dal clan, quella in cui il candidato neofascista si fa fotografare con il boss e poi dice: "Io sto nel territorio e parlo con tutti". Beh, come ci rivelò l'illuminante dialogo di bambini in "Ferie di agosto", la destra è quella che sta con i poveri mentre la sinistra sta con i ricchi. C'è più animazione ed ottimismo al gazebo 5Stelle. Lì i militanti, malgrado la delusione Raggi, ci credono. Pensano di farcela. Ce la faranno con i pochi che andranno a votare, come suggerisce la piazza stanca di Ognissanti.

venerdì 6 ottobre 2017

Amministrare declino e rassegnazione


In sintesi i dati Istat ed Ocse ci dicono che cresciamo (qualcuno cresce), ma meno di quasi tutti. Che l'occupazione cresce (considerando occupato anche chi lavora un'ora al giorno), ma meno che in quasi tutto il resto d'Europa. Che la crescita del debito frena, ma il debito resta il più alto in Europa. Che i laureati sono nettamente meno che nella media europea e che però sembrano troppi perché pochi lavorano e pochissimi lavorano in mansioni coerenti, per livello e indirizzo, alla laurea conseguita. Insomma cogliamo meno degli altri gli effetti della modesta alta marea. Intanto i penultimi delle periferie sono accompagnati alla destra estrema da Salvini, CasaPound e qualche prete addirittura, col concorso di un centro inetto che non trova intelligenza e risorse per l'integrazione. Le risorse che servirebbero a dare un tetto ad italiani e immigrati servono a costruire seconde case, inutili autostrade e resort briatoriani. Ci avviamo sempre più verso un modello di Paese mordi e fuggi che regala al resto d'Europa i suoi ragazzi costosamente allevati e formati. Un Paese stupido e masochista, oppure "generoso", secondo i punti di vista. In compenso abbiamo un premier serio che non fa smorfiette e battutine ma amministra, sulla scia del precedente governo, il declino. Però con compostezza.

sabato 7 novembre 2015

L'estate di S. Martino del disimpegno


Ho rinunciato ad andare al Quirino per l'atto fondativo dell'ennesimo nuovo soggetto politico della sinistra. Non mi mancano motivazioni e alibi, personali e politici. Eppure i sensi di colpa non mi abbandonano. Scelgo di consumare la mattina assolata nella solita passeggiata nel centro di Ostia e nel solito esercizio di osservazione. M5S è anche oggi presente, con volantinaggio; altre volte con banchetti. Altre volte in piazza, c'è Insieme a Salvini o Fratelli d'Italia. Scomparsa Forza Italia da tempo, come è scomparso il PD. Sui muri, come spesso, Casa Pound. Che sembra dire cose "sociali" e ragionevoli. Compreso l'ennesimo banco alimentare. Ragionevole se l'impegno non fosse precisato "per gli italiani". La cui fame è la sola meritevole di attenzione. Il centro di Ostia è piacevolmente multietnico.Piacevole per me che ho strani compiacimenti nazionalistici. Come quando ascolto a un banchetto una giovane venditrice africana rivolgersi con un sorriso alla potenziale cliente, africana anch'essa, così: "Insomma, compri o non compri?". E quella risponde: "Ci sto pensando". A volte mi sembra che il corretto italiano sia parlato solo da stranieri per i quali è lingua veicolare. Poi incontro un papà italiano che porta in bici una bimba nera, nera con deliziosi capelli crespi. Infine, in piazza un'altra bimba nera con le treccine, di forse tre anni, piange disperata. Mia moglie le chiede cos'abbia e la prende per mano. "Dov'è la mamma"? La mamma non si vede. Poi la vediamo lontano, eretta, col marsupio dove custodisce un bimbo più piccolo e varie cose da vendere in mano. Immagino una vita faticosa e difficile che però lei vive quietamente. Sorride alla bimba disperata e le si fa incontro regalandole un palloncino. Il risarcimento appare però insufficiente alla bimba che, dopo averlo preso, lo infila in un bidone di rifiuti. Al solito caffè c'è un piccolo segnale dell'Italia cambiata nel verso giusto. Vedo uscire dal bar sei/sette carabinieri. I più giovani sono due giovani donne. Una, come i maschi, ha i gradi di maresciallo. Ma il gruppo è guidato da una giovane tenente, più giovane di tutti quelli che comanda, carina come una ragazza immagine. Che però ha preferito la strada più difficile della competizione con gli uomini. Vincendo. Immagine della bella Italia. Che possa durare....