Visualizzazione post con etichetta fascismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fascismo. Mostra tutti i post

lunedì 29 luglio 2019

La Repubblica anti antifascista


Me lo sto chiedendo. Se, per un disturbo mentale, io mi svegliassi domani avendo dimenticato tutto della Costituzione del mio Paese, da cosa mi accorgerei di vivere in un Paese che ha inscritto l'antifascismo nella Carta fondamentale? Più probabilmente riterrei di vivere in un Paese che ha nei suoi principi fondativi la lotta all'antifascismo. Lo penserei leggendo che ancora una volta, a Frosinone questa volta, un giovane viene malmenato perché indossa una maglietta di Cinema America, la benemerita associazione di giovani impegnati nell'animare con il buon cinema le notti romani. Un manipolo di fascisti gli chiede: "Cosa significa questa maglietta? Sei forse un antifascista"? Cosa intollerabile evidentemente: l'associazione puzza di cultura, di antifascismo cioè. E infatti a Francesco Di Palma la maglietta viene strappata. Era successo mesi fa a Trastevere dove – sapete – il conflitto ideale fra fascisti, spacciatori, giovani perduti nel nulla, e il popolo di Cinema America è più visibile. Svegliandomi oggi cercherei una qualche dichiarazione del ministro dell'Interno a sostegno delle ragioni dei picchiati. Non c'è. C'è invece una dichiarazione che parla di un fatto più grave e dice che l'unica vittima oggi è il carabiniere ucciso. Non dice che è la vittima cui prestare la maggiore attenzione e il maggiore rispetto. No, dice che è l'unica. Svegliatomi dal mio sonno capirei che si vuole dire che ci sono state altre vittime presunte che non meritano attenzione. Se sono state bendate ed ammanettate con le braccia dietro la schiena, hanno avuto quel che meritavano. Tirando le somme e accorgendomi che dai vertici dello Stato nulla si replica al ministro, accorgendomi altresì che CasaPound è ancora lì nello stabile occupato abusivamente a Roma e che la sindaca chiede solo che la scritta in cemento sullo stabile di pregio venga rimossa, accorgendomi di questo, scoprirei che la Repubblica Italiana è fondata contro l'antifascismo.

lunedì 29 aprile 2019

Strumentalizzare il peggio


Sono contento - diciamo - che i gerarchi di CasaPound abbiano condannato ed espulso gli autori dello stupro di Viterbo. Sarebbe stato peggio se non lo avessero fatto. Ciò detto, però dalla gramigna non nascono rose. Ed infatti i gerarchi e Salvini colgono l'occasione per ribadire la castrazione chimica anche contro i loro uomini. "Ecco, vedete come siamo disinteressati" ci dicono. Bene, solo l'evidente egemonia culturale del nuovo fascismo può consentire di strumentalizzare spudoratamente anche lo stupro ad opera di miliziani. Io, minoranza nella minoranza, osservo invece che il sessismo fino allo stupro, con annesse torbide fantasie di evirazione, è costitutivo del fascismo che si annida, in misura diversissima, nella parte più oscura di ognuno di noi (o di quasi tutti): un mostro da tenere a bada e da vincere.

sabato 27 aprile 2019

Il branco di Manduria ed i branchi fascisti


Non esistono fenomeni ed eventi sociali o politici che possono dirsi identici. Però sostengo che quel che è accaduto a Manduria col branco adolescente che sevizia fino alla morte un disabile psichico appartiene allo stesso humus che alimenta il nuovo fascismo. Ne sono convinto. Il disprezzo, l'irrisione, l'odio per il più debole producono l'infamia di Manduria, come producono il bullismo di giovani e politicanti, come producono l'oltraggio alla memoria, come producono il gusto perverso di profanare lapidi e Costituzione. Penso che, oltre ad alzare il tiro di un progetto ri-educativo, punizioni esemplari sono indispensabili per mostrasi forti e credibili a chi odia i deboli. Per salvarli, se ancora è possibile.

venerdì 22 febbraio 2019

Introduzione al fascismo: la profezia che si auto-avvera


La prima notizia (per nulla sorprendente) è che oltre il 59% degli italiani approvano il comportamento di Salvini che avrebbe tutelato l'interesse nazionale anche a costo di sequestrare dei disgraziati.
La seconda notizia che vi do è che il blocco gialloverde si prepara con grande maestria al disastro economico (e non solo economico) incombente. Ho notato che sempre meno si osa affermare che ci aspetta un nuovo miracolo economico. La trovata vincente, sempre più ribadita, è questa: la profezia che si auto-avvera.Ovvero, il complotto perfido dell'Europa, anzi del mondo intero (Ocse, agenzie di rating, Bce, etc. etc.), insieme all'antipatriottismo della sciagurata opposizione, che insieme prevedono il disastro, possono determinare ciò che prevedono, seminando sfiducia, blocco degli investimenti, etc. etc. Quindi, se si potesse zittire critica ed opposizione, si salverebbe l'Italia. E allora perché non farlo? Ricetta propagandistica antica, ben sperimentata e assolutamente vincente. Tanto più presso un popolo culturalmente sempre più sfibrato. Allacciamo le cinture.

venerdì 3 agosto 2018

Il fascismo alle porte

Il fascismo non occupa il governo, non ancora. Oggi prove generali. Fontana che vuole cancellare la legge Mancino, razzista verso gli italiani, dice. Premier e vice che dicono no, ma senza mandare al diavolo il ministro. Non per ora, non previsto dal programma cancellare la Mancino. Non previste invero neanche le leggi razziali. Non contro gli ebrei e neanche contro i neri. Per ora. Previste o tollerate solo schioppettate del popolo sovrano.
P.S. La mia vicinanza agli immigrati del Senegal. Che protestano anche per noi antifascisti ed antirazzisti piuttosto rassegnati.

giovedì 2 agosto 2018

Due agosto 1980: il senso di una strage, il senso delle stragi


Trentotto anni fa la strage di Bologna. Cosa posso dire, oltre che rinnovare il cordoglio per le vittime e la condanna verso gli autori fascisti e i loro mandanti? Azzardo un mio pensiero ricorrente: gli autori della strage hanno mancato il loro obiettivo; i terroristi, fascisti e presunti "rossi" (Br e roba simile) hanno sempre mancato i loro obiettivi; mi chiedo allora se tutti fossero stupidi, oltre che criminali; mi chiedo se quelli che stavano dietro fingessero di avere un obiettivo politico, avendo invece il solo obiettivo personale di apparire utili a qualcuno e fare carriera e mi chiedo se gli esecutori cercassero solo di dare un senso a vite cui da tempo è difficile dar senso. Questo mi sembra debba essere il progetto della sinistra oggi: riempire di senso la vita. Anche per prosciugare la palude in cui prospera il fascismo.

sabato 17 febbraio 2018

Mi contraddico?


Se dico che i partiti fascisti debbono essere sciolti e l'apologia di fascismo sanzionata, come da Costituzione, legge Scelba e legge Mancino. Se poi dico che antifascismo non è infierire su un lavoratore delle forze dell'ordine a terra ed inerme e non è neanche sputare addosso a Giorgia Meloni. Se dico questo mi contraddico?

domenica 11 febbraio 2018

I fascisti inconsapevoli

Sono state detto cose giuste e cose sbagliate riguardo la manifestazione di Macerata. Voglio solo dire la mia su un dettaglio da considerare marginale perché riguardante pochi, ma nondimeno disgustoso e rivoltante. La coincidenza con il "giorno della memoria" ha ispirato infatti un centro sociale del nord est, ma anche militanti dell'odio nel web a pronunciare slogan siffatti:
"Ma che belle sono le foibe da Trieste in giù".
E poi "I covi dei fascisti si chiudono con il fuoco; con i fascisti dentro sennò è troppo poco".
Sento il bisogno di dirlo. Non si è antifascisti nella misura in cui si odiano le persone fasciste fino a gettarle nelle foibe, insieme peraltro ad altre che fasciste non sono, né fino ad arderle vive o anche appenderle a Piazza Loreto. Si è antifascisti nella misura in cui si combatte il fascismo, anche con le armi, quando si deve. Si è antifascisti nella misura in cui si previene il fascismo, si spiegano le ragioni della democrazia, si lavora per la giustizia sociale, si applica la Costituzione Repubblicana che vieta la ricostituzione del partito fascista. L'antifascismo non è la curva nord opposta alla curva sud. Nelle curve della politica ci sono solo fascisti consapevoli opposti a fascisti inconsapevoli che giocano all'antifascismo.

venerdì 6 ottobre 2017

CasaPound e il bambino dispettoso


So bene che gli amici potranno rimproverarmi perché non è il caso di scherzare sui fascisti. Però per me queste righe sono coerenti col mio antifascismo viscerale. CasaPound è espressione compiuta della cosiddetta "Destra sociale", anzi propriamente del "Fascismo sociale". Da tempo osservo e leggo con sentimento che è più di divertimento che di indignazione (che pure c'è certamente) dichiarazioni e manifesti di CasaPound che pubblicizzano l'opera sociale di fornire cibo a chi ne ha bisogno. Un po' come, in varie forme, fanno tante associazioni del volontariato, prevalentemente cattolico. CasaPound lo fa pure. Però scrive bene in evidenza SOLO PER GLI ITALIANI. Oggi ho capito cosa mi procura, malgrado me stesso, divertimento. Mi sono ricordato di cose dell'infanzia. Nella comitiva di bambini ogni tanto c'era uno fra noi che comprava un pacchetto di caramelle. Ne offriva qualcuna all'amico preferito. E scrutava compiaciuto e sadicamente lo sguardo perplesso e i segni del desiderio negli occhi degli altri. Perché il piacere vero non era evidentemente quello di gustare le caramelle comprate; e neanche quello di offrirle all'amico. Assolutamente no. Il piacere sottile e morboso era quello di negarle agli altri. Ecco, CasaPound è questa malattia infantile. CasaPound, il fascismo e Belpietro dal sorriso ringhioso vogliono contagiarci questa malattia dell'infanzia. Che negli adulti è mortale.

mercoledì 11 luglio 2012

Se Squinzi irrita lo spread

Squinzi parla di macelleria sociale e Monti replica che così il presidente di Confindustria fa salire lo spread. Non sono sicuro di sapere chi abbia ragione. Non so soprattutto se lo spread sia così “delicato” e sensibile da impennarsi per ogni opinione espressa. Ma francamente il mio timore è che Monti possa avere ragione. Mi chiedo però: a cosa è servita la decennale polemica democratica contro l’uso disinvolto dell’argomento “disfattismo” per mettere a tacere gli oppositori? Ho dato un’occhiata ai repertori storici dalla prima guerra mondiale al fascismo e ai dati dei condannati, penalmente o solo moralmente, colpevoli di avere indebolito le difese nazionali davanti al nemico. Ho ricordato le polemiche frequenti dell’ultimo governo contro l’opposizione (anti-italiana, anti-patriottica si sarebbe detto nel ventennio) che suggeriva un copione ostile alla stampa straniera. Ho scoperto poi che il nostro codice penale prevede il reato di disfattismo – anche economico – sia pur solo in tempo di guerra. L’Unità ha avuto un titolo efficace e ironico: “Taci, lo spread ti ascolta”. L’ironia però non serve che a esorcizzare il problema. Se convenissimo che una dichiarazione più o meno autorevole irrita lo spread assai più delle chiacchere da bar degli innocui cittadini, che faremmo? Daremmo ragione a Mussolini? Sposeremmo le ragioni dell’autoritarismo? Penso che noi ci illudiamo di poter conciliare le ragioni dell’economia con quelle della democrazia o almeno della libertà di espressione. Se non saggio, coraggioso sarebbe prendere atto del conflitto e scegliere: lo spread e l’economia o la democrazia. Io sceglierei la democrazia, scommettendo (sperando) che dalla democrazia discenda una nuova economia prima o dopo il disastro atteso. Perché questo avvenga servirebbe – credo – che le ragioni della democrazia sostanziale integrassero le garanzie della democrazia liberale. Questo vuol dire “semplicemente” che l’opinione di tale Squinzi pesi, conti, sia visibile e ascoltata come quella di tale Rossi e di tale Bianchi. Utopia? Sì, certo. Benaltrismo? No, per niente. Infatti senza remore, in attesa della democrazia impossibile (la libertà di tutti, scelgo la libertà di Squinzi.

martedì 2 febbraio 2010

Perché nessuno sia sprecato

Nessuno sia sprecato mi è sembrato essere la massima sintesi della mia visione politica. Non sono un dirigente politico. Non vivo di politica. Non sono fazioso. Vorrei esserlo un po'. Significherebbe essere meno problematico, tentennante, nevrotico. Sono iscritto da poco tempo al Partito Democratico. Mi considero però comunista perché non vedo soluzione possibile alle contraddizioni del mondo ed alla imminente crisi ambientale senza un nuovo (o un vero) comunismo. Non milito nei partiti che si chiamano comunisti perché, a mio avviso, non riescono a conciliare le riforme possibili oggi con la prospettiva futura. Si limitano a declamare. Comunque non potrei fare il politico. Non sono abile nelle mediazioni. Mi piace invece esprimere quel che penso e mi piace imparare dagli altri, anche dalla destra. Credo di aver appreso abbastanza dal pensiero liberale e qualcosa addirittura dal fascismo. Sono stato neofascista a 15 anni , liberale a 20, socialista a 25. Poi ho cercato il mio comunismo, neanche troppo scioccato dalla caduta del muro perché quello non era il mio comunismo.
Nessuno sia sprecato è la bussola delle mie proposte. Lo spreco della vita e lo spreco di vite mi appare il segno distintivo della nostra epoca. Sprecata è una vita consumata fra lotto e videopoker. Sprecate sono le vite e le competenze dei giovani e dei pensionati su cui abbiamo investito risorse e che escludiamo dalla possibilità di offrire un contributo all'economia ed alla vita sociale. I miei prossimi post svilupperanno questo tema.