Visualizzazione post con etichetta antifascismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta antifascismo. Mostra tutti i post

domenica 26 aprile 2020

Almeno l'antifascismo


Ci sono mie convinzioni che non posso pretendere che siano condivise da molti. Il mio anticapitalismo soprattutto. Il senso comune malato è troppo forte. Si ritiene addirittura che si debba essere grati agli imprenditori se qualcuno ha un lavoro; senza di loro - dicono - nessuno raccoglierebbe fragole o produrrebbe smartphone. Sono tentato di arrendermi quindi. Meno facilmente mi arrendo alle ragioni di chi non riconosce gli elementi socialisti nella nostra bella, seppur lacunosa e imperfetta, Costituzione. Vorrei che si condividesse almeno che l'impegno a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana (art. 3), nonché i vincoli sociali imposti alla proprietà privata (art. 53), sono largamente disattesi e non c'è sanzione per chi li disattende.
Ma soprattutto non posso arrendermi al tradimento troppo plateale di chi dovrebbe difendere la Repubblica dal ritorno evidente dell'infamia fascista e invece non lo fa per nulla. Ieri, festa della Liberazione, gli oltraggi alle memorie della Resistenza sono stati osceni e diffusi per tutta la penisola. Nessuna punizione, nessuno scioglimento delle formazioni nazifasciste che la Costituzione (disposizioni transitorie e finali), insieme alle conseguenti leggi ordinarie, prescrive. Cerco di capire l'ignavia di governi e partiti, anche a sinistra. Credo si tratti, oltre che di quieto vivere, della paura di rendere più attrattivi i simboli e le pratiche dei neofascisti, come di perseguitati dalla democrazia. Valutazione nefasta giacché proprio l'impunità assicurata ai nazifascisti fa apparire smidollata la democrazia ed affascinante il suo contrario. Finché siamo in tempo e non ancora minoranza, non indugiamo. Chiudiamo subito le sedi dei fascisti e assicuriamo alle prigioni gli adepti dell'infame ideologia. Facciamolo anche per i giovani privi di guida che domani potrebbero essere reclutati dai fasci e dalle croci uncinate. Dimostriamo loro che la Repubblica c'è, è giusta, forte e severa. Almeno in questo, ascoltatemi.

venerdì 2 marzo 2018

Non fare terra bruciata


Non fare terra bruciata di equilibrio e ragione. Non potremo riaverli dopo, a comando. Che senso ha chiedere galera o licenziamento per l'insegnante antifascista che augurava la morte ai poliziotti schierati - come giusto -a difesa dei fascisti, fascisti autorizzati - come ingiusto e anticostituzionale - a manifestare? Comprendiamo tutti che l'insegnante non lo pensava davvero. "Devi morire", "Mortacci tua" sono cose da stadio o addirittura fintamente insultanti. Linguaggio che non uso e che non mi piace. Però il senso delle proporzioni non guasta. E licenziare un'insegnante antifascista per qualche voto in più è un calcolo eticamente abbastanza squallido.

sabato 17 febbraio 2018

Mi contraddico?


Se dico che i partiti fascisti debbono essere sciolti e l'apologia di fascismo sanzionata, come da Costituzione, legge Scelba e legge Mancino. Se poi dico che antifascismo non è infierire su un lavoratore delle forze dell'ordine a terra ed inerme e non è neanche sputare addosso a Giorgia Meloni. Se dico questo mi contraddico?

domenica 11 febbraio 2018

I fascisti inconsapevoli

Sono state detto cose giuste e cose sbagliate riguardo la manifestazione di Macerata. Voglio solo dire la mia su un dettaglio da considerare marginale perché riguardante pochi, ma nondimeno disgustoso e rivoltante. La coincidenza con il "giorno della memoria" ha ispirato infatti un centro sociale del nord est, ma anche militanti dell'odio nel web a pronunciare slogan siffatti:
"Ma che belle sono le foibe da Trieste in giù".
E poi "I covi dei fascisti si chiudono con il fuoco; con i fascisti dentro sennò è troppo poco".
Sento il bisogno di dirlo. Non si è antifascisti nella misura in cui si odiano le persone fasciste fino a gettarle nelle foibe, insieme peraltro ad altre che fasciste non sono, né fino ad arderle vive o anche appenderle a Piazza Loreto. Si è antifascisti nella misura in cui si combatte il fascismo, anche con le armi, quando si deve. Si è antifascisti nella misura in cui si previene il fascismo, si spiegano le ragioni della democrazia, si lavora per la giustizia sociale, si applica la Costituzione Repubblicana che vieta la ricostituzione del partito fascista. L'antifascismo non è la curva nord opposta alla curva sud. Nelle curve della politica ci sono solo fascisti consapevoli opposti a fascisti inconsapevoli che giocano all'antifascismo.

sabato 2 dicembre 2017

L'antifascismo oltre i riti: sempre più difficile, sempre più urgente


Va bene la proposta di Veltroni, appoggiata da Renzi, dal Pd, dalla sinistra, dall'Anpi, etc. per una mobilitazione antifascista. Difficile dire no. Si faccia. Però, per favore, si faccia anche altro. Ci sono tanti, ci sono troppi, ci sono troppi giovani che sposerebbero il diavolo per fare dispetto ai politici, agli adulti, agli antifascisti, ai lavoratori, al ceto medio, a quelli che leggono libri, a quelli che hanno o credono di avere un posto nel mondo. Quei troppi non sono la maggioranza dei votanti, ma sono la maggioranza. Non sono per lo più fascisti, ma possono diventarlo. Sono quelli che chiamano gli Spada di Ostia "benefattori" e si sentono minacciati dagli ultimi della terra oppure semplicemente non trovano cose appassionanti in cui spendersi e magari non gli sembra vero che qualcuno strisci la loro auto malmessa per poter ingaggiare una cazzottata col mondo.
Penso che la cosa più urgente da fare sia prosciugare questa palude. Urgente e lunga da fare. Anche se all'improvviso, illuminati sulla via di Damasco, capissimo che avremmo dovuto cominciare l'altro ieri. Si selezioni un esercito di menti coraggiose e non abbrutite dal conformismo pigro. Li si cerchi a scuola, ma anche fra gli esclusi dalle graduatorie scolastiche. Li si cerchi ovunque. Anzi si cerchi prima chi sappia sceglierli. E poi li si butti nella mischia. A scuola, nelle parrocchie, nelle sale scommesse, in strada. Ad ascoltare anche cose orrende, a capire, a spiegare infine perché il fascismo e il ribellismo non sono la risposta al vuoto dell'epidemia nichilista. E siano muniti quei coraggiosi di un comprensibile programma di governo della nuova Italia che promette e garantisce un posto al mondo ad ognuno. P.S. Sto immaginando un governo di cui non scopro neanche l'ombra. Però sento egualmente che questo post abbia un senso.