sabato 2 giugno 2018

La Repubblica degli italiani


Il 2 giugno del 1946 gli italiani scegliendo la Repubblica fissarono l'architrave della nuova democrazia. Scelsero che non fosse il privilegio ai vertici dello Stato. La Costituzione repubblicana successivamente completò il processo, decidendo significativamente che :" La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale" (art. 139). Giusto ricordarlo anche oggi. Democrazia non è governo della maggioranza (gialllo, verde, rossa), ma del popolo. Possibile solo entro la cornice delle regole costituzionali. Il Presidente Mattarella è stato ottimo interprete di tale inderogabile principio. P.S. Il mio personale pensiero oggi è questo: Ci allontaniamo dallo spirito repubblicano quanto più riteniamo o siamo indotti a ritenere che un uomo, chiunque sia, debba ritenersi insostituibile.

venerdì 1 giugno 2018

L'esultanza dei barbari


Ho seguito in parte la maratonaMentana sulla 7 sull'insediamento del governo gialloverde. Mi è sembrato di cogliere in Mentana e nello staff una eccitazione mai vista in precedenti insediamenti. Come in presenza di uno scarto della Storia. Come se si assistesse all'eccezionale evento dell'arrivo dei barbari. E' un po' vero. Anche gli attori apparivano assai diversi dai soliti attori. Soprattutto i ministri grillini. Allegri, festanti, per nulla compassati. Ho condiviso empaticamente (sono fatto così) la loro allegria. Contento per loro e insieme preoccupatissimo per il mio Paese. Ho detto e dirò ciò che non mi convince, che aborro e che temo. Ora cerco qualche motivo di consolazione. Credo che ce la metteranno tutta, più di quelli prima di loro. Vengono dal nulla e dal Grande fratello. Come se avessero insperatamente vinto alla grande lotteria del tempo presente. Un tempo che si fa beffe di storie e di curriculum accademico o professionale. Ce la metteranno tutta, ma questo non garantisce nulla se la direzione è sbagliata, come credo. Forse c'è da sperare che si impegnino un po' meno. Che per attuare il Cambiamento non taglino il naso o disegnino i baffi alla Gioconda. Forse Mentana spera che i rituali istituzionali inciviliscano i barbari conquistatori. E' successo. "Graecia capta" (Palazzo Chigi, Montecitorio, Palazzo Madama) ferum vincitorem coepit" disse Orazio, celebrando la potenza della cultura greca sui romani, i barbari di allora. Del fenomeno il "greco" Mattarella forse ci ha offerto l'avviso di replica. In bocca al lupo a noi tutti. .

Quel che resta della sinistra


Cosa resta della sinistra sempre più salvinizzata e sovranista? Quasi niente. Il nemico non è più il capitale. Il nemico è la finanza senza volto, è l'Europa, è la Germania, è l'austerità (che invece Berlinguer proponeva come sobrietà anticonsumistica). Il nemico non è il capitale patriottico (?), non sono le slot machine che succhiano sangue ai pensionati e che però forniscono introiti alle casse svuotate dello Stato. L'obiettivo non è più l'ampliamento dell'area dei Beni comuni. Non è la progressività fiscale. Non è la patrimoniale e la tassa di successione. Non è il Socialismo ovviamente. Non è la buona accoglienza dei migranti da condividere con l'Europa. Quel che resta della sinistra si distingue da Salvini solo per il linguaggio più educato e per le buone maniere. La sinistra che resta infatti non intende cannoneggiare i barconi e sterminare i migranti. Vuole consegnarli a Turchia e Libia perché facciano loro il lavoro sporco. Cerco altrove la Sinistra.

Materiali per l'abc di un nuovo senso comune. abbassare le tasse o...?


Pochi minuti fa ho sentito Salvini dire "bisogna abbassare le tasse". Nulla di nuovo ovviamente. Né per la Lega né purtroppo per altri, compresi pezzi della cosiddetta "sinistra". Renzi lo ripeteva quanto Salvini. Quel che resta della sinistra oggi contesta giustamente la flat tax che toglie tasse ai ricchi e le aggiunge ai poveri o, se non le aggiunge, fa pagare ai più deboli i costi meno visibili del " liberi tutti" sul debito. Contestare la flat tax è ovvio e giusto quindi. Ma non basta. La sinistra vera, quando ci sarà, dovrà saper ribaltare il senso comune sulle tasse. "Le tasse sono belle" aveva detto Padoa Schioppa, con provocatoria semplicità quasi infantile. Partiamo da lì. Contro la destra che conquista anche menti e cuori dellla sinistra. Le tasse sono belle e razionali perché mettono in comune ciò che disperso è irrazionale. Dalla salute, all'istruzione, alla sicurezza. Sono belle se progressive cioè pagate soprattutto da chi ha di più, ma pagate un tantino anche dai piccoli commercianti che preferiscono pagarle al racket e dai pensionati che preferiscono pagarle alle slot machine. Con le tasse daremo sicurezza ai commercianti e daremo psicologi veri ai pensionati affetti da ludopatia. Le tasse sono belle se sono ben spese. Se non sono spese per lavori inutili e per nutrire clientele. Possiamo provare a dirlo? Possiamo emanciparci dal senso comune vincente della destra?

Ogni tanto la serietà


Interessante l'applauso dei giornalisti accreditati al Quirinale a Cottarelli che comunica il suo ritiro dalla scena. Mai avvenuto prima in circostanze analoghe. Non era dettato da passione per i tecnici. Non era un gesto di sollievo. O forse sì, in un senso speciale. Era la scoperta liberatoria, al di là delle personali opzioni politiche, che sulla scena possono apparire talvolta uomini disinteressati e con la misura della sobrietà. Ogni tanto. Sempre più raramente.

5Stelle mai più


Io penso che la sinistra vera, quella che guarda ad un orizzonte di democrazia socialista, non può essere interessata alla rissa. Mi sembra che il senso comune dominante stia spoliticizzando il mondo. Non si crede più alla possibilità di fare giustizia e di crescere insieme. La politica è ridotta a tifo e contumelie. Ma la sinistra deve conquistare menti e cuori, anche e soprattutto di quelli che l'hanno abbandonata. Con questa convinzione non mi salta in mente di dare dell'imbecille a chi non condivide il mio pensiero. Non posso essere tentato dal separarmi totalmente da lui e di contribuire a consegnarlo alla reazione. A prova di ciò testimonio che l'amico (amico fb) che mi ha cancellato dalle sue amicizie per il mio ultimo post ha contribuito ad allontanarmi definitivamente da ogni tentazione grillina. Avevo votato 5stelle al ballottaggio romano e poi a quello per la circoscrizione di Ostia. Preferendo Raggi a Giachetti e l'ignota grillina all'ignota forzista. Giorni fa mi aveva addirittura sfiorato il pensiero di votare 5Stelle alle prossime politiche per non avvantaggiare la Lega. Mi dichiaro pentito. Del resto - lo ammetto - ho chiaro l'orizzonte, ma sul percorso ho dubbi frequenti. Non ho le certezze di tanti amici. Debbo ringraziare però l'ex amico grillino che, al di là delle sue intenzioni, mi ha aiutato almeno in questa decisione: 5Stelle mai più.

L'inganno populista: regali visibili pagati con rapine invisibili


Il copione populista, da Berlusconi, passando da Renzi fino ai gialloverdi, non cambia. Nessuno - ci mancherebbe - toglie niente a nessuno. Nessuna tassa in più (non dal governo almeno). Anzi qualcuna in meno. A qualcuno. Ai più ricchi. Che però non tolgono nulla ai più poveri. Anzi, pagando meno tasse, vanno più speso al ristorante o a Miami e lasciano mance qua e là. Insomma "danno lavoro": si dice così. Poi ci sarà quel che resta del salario di cittadinanza. Che certamente è meglio che niente. Un lavoro sarebbe meglio. Ma non si può assicurare. Si deve aspettare che il ciclo economico si riavvii col motore dei consumi, quali che siano: terze case, birrette, scommesse sportive, etc. Qualcuno lavorerà. Non si sa chi. I conti non torneranno. E' scontato. Ed è scontato chi sia l'assassino. E' l'Europa matrigna che addirittura fa alzare lo spread se il nascituro governo minaccia di rapinare 250 miliardi di debiti. L'Europa matrigna però, inconsapevolmente o consapevolmente, collabora esaltando le ragioni dei populisti con insulti incredibili. Per riparare dovrà consentirci di sforare di tanti punti in più. Il governo spiegherà che quei soldi sono stati conquistati in una misteriosa festa della cuccagna cui l'Europa malvagia voleva sottrarci. Se non basterà, si taglieranno i servizi pubblici. Ma con dolcezza. Non si licenzierà nessuno. Semplicemente non sarà sostituito chi va in pensione. E i giovani? Andranno a pranzo dai nonni o in Germania. Forse più in Germania. Perché i nonni dovranno spendere molti euro in più per pagare la medicina privata. Comunque sarà appassionante la battaglia entro l'internazionale dei populisti. Tutti amici, nel senso di partecipi agli stessi valori nazionali. Contemporaneamente nemici nella guerra dei dazi. Come bande rivali che condividono i valori del conflitto e del celodurismo. All'occorrenza smettendo di pestarsi a sangue per respingere gli sbirri che si immischiano.
Il regalo ai governi futuri ed ai nipoti? 50 o 100 miliardi di interessi di debito aggiuntivo. I posteri dovranno elaborare una congrua teoria che giustifichi una rapina al mondo e non più solo alla perfida Europa.
Buona fortuna, Italia.