Mi permetto di chiedere qualcosa agli esperti economisti gialloverdi. Mi chiedo se la proposta di comprare italiano, otre alla richiesta di oro alla patria, cose che non mi sono del tutto nuove, mi consentirà ancora di bere caffè brasiliano o champagne francese (magari nelle grandi occasioni) o dovrò sostituire patriotticamente l'uno e l'altro con un surrogato e una gazzosa. Mi chiedo anche se i nostri esperti sono certi che gli stranieri saranno generosi (o stupidi), continuando ad acquistare pomodoro di Pachino e prosciutto di Parma. Solo per sapere..
giovedì 11 ottobre 2018
The wife - vivere nell'ombra: storia emblematica dello spreco femminile
C'è un aforisma notissimo e che ho sempre detestato per il suo ipocrita tono consolatorio: “Dietro un grande uomo c'è spesso una grande donna”.Dietro.
Non conoscevo il regista, lo svedese Björn Runge. Ha diretto magistralmente Jonathan Pryce (Jo) e la straordinaria (più che mai) Glenn Close (Joan). “The wife” è film di suggestiva complessità. Complesso come la vita. Non facile. Il gost writer di talento, nascosto all'ombra di un mediocre sedicente scrittore, non è la stessa cosa del gost writer di Trump, Renzi o Salvini. Perché in politica il testo non è tutto. Sono fondamentali i gesti e le smorfie, oggi più dei programmi. Lo scrittore invece è solo ciò che scrive. Nel film il vincitore dell'Oscar è solo un attore. Lo scrittore vero è una scrittrice, una moglie "innamorata" che ha imparato che il successo è una prerogativa maschile. E che le mogli debbono assistere, servire ed essere felici se il loro lavoro diventa il successo del partner. In tal senso lo spunto è simile a quello di “Scusate se esisto!" di Riccardo Milani .con protagonisti Paola Cortellesi e Raoul Bova, gradevole e commedia dove la brillante architetta deve servirsi di una controfigura . maschile per realizzare I suoi progetti. Ma nel film di Björn Runge non c'è solo il tema dello spreco femminile. C'è l'ambiguità del rapporto di coppia cui noi diamo il nome assai equivoco di “amore”. Un sentimento mai eguale a se stesso e che spesso nasconde e giustifica il peggio e la violenza. Joan entra in crisi quando Il marito vince addirittura il Nobel. Lo vince con libri di cui non è autore. D'improvviso quella vita nell'ombra di un marito vanesio ed anche erotomane le appare un incubo. Sceglierà di dire la verità almeno in famiglia, pur mantenendo pubblicamente integra l'immagine dell'uomo amato. Fra le tante ambiguità suggestive della storia trovo la fantastica capacità di Jo ma anche degli esseri umani in genere di autoingannarsi, su se stessi, sulle proprie intenzioni e sul proprio valore.
mercoledì 10 ottobre 2018
La nuova democrazia
E' molto interessante quello che succede. Di Maio che dice alla Banca d'Italia di candidarsi se vuole sostenere i suoi numeri che non piacciono ai 5Stelle è solo l'ultimo di una lunga serie che riguarda anche Salvini e suoi e, in ultima analisi riguarda già la stagione renziana. Dai no vax stellati è già stato sostenuto che la politica conta più degli scienziati. Non si sta dicendo esplicitamente, ma quasi, che anche i giornalisti, giacché osano criticare il governo, sono politicizzati. Anche loro dovranno sostenere il voto popolare, si dirà a giorni. E perché no gli insegnanti? Insomma chi prende la maggioranza dei voti validi, anche se di fatto fosse minoranza, nel popolo, prende tutto: nel partito e nel Paese. Ci si libera dei corpi intermedi, della burocrazia, di chi è chiamato a tutelare le minoranze, dei giudici, dei giornali, degli scienziati. E' chi vince può decidere che Giulio Cesare morì suicida, che 2+2 fa 5 e il cancro si cura con la cicoria, in barba alle multinazionali del farmaco. In nome del popolo sovrano. .
martedì 9 ottobre 2018
Respirare profondamente e pensare
In Brasile il fascista (senza virgolette) Bolsonaro, nostalgico della dittatura militare, stravince al primo turno e probabilmente subentrerà agli eredi di Lula. Uno che esalta la tortura, la pena di morte e che preferirebbe che il figlio morisse piuttosto che rivelarsi omosessuale. In Europa si prospetta una maggioranza sovranista e - diciamo. non antifascista. In Italia gli ex rossi diventano rossobruni. Su facebook trovo un tale che nel profilo ha il Che e che convintamente afferma che Hitler lui sì- sapeva come risolvere il problema ebraico. Cosa resta a sinistra nel mondo. Cuba? Forse il Portogallo? Per ora. Debbo chiedermi per forza fino a quando io stesso non rincretinerò. E i miei nipoti? Per ora respiro profondamente e provo a pensare in cosa sbagliammo. Come abbiamo fatto a consegnare popolo e ultimi ai variamente fascisti. Forse inseguendoli. Forse non mostrando un Socialismo radicale e praticabile.
Etichette:
Bolsonaro,
Brasile,
Cuba,
Portogallo,
socialismo
sabato 6 ottobre 2018
L'ordine di grandezza
Sarà capitato anche a voi. D'improvviso qualcosa - un evento, una notizia - rende piccoli e risibili i nostri malumori, i nostri sdegni, le nostre antipatie. L'antipatia verso Renzi arrogante, verso Di Maio ignorante, verso Salvini disumano, etc. Mi è capitato oggi leggendo la storia dei due Nobel per la pace: l'irakena Nadia Murad e il congolese Denis Mukwege. La prima schiava sessuale dell' Isis, colpevole di aderire alla religione Yazida e perciò ripetutamente violentata. Il secondo ginecologo impegnato a "ricucire" (così si esprime) le vittime di inenarrabili stupri di gruppo da bande congolesi, stupri che non risparmiano i neonati. Ecco, capita così di infischiarmene d'improvviso di Renzi, Di Maio e Salvini. Mi capita anche di rimettere in discussione mie antiche convinzioni. Fra queste la non ingerenza negli affari di altri Paesi, ingerenza scredita da troppi interventi suggeriti da interessi economici e bassa politica.
P.S. Penso che stavolta i giudici di Oslo non dovranno pentirsi del premio assegnato a Nadia e a Denis. E tranquillizzo il nostro ministro del'Interno. I due Nobel non chiederanno protezione umanitaria in Italia.
P.S. Penso che stavolta i giudici di Oslo non dovranno pentirsi del premio assegnato a Nadia e a Denis. E tranquillizzo il nostro ministro del'Interno. I due Nobel non chiederanno protezione umanitaria in Italia.
Modeste note per gli entusiasti e sprovveduti 5 Stelle
Essendomi occupato per una vita lavorativa di formazione e di orientamento, collaborando coi servizi per l'impiego, oso osservare che del pacchetto "reddito di cittadinanza", come delineato dal ministro del lavoro Di Maio, mentre apprezzo tante buone intenzioni, ciò che mi lascia esterrefatto è la previsione di riformare i centri dell'impiego con appena 1 miliardo di euro. Si tenga conto che servizi analoghi sono svolti in Germania con 10 volte più dei nostri addetti e in Francia ed Inghilterra con 5-6 volte di più. E si tenga conto che i laureati fra gli addetti in Italia sono una minoranza (indicatore non esaustivo giacché alcuni diplomati hanno competenze notevoli, ma comunque indizio di un qualche problema). De Masi, il sociologo notoriamente non antipatizzante per i 5 Stelle, con ottime ragioni ha sostenuto che sarebbe più economico un reddito incondizionato piuttosto che condizionato all'impegno formativo e in lavori socialmente utili, con annesso un pesante e costoso apparato di controllo, come voluto da Di Maio per altre e diverse buone ragioni. Il punto è che moltiplicare e qualificare gli addetti ai servizi per l'impiego avrebbe costi dell'ordine di decine di miliardi, oltre che di tempi lunghi. Avrebbe bisogno di operatori capaci di capire e di interloquire coi sistema produttivo almeno locale e nazionale. Ed avrebbe bisogno di competenze orientative, psicologiche e diagnostiche atte a disegnare credibili profili dei candidati all'impiego, pena la non credibilità presso gli imprenditori. Ciò alla lunga potrebbe sperabilmente anche mettere in crisi la prassi particolarmente nazionale, fondata sullo scambio, di preferire i raccomandati a lavoratori di non accertata competenza (succede anche nei centri per l'impiego naturalmente) . Possiamo farlo? Forse sì. Ma rinunciando alla prevista riforma della Fornero e ribaltando la flat tax nel suo opposto: una forte progressività ed una severa patrimoniale. Forse neanche con altri alleati a sinistra i 5Stelle, paghi di colpire Pomicino e le caste scelte dal mazzo, avrebbero osato tanto. Con la Lega è inutile parlarne per la contraddizione che non lo consente. Amen. .
martedì 2 ottobre 2018
Un mondo capovolto
Il Sindaco di Riace può avere violato la legge. Non per lucro personale. Ma per generosità. E' giusto che paghi il dovuto, se si dimostra che ha violato la legge. Socrate, condannato a morte per una legge ingiusta, rifiutò di fuggire, potendolo. Per rispetto della Legge, cioè dei fondamenti della convivenza.. Ciò detto, Socrate meritò l'immortalità. I suoi accusatori l'oblio. Mi scandalizzo però per un curioso strabismo: Salvini, indagato per sequestro i persona e i leghisti condannati per avere derubato lo Stato di 49 milioni e non per realizzare opere caritatevoli, ma per farsi vacanze e comprare lauree in Albania, impartiscono lezioni di legalità a Mimmo Lucano ed ai suoi estimatori e vomitano fiele. Un mondo capovolto, col consenso del 60% degli italiani.
Iscriviti a:
Post (Atom)