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giovedì 28 novembre 2019

Il miracolo dell'auto-inganno


Troppo complicato per le mie modeste conoscenze di economia e di banca capire bene la questione Mes. Peraltro dubito che la massima parte dei parlamentari abbia davvero certezza dei pro o dei contro del trattato. Penso che finga di capire. Però, guardando in Tv l'assalto leghista alla Presidenza della Camera, con contusi e feriti, davanti ad esterrefatte
scolaresche in visita, qualcosa capisco. Anzi mi si conferma ciò che già per me era chiaro. In politica non solo si finge di capire, si finge di essere convinti che l'avversario abbia torto comunque. Anche se dicesse che piove. Ma come si fa ad infuriarsi per qualcosa di cui non si sa niente? Si può fingere in pubblico anche la furia? No, non si .può. Solo i grandi attori ci riescono. E comunque chi fingesse non professionalmente, non da attore, ma da politico, si sentirebbe - credo - in imbarazzo con se stesso. Voglio dire che in realtà nella mente umana opera un fine meccanismo. Esso ci fa credere davvero quello che ci conviene credere. Ingannare se stessi è la migliore condizione per ingannare il prossimo.

giovedì 30 maggio 2019

A proposito di Cuperlo e di razzismo (presunto)


A volte penso che il politicamente corretto sia un veleno per la logica e la ragione. Ammettiamo pure che Cuperlo avesse voluto dire (e pare proprio che non volesse dirlo) che certi insuccessi formativi (abbandoni, bocciature) e insomma cattiva istruzione ed ignoranza spieghino il successo della Lega in Sardegna. Ammettiamolo pure. Non avrebbe detto che tutti i Sardi sono ignoranti o stupidi per una sorta di inferiorità "razziale". Al più si sarebbe riferito al 33% di cui parlava che non completano la media superiore e che voterebbero Lega, prevalentemente. Una ipotesi comunque interessante, cioè degna di essere dibattuta . Interessante l'ipotesi che il basso livello di istruzione conduca a destra, come interessante sarebbe l'ipotesi opposta (che oggi appare poco sostenibile) per la quale l'ignoranza (o, meglio, il basso livello di istruzione formale) conduca a sinistra, magari perché correlato a povertà e domanda di eguaglianza. Francamente più sciocchina mi sembra la tesi che cultura e istruzione formale non abbiano alcuna correlazione col voto. Possibile che due fattori di tale rilevanza - istruzione e motivazione politica - siano del tutto indipendenti, senza correlazione alcuna? E inoltre, se fosse vero che si possa essere consapevoli e padroni delle proprie scelte anche facendo a meno di istruzione, perché mai la Sinistra e i democratici dovrebbero avere fra le proprie priorità assolute l'istruzione? Che c'entra il razzismo, citato a sproposito? Per capirci e per capire il senso del post, io affermo che il gioco subdolo delle destre populiste è quello di corteggiarci dicendoci eguali per lasciarci diseguali. P.S. Così credo di aver chiarito il senso del mio precedente, ellittico post.

sabato 30 marzo 2019

Il politicamente corretto (ed utile) e la verità storica


Voglio appuntare qualcosa da Propagandalive di ieri. A margine di una manifestazione di palestrati fascisti di Forza Nuova, a Prato, Diego Bianchi entra in una locanda etiope. C'è una giovane nera italiana di origine appunto etiope. Lei dice: "Mio nonno ha combattuto nel suo Paese contro i fascisti". Interviene un bianco: "Suo nonno ha combattuto contro gli italiani". E lei ancora: "Mio nonno ha combattuto contro i fascisti. Non tutti gli italiani sono fascisti". Rimango ammirato e insieme perplesso. Ammirato per il linguaggio politicamente corretto della italo-etiope. Da politica consumata. Però mi chiedo fino a che punto sia corretto quello che dice. Gli italiani impegnati in una guerra di conquista che uccidevano con gas asfissianti e morivano a loro volta per la gloria del regime immagino fossero in piccola parte antifascisti che non osavano disertare, un po' come i professori universitari che non rifiutarono di giurare fedeltà al regime; in parte afascisti, in parte fascisti. In una proporzione -ahimè - non troppo diversa (non troppo, un po' sì, ancora) di oggi fra fascioleghisti, incerti e antifascisti. Mi sarebbe piaciuto insomma essere rassicurato dalla mia concittadina italo-etiope, tanto politicamente corretta, sulla prognosi riguardante la democrazia italiana.

mercoledì 30 gennaio 2019

Stranieri in patria


Se avete seguito ieri sera l'intervista incalzante di Floris a Salvini dovreste essere atterriti. Devo escludere per forza che il conduttore abbia costruito una platea leghista doc. Eppure il pubblico tutto ha applaudito il ministro con applausi scroscianti ad ogni sua proposizione, ad ogni battuta. Anche quando raccontava balle colossali: ad esempio che la salvaguardia sull'Iva sarà sterilizzata e che le tasse, indirette e dirette, non cresceranno e che anzi si realizzerà progressivamente una compiuta flat tax. Ci sono state ovazioni - bravo! bravo! - e infine addirittura standing ovation. L'unica consolazione, assistendo all'inquietante spettacolo, poteva essere nella costatazione che molti (ma non tutti: ho controllato) che applaudivano Salvini applaudivano anche chi lo contrastava. Però forse la cosa è un'aggravante. L'Italia rappresentata appare così stupida, oltre che filoleghista. Sicché ho pensato a quanto sarebbe bello se ognuno potesse scegliersi la sua patria, con nazioni fatte da un eguale sentire. Lasciando la bella Italia a leghisti e fascisti? Che fare? Non so.

martedì 2 ottobre 2018

Un mondo capovolto


Il Sindaco di Riace può avere violato la legge. Non per lucro personale. Ma per generosità. E' giusto che paghi il dovuto, se si dimostra che ha violato la legge. Socrate, condannato a morte per una legge ingiusta, rifiutò di fuggire, potendolo. Per rispetto della Legge, cioè dei fondamenti della convivenza.. Ciò detto, Socrate meritò l'immortalità. I suoi accusatori l'oblio. Mi scandalizzo però per un curioso strabismo: Salvini, indagato per sequestro i persona e i leghisti condannati per avere derubato lo Stato di 49 milioni e non per realizzare opere caritatevoli, ma per farsi vacanze e comprare lauree in Albania, impartiscono lezioni di legalità a Mimmo Lucano ed ai suoi estimatori e vomitano fiele. Un mondo capovolto, col consenso del 60% degli italiani.

giovedì 19 luglio 2018

Ritorno a casa

Rieccomi a casa.Leggo dopo una settimana di astinenza un giornale italiano, introvabile a Vienna e a Budapest. . Leggo qualcosa che non fa onore al mio Paese e che più o meno suona così: "Per evitare i morti ci devono essere morti (anche donne e bambini)". Ma ho bisogno di consolazione. Trovo consolazione nella ferma presa di distanza dell'architetto Bergonzoni dalla figlia, Lucia, sottosegretaria leghista alla cultura. L'architetto si associa alla petizione promossa da Repubblica affinché la leghista chieda scusa per avere lasciato in asso l'arcivescovo Zoppi in occasione di un incontro sul tema "migranti" e per le invettive dei fan lasciate sul proprio profilo dalla Bergonzoni. E' una piccola cosa? Non è una piccola cosa che nell'Italia familista nella quale i padri picchiano gli insegnanti dei figli un genitore si "emancipi dalla prole". Del resto non trovo altro per consolarmi al momento.

martedì 15 maggio 2018

A chi tornano i conti: una previsione


I 5Stelle volevano il salario di cittadinanza. Ne avranno una dose omeopatica o simbolica. La Lega voleva la flat tax al 15%. Avrà qualcosa che le somiglia molto: due aliquote che comunque premieranno i più ricchi. Diranno che quelli non ricchi o propriamente poveri non ci perderanno nulla comunque perché non pagheranno di più. Anzi anche loro ne avranno un vantaggio. Perché quelli che hanno quattrini investiranno - non importa in cosa: slot machine, fabbriche di plastica, mine antiuomo, che comunque daranno lavoro. Come la mafia, come lo spaccio, etc. Certamente i conti non torneranno. Per farli tornare si taglieranno
ancora i trasferimenti ai Comuni e ai servizi. Alla Scuola, all'Università e alla Sanità. E si darà spazio a Scuola, Università e Sanità private. I 5Stelle e noi tutti avremo la consolazione di un taglio ai vitalizi dei politici. Questo ci dovrà bastare. Se i conti non torneranno ancora faremo debiti e litigheremo con la perfida Europa. Amen.

lunedì 14 maggio 2018

Non ci sono innocenti


M5S e Lega assumeranno la responsabilità principale di un orrendo pasticcio. Non potendo rinunciare a troppe delle loro promesse di segno diverso - tranne la convergenza anti-immigrati e anti-Fornero - si sommeranno salario di cittadinanza e flat tax (e sterilizzazione dell'incremento Iva), componibili solo nell'incremento del debito, oltre che nella ferita grave alla promessa costituzionale di una fiscalità progressiva. Cioè preparando un bidone ai futuri governi, alle future generazioni e al futuro tout court. Inevitabile e già programmata la ventata sovranista o patriottica (???) contro la Ue. E si sceglierà un finto premier ostaggio dei collaboranti-contendenti.
Ma Di Maio e Salvini non sono i soli responsabili. Responsabile è anche il PD che ha scelto il "tanto peggio, tanto meglio". Responsabile è anche la sinistra-sinistra (o sedicente "sinistra") che si è dimostrata incapace di proporre progetti radicali alternativi e sostenibili. Responsabile è Berlusconi che avvelenò i pozzi insegnandoci individualismo e opportunismo. Responsabile è Adamo ed è Eva e sono io che non mi impegno abbastanza a comunicare le poche cose di cui sono convinto.

domenica 8 novembre 2015

Il mio leghismo


Due osservazioni sul raduno della destra a Bologna, limitatamente a quanto sentito da Salvini. Continuo ad osservare che il peggio, fascismo compreso, contiene quasi sempre qualcosa di condivisibile. Lo dico perché ho ragione di temere che una sinistra subalterna, in mancanza di una bussola sicura, agisca solo in contropiede, cioè dicendo no. E quindi subendo l'agenda degli altri e il loro canovaccio narrativo. Con referendum abrogativi, solo talvolta utili, ma non solo. Mi sarebbe piaciuto ad esempio che qualcuno a sinistra, fra un keynesenismo antiliberista che non è chiaro cosa sia e un rituale attacco alla troika, pronunciasse parole nette e chiare come quelle di Salvini contro le slot machine. "Le chiuderemo, ha detto il leader leghista, perché non è accettabile (forse ha detto: "è infame") che lo Stato le usi per fare cassa". Purtroppo non ha detto solo questo. Sennò mi convertirei al leghismo. A parte il solito razzismo, non riesco proprio a condividere il patriottismo da strapazzo con cui Salvini e tutto lo spettro politico, da destra e sinistra, cerca consenso facile. Fino a suggerire al leader leghista di concludere il comizio con il grido del tifoso indirizzato a Valentino.

mercoledì 12 agosto 2015

Umanità e privilegio borghese


Non so a voi. A me viene la pelle d'oca a guardare questa foto. Carlotta Dazzi, una "borghese" benestante evidentemente, che faceva le sue vacanze col marito, nella barca ancorata a Pserimos, che sente le urla disperate dei naufraghi e di molti bambini. Prende un gommone e va. Raccoglie e guida i naufraghi per mare e poi per terra, per portarli a destinazione a Kos. E' quella foto "normale" col bambino in braccio che mi dà i brividi. L'intensità della sua emozione e del suo prendersi cura materno. Se non si deve abolire la parola "amore" sciupata da tutt'altri sentimenti di dominio, possesso e violenza, per me l'amore è questo. E questa è l'Italia che amo. Quella della "borghese" Carlotta. Lascio a chi la vuole l'Italia delle plebi salviniane ignoranti. Sapendo ovviamente che l'amore di Carlotta è in parte il privilegio della sua classe sociale che le ha consentito di studiare, capire, valutare i rischi, dare il nome giusto alle cose, distinguere le minacce da chi ci dà l'opportunità di essere utili. Urge - voglio dire- emancipare le plebi salviniane dalla loro ignoranza e restituirle all'umanità. http://www.repubblica.it/…/grecia_migranti_soccorsi_dai…/1/…

martedì 30 settembre 2014

Cosa divide chi. Verso un Partito della Nazione dell'80%?


A Piazza Pulita ieri l'ultima conferma. La conferma della fondatezza del mio quesito. Che posso variamente formulare. Qual è oggi la maggioranza che sostiene il governo? Sbaglio se dico che comprende l'80% del PD e abbastanza meno (per ora) del suo gruppo parlamentare + (in ordine di peso) Forza Italia + NCD e dintorni? E l'opposizione qual è? La minoranza PD + Lega + M5S? Piazza Pulita evidenziava la forte coincidenza di voto dei parlamentari dei presunti opposti schieramenti (Boschi e Santanché, ad esempio che esprimono lo stesso voto in più dell'80% dei casi). Poi c'era la verifica empirica in studio. Sallusti ad esempio sempre più quieto e ieri più quieto che mai, sostanzialmente difensore di Renzi rispetto agli assalti dei suoi nemici interni. Oppure potrei chiedere: su cosa gli ex nemici sono oggi divisi? Non sulle riforme istituzionali su cui nacque il Patto. Ma neanche sul Jobs Act ad esempio. Brunetta anzi chiede a Renzi di tenere la linea, rifiutando mediazioni con la sua minoranza. Molto, molto accorciate le distanze sulla giustizia. E sui diritti civili dopo la svolta filogay impressa dalla compagna dell'ex cavaliere. E neanche sembra più esistere e dividere il bunga bunga che secondo Scalfari, snob e malizioso, sarebbe la differenza fra Renzi e Berlusconi. Su cosa allora sono divisi PD e Forza Italia? E in genere cosa divide chi? Per la verità, se dovessi far riferimento ai toni, l'opposizione più dura è quella della minoranza PD. Di fatto una opposizione più sullo stile del segretario-premier (e sulla forma partito) che sui contenuti programmatici. E allora, finisco col chiedermi: “Perché mai non andare verso un Partito unico (Partito della Nazione va bene?), a guida Renzi ovviamente?”. Mi sembrerebbe un'operazione di chiarezza e di accostamento della forma alla realtà. Un partito dell'80%. All'opposizione la Lega, quel che resterà di M5S e i quattro gatti dell'ex minoranza PD. Questi ultimi oppositivi “estetici” giacché poco altro che l'estetica li divide dal segretario. La Lega e M5S con un pizzico di populismo in più riguardo Europa e immigrati. N.B. Spero di non apparire sarcastico. Inquieto, sì. Il mio disagio è crescente. Con chi starei? Credo da solo, cercando di interpretare il malessere crescente dei miei concittadini che voteranno compatti per il Partito della nazione e che lo faranno credendo che non esista comunque la possibilità che la politica possa far altro che offrire “narrazioni”. Mi piace

venerdì 26 agosto 2011

L'estetica invece della politica

All’inizio erano due estetiche, opposte e insieme alleate per stringere il paese in una tenaglia. Quella berlusconiana dell’avvenenza e della gioventù con le ragazze in tubino nero, “anche laureate con il massimo dei voti” (Carfagna, Pascale, Minetti, etc., etc.). Opposta, alleata e concorrente era quella popolare di Bossi, maschio, sudato in canottiera.
Poi la crisi del berlusconismo e l’archiviazione della Minetti , del tubino nero e delle “feste eleganti “. Il Pdl, per le divisioni interne e nel tentativo di appeasement con l’opposizione, mette la sordina anche al proprio linguaggio e mezza museruola al ghigno di Cicchitto e della sua versione femminile, l’acidissima Santanché.
La Lega invece, stretta fra la necessità di dividere le proprie responsabilità da quelle di Berlusconi e la paura di nuove elezioni, non riesce a trovare la “quadra”. Balbetta qualcosa. Sentito fallito il federalismo ri-minaccia la secessione. Alla fine sceglie l’estetica e abbandona la politica.
Sceglie l’estetica della comunicazione, verbale e non verbale. Credo sia un Iapsus di Bossi il suo inveire contro i 102 anni della Montalcini, obiettivamente più giovane e in salute di lui. Oppure conta sulla pietas e la buona creanza da prima Repubblica dell’opposizione dalla quale anch’io fatico a dissociarmi.
Poi nella Lega si dividono i compiti. A Bossi l’estetica della comunicazione non verbale. A Calderoli e altri quella verbale. Nella palese carenza di fantasia, il capo rispolvera la canottiera “popolana” esibita per un giorno intero, in mezzo agli amici “borghesi”, evidentemente posando come una modella in quegli abiti che non si portano mai. Può bastare questo ai padani delusi?
A Montezemolo che si candida alla politica, minacciando i voti residui della Lega, l’elegante ministro della Repubblica, Roberto Calderoli, rivolge un raffinato discorso politico: “Finalmente sono arrivati i Montezemolo, quelle scoreggie d'umanità che non hanno mai lavorato in vita loro.”
Gli ultimi esempi in questa odorosa settimana politica (?) sono più spregiudicati. Intenzionalmente (ma non ne sono sicuro), si fa sfoggio di confusione fra arbitrio e governo. Ma forse davvero i leghisti non distinguono le due cose.
Il senatore della Repubblica, tale leghista Piergiorgio Stiffoni, così “avverte” Famiglia Cristiana che ha osato criticare il governo: “Un'altra volta che il giornale dei Paolini rigioca sporco, allora penseremo sul serio a tassare i patrimoni, in primis quelli ecclesiastici così il giorno dopo la redazione di Famiglia Cristiana deve portare scrivanie e computer in mezzo alla strada”. L’opposizione che, a ragione o a torto, ha una pessima opinione dell’intelligenza degli italiani, non osa replicare all’intimidazione “mafiosa”.
Né replica, mi pare, all’incredibile ministro Calderoli quando, contro i giocatori che osano discutere di contratto e di contributo di solidarietà agita lo spettro di un emendamento che raddoppi per gli amati/odiati professionisti del pallone il contributo discusso. Come i gangster dei filmetti che minacciano di cavare il secondo occhio. Qualcuno, sommessamente rimpiange Pomicino. Ma forse sta per tornare la politica. E una nuova estetica.