domenica 29 novembre 2015


Che la conferenza sul clima di Parigi sia del tutto inadeguata a salvaguardare la sopravvivenza del pianeta mi sembra certo. Altrettanto evidente che gli egoismi nazionali siano responsabili del rischio immanente, insieme alla cultura del denaro. Giuste le proteste degli ecologisti ovvero dei patrioti del mondo. Ma credo che i facinorosi che hanno usato come proiettili candele e altri oggetti posti in memoria degli assassinati dall'Is hanno compiuto un oltraggio troppo simile all'oltraggio dei terroristi. Tanto simile da apparire essi stessi terroristi. Non sono "compagni che sbagliano". Loro non lo sanno, ma sono il prodotto del Grande Vuoto esattamente come i terroristi conclamati. Formulo il mio NO convinto e il mio assoluto disprezzo verso chi disprezza i simboli della pietà verso gli assassinati.

sabato 28 novembre 2015

La cultura banalizzata


Manco a dirlo, divisione netta fra i favorevoli e i contrari al bonus di 500 euro ai giovani da spendere in "cultura". Favorevoli e contrari a prescindere, con linea di divisione coincidente con quella dei renziani e degli anti. I contrari ad esempio denunciano il carattere dispersivo e regressivo del provvedimento che distribuisce risorse a destra e a manca senza criterio (giovani benestanti e giovani che non hanno niente). Obiezione per me non convincente. Non mi piace l'idea di ghettizzare i giovani benestanti. Preferisco che non ci sia divisione fra chi riceve laute paghette da mamma e papà e chi no. E' bene che anche i giovani benestanti godano di risorse autonome. I correttivi vengano dalla tassazione generale che diventi finalmente autenticamente progressiva. Quel che non mi piace per niente è invece l'enfasi renziana sul piccolo provvedimento. Come se ancora uno volta si trovasse un problema fra tanti e lo si volesse risolvere col solito bonus. Ennesimo esempio di banalizzazione, fondatamente elettoralistica nella sua semplicità. . Con iniezioni di cultura per vincere il terrorismo.

mercoledì 25 novembre 2015

Il vuoto e l'avventura


Ho seguito con dovuto sgomento,ma senza sorpresa, l'intervista sul tg3 ad una signora belga. Una insegnante socialmente impegnata e dichiaratamente cattolica. Succede però che in una famiglia normale, "borghese" e "per bene" il figlio amato, educato al cattolicesimo e a valori civili, si converta all'Islam e poi aderisca all'Isis fuggendo in Siria. Non è il primo caso. Molti casi analoghi in Occidente. Questo è solo più nitido e reso evidente e drammatico dall' intervista. Considerazioni. La famiglia - lo sapevamo - è sempre meno l'agenzia educativa decisiva. Contano di più i pari (gli amici) e la rete. E contano sogni e narrazioni, in un mondo i cui le grandi narrazioni sembrano scomparse insieme al muro. Oltre a materiali condizioni di vita. Quindi certamente le periferie, a partire da quelle francesi, sono un mix esplosivo di ghettizzazione e ideologia religiosa,con l'Islam unica disponibile oggi ad una possibile interpretazione radicale. Non necessaria ma possibile, dico. Come lo fu una volta il cristianesimo. Una ideologia chiara e aggressiva, con buoni e cattivi nettamente divisi . Come altre religioni non sanno. L'Islam come occasione quindi. Non come madre solitaria del radicalismo omicida e suicida. Perché il padre è il Grande Vuoto. Che troverebbe altra madre da fecondare se l'Islam tutto si sottraesse alla fecondazione. Anzi, talvolta il Grande Vuoto si concede scappatelle, magari con le bandiere del tifo, ottimo pretesto per picchiare il prossimo o - così si usava qualche anno fa - con l'impresa di tirar sassi dal cavalcavia e vedere se si riesce ad ammazzare qualcuno. Scappatelle da cui nascono mostri "minori". Perciò l'intervista di stasera mi sgomenta senza sorprendermi. Se non facciamo guerra al Grande Vuoto, il mondo è in pericolo. Dovremo prepararci allora a molte conversioni occidentali, anche borghesi e dall'epidermide chiara. Con l'Islam pretesto religioso per buttar via la propria vita altrimenti inutile, insieme alla vita degli altri. A meno di un ravvedimento che significhi proporre alle nuove generazioni nuove grandi avventure positive.

martedì 24 novembre 2015

Il mio lutto


Con la mente a Venezia, insieme ai padri e ai nonni italiani, manifesto il mio lutto astenendomi oggi, da subito, dal digitare altre parole.

lunedì 23 novembre 2015

Valeria


Nella foto che abbiamo di lei Valeria ha la bellezza quieta di un borgo italiano, costruito col lavoro lungo di tanti. Una bellezza etico-estetica che non si forma nell'artificio delle palestre e dei visagisti: lo specchio di una raggiunta armonia di pensieri. Molte sono come lei certamente, ricercatrici, volontarie. Che scopriamo sempre tardi, come se solo la morte potesse rendere visibili i giovani talenti italiani aperti al mondo e ancora fiduciosi. Malgrado tutto. Malgrado il livore di quelli che irridono all'impegno perché è intollerabile per loro credere che si possa essere migliori. Ora il lutto doveroso e sentito. Sarebbe bello che a genitori straordinari che in parte spiegano la bellezza di Valeria si potesse offrire qualcosa di più di una borsa di studio alla sua memoria. Molto di più. Una conversione degli animi che ci faccia recuperare la bellezza e l'intelligenza della gioventù d'Italia. La laicità “aperta” dei genitori di Valeria acconsente a che nel funerale laico ognuno partecipi con il suo credo . “Anche un Iman, se vuole, dica qualcosa”, dice il padre. Condividendo quella laicità, antidoto alla follia del tempo presente, lascio fra i miei personalissimi crucci il pensiero che nulla Valeria possa ora sapere del tributo che l'Italia le rivolge.

domenica 22 novembre 2015

Ritorno fra gli umani


Ben tornato fra gli umani, Adeslam Salah. Poco importa come tu sia stato coinvolto nella follia Isis. Hai creduto di trovarvi un senso alla tua vita. Hai imparato ad odiare l'Occidente. Poi hai temuto per i tuoi cari. Ti eri sottratto alla comunità degli umani in cui ci sono generosi ed egoisti ed anche assassini che uccidono per qualche scopo, per sopravvivere o per vivere meglio a danno di altri. Evidentemente all'improvviso l'illuminazione è scesa su di te, salvandoti. Evidentemente hai compreso che dopo esserti fatto esplodere non avresti trovato non so quante vergini ad attenderti. E nemmeno avresti trovato lo strano dio maschilista che promette piacere solo ai maschi. Chissà, forse, hai anche pensato: "Ma perché cristiani, ebrei, buddisti non credono alle vergini che attendono e non credono neanche in Allah? Perché ogni specifica religione ci affigge con specifiche torture, dalla circoncisione alla infibulazione, svalutando le invenzioni sadiche altrui? Perché fra le varie favole religiose dovrebbe essere fondata propria quella degli islamici dell'Is"? Forse ti sei imbattuto in una rivelazione laica ovvero della ragione. Benvenuto, comunque. Adesso scegli fra il sentiero facile dei distruttori muniti di ragione e quella più difficile e più appassionante di chi costruisce qualcosa.

sabato 21 novembre 2015

La scoperta della logica


Non lo avevo visto. L'ho visto ora. A Ballarò l'implacabile Salvini incalza un musulmano (non so chi fosse) che contestava il famoso titolo sul Giornale, "Musulmani bastardi". "Non erano musulmani i terroristi? Non sono bastardi?" incalza l'intrepido Salvini con logica implacabile, pseudo-aristotelica. Quieto, quieto, interviene Moni Ovadia: On.Salvini, all'indomani della strage di Capaci ad opera di mafiosi che erano siciliani, lei avrebbe gridato "siciliani bastardi?" All'improvviso l'innervosito Salvini non vuole più parlare di titoli di giornali e minaccia di andarsene. Insomma, non c'è bisogno di fare chiassate. Basta riscoprire la vera logica aristotelica (cioè l'intelligenza) per far saltare i nervi a Salvini. Teniamone conto. L'intelligenza è prevenzione. Anche del terrorismo.