domenica 22 luglio 2018

Oppure l'Italia: quella opportunista e quella che si prende cura


Ieri breve gita di un giorno. Per visitare Porto Santo Stefano, Giannutri e Giglio la sveglia è alle 3 e 30. Necessario per attraversare Roma ed essere al punto di raccolta alle 6. La gita si dimostra più faticosa e impegnativa del previsto. La prima tappa a mare è da Porto Santo Stefano a Giannutri. Succede che, al di là di ogni previsione, il mare è agitato. La motonave va contro vento e balla. La traversata di meno di un'ora diventa una pena. Molti col mal di mare, a partire dalla persona a me più vicina, che pur si era fornita di travelgum. Sta malissimo. Al mal di mare (che mi risparmia) si aggiunge l'ansia (che non mi risparmia affatto). La prua è sollevata dalle onde che poi la restituiscono al mare con fragorosi crac, cioè fragori come di schianto. Immagino che tutti pensiamo alla stessa cosa. Pensiamo al disastro di anni fa, procurato lì presso, al Giglio, da un capitano inetto che offrì alla propria futile vanità il sacrificio della vita di passeggeri fiduciosi. Come non pensarci? L'equipaggio per fortuna è ammirevole. Lo è Simona, la hostess che si fa badante della persona a me più vicina. La assiste in ogni modo, con azioni e parole, durante tutte le tappe del viaggio. E ci tranquillizza spiegandoci che quei crac che spaventano sono un indice della sicurezza della motonave che è in legno sì da essere elastica e più sicura. Io mi tranquillizzo abbastanza. Ma non smetto di pensare che gli organizzatori o il comandante non avrebbero dovuto dar via a quella traversata. Non smetto di pensare di essere di fronte al ricorrente paradigma che vede il business di alcuni opposto alla sicurezza di altri, lavoratori, utenti o passeggeri che siano. A parte ciò, tutto il resto va bene. Con il vento a poppa la traversata successiva verso il Giglio e quella del ritorno finale è sopportabile. Il pranzo, a bordo della motonave ancorata al Giglio, è ottimo. La cantante animatrice è brava, ha un bel repertorio e coinvolge in un karaoke distraente. Però della gita ricorderò poco delle bellezze naturalistiche di Giannutri e del Giglio. Ricorderò Simona, esempio dell'Italia che amo. Io, al solito più curioso delle persone che di ambiente e monumenti, ricorderò un bambino-ragazzo, di 12 anni direi, un adolescente curato, pulitino e compito che immagino bravo figliolo e bravo studente. D'improvviso durante la traversata verso Giannutri scoppia in un pianto irrefrenabile. Penso che alla paura si aggiunga la vergogna per il pianto, per la propria debolezza. Un adolescente che si apprestava a superare la soglia che divide i bambini dagli uomini e che scopre con vergogna di essere ancora bambino. Ricorderò il suo pianto e ricorderò il pianto silenzioso della madre che gli è acconto impotente e che gli stringe la mano. P.S. La persona a me più vicina invece, quando ristabilita, mi confessa che il malore insopportabile le ha fatto detestare più di prima quel tale che definisce "crociera" il viaggio dei migranti su bagnarole nel capriccioso Mediterraneo.

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