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martedì 19 febbraio 2019

La democrazia per il popolo bambino


Nel quesito posto nella piattaforma Rousseau si chiedeva "se il ritardo dello sbarco dei migranti dalla nave Diciotti sia stato deciso per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell'esercizio della funzione di Governo".
Lo confronto col testo del referendum costituzionale promosso da Renzi col quesito:
"Approvate il testo della legge costituzionale concernente "disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione", approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?»
Qualcuno può pensare che chi ha redatto l'uno e l'altro quesito fosse neutrale? Si dimostra invece che in ogni referendum c'è il rischio che di fatto decida chi ha il potere di porre una domanda e non già chi risponde. Chi potrebbe condannare un ministro che ha difeso l'interesse pubblico al costo di "ritardare" un po' lo sbarco di disperati? E chi potrebbe rifiutare la riduzione dei costi della politica, se ciò avviene senza alcun prezzo dichiarato? In entrambi i casi citati questo è accaduto nella dimensione del ridicolo.
E nel secondo caso solo la straordinaria antipatia di Renzi ha prodotto un No, pur con il 40% di Sì. Con un Letta o un Gentiloni, i Sì avrebbero prevalso.

giovedì 23 agosto 2018

Facce della Sicilia


Da dieci anni lontano dalla terra in cui ho vissuto il più della mia vita, guardo spesso alla mia Sicilia con curiosità e stupore. Come se la scoprissi adesso. E con sentimenti contrastanti. L'ammirazione per l'invenzione deliziosa di quei volontari catanesi che regalano ai 177 ostaggi della motonave Diciotti 177 arancini, una delle più gustose invenzioni siciliane. Gustose come la commedia di Teocrito. Ho pensato a lui leggendo che i tifosi di Siracusa, la città in cui sono nato, hanno imitato pedissequamente, senza un briciolo di fantasia i tifosi della Lazio. Così hanno chiesto alle tifose organizzate nel gruppo delle Aretusee di farsi più giù nelle gradinate per dare spazio al tifo maschile. Le Aretusee, se ho ben capito, hanno espresso dissenso, però si sono sciolte. Ecco, pensavo a Teocrito che nelle "Siracusane" descriveva le mie antiche concittadine come donne fiere fino all'arroganza. "Siracusane siamo" gridavano, turiste nella città di Alessandria d'Egitto, a chi le contestava - se ben ricordo - per comportamenti discutibili. Orgoglio municipalistico e femminile allora. Ora tutt'altro. In compenso grazie ancora ai cugini e alle cugine catanesi.