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domenica 10 febbraio 2019

La Ragione che tace


Della manifestazione, sindacale e non solo sindacale, di Roma non mi è piaciuto uno striscione della Uil:
No Tav, No Tiv, No Tap = No Lav.
Cioè non c'è lavoro senza le grandi opere. E' carino, sintetico ed efficace. Però...Sarà piaciuto agli industriali per una volta in corteo insieme ai sindacati contro questo pessimo e confusionario governo. A me per niente. Per gli imprenditori e per un sindacato disperatamente in difesa può andar bene. Io temo però che la cultura contenuta in quello striscione possa preparare il peggio. Domani si potrà dire "abbattiamo la Torre di Pisa ed anche il Colosseo; avremo 50.000 posti di lavoro". E dopodomani si dirà "facciamo guerra alla Francia; avremo milioni di posti di lavoro nelle fabbriche di armi, negli ospedali, nelle agenzie funebri". La logica distruttiva del capitalismo e del Pil in ascesa coi disastri che danno lavoro rischia di affermarsi sempre più. La logica dell'economia reale dice invece che i bisogni umani sono infiniti, che il lavoro necessario per realizzare ciò che serve davvero - buon cibo, istruzione permanente, prevenzione sociale e sanitaria - è infinito. E la disoccupazione è solo l'effetto perverso e  irrazionale del mercato. Ma la Ragione oggi tace.

martedì 11 settembre 2018

Socialismo o ricatto


Sono disperato. Mi sembra che ciò che a me pare ovvio, ovvero un'ovvia cavolata, appare ragionevole e scontato al senso comune. Anche a sinistra. Mi chiedo come sia possibile anteporre il posto di lavoro dei 10.000 dell'Ilva alla salute di una città malata e devastata. Come sia possibile che la perdita ipotetica di 50.000 posti inibisca la chiusura festiva dei negozi ovvero la scelta di un modello di vita. Si può discutere di questo e dell'Ilva. E si può discutere di Tap e di Tav. Ma non si può accettare di discutere sotto ricatto. Non si può accettare che il posto di 60.000 valga più della salute di milioni e del lavoro dei milioni che un lavoro non hanno mai avuto. Prendo atto di essere il solo a respingere il ricatto. Il solo a pensare che la sinistra stia perdendo l'ennesima occasione di indicare nella Democrazia Socialista l'unica possibilità di liberarsi del futile ricatto. Socialismo come unica possibilità di liberarsi di Ilva e cemento e slot machine e consumismo, riconvertendo economia e persone al lavoro vero, al lavoro utile. Nel segno di una appropriazione collettiva degli strumenti di produzione. Se non ora, quando? Perché non lo diciamo? .