Almeno questo credo di averlo capito. I miei dilemmi crescono perché non lavoro più. Ed ho troppo tempo per interrogarmi, rispondermi ed obiettarmi e contro obiettarmi. Andrò stasera ad Ostia Antica a sentire Zingaretti? Vale la pena cambiare la camicia e fare una decina di chilometri in auto? Ma i dilemmi peggiori sono quelli del tipo "intervenire o no?". Come poco fa. Una giovane coppia che litiga in un'auto in seconda fila. Capita spesso. Lui agita le braccia assai più di lei. Lui le ricorda che la forza fisica è dalla sua parte; ed anche la resistenza alla critica sociale è dalla sua parte. Come faccio ad escludere che non sia il prologo di un femmicidio? Come praticamente quasi sempre, non interverrò, sentendomi confortato dalle abitudini correnti (anche in casi platealmente più gravi che spero non debbano capitarmi). No, non posso intervenire su una coppia che litiga solo a parole. Come non intervengo le moltissime volte in cui gli utenti di uno sportello litigano fra loro o con l'impiegato. Mi pare che si litighi sempre più. Possibile che si tratti di mia distorsione percettiva? Comunque guardo e taccio.Fra poco dovrò pur decidere se consumare una cena frugale a casa o recarmi alla Festa dell'Unità (Unità che non c'è) per Zingaretti e - spero- un piatto di trippa alla romana.
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giovedì 11 luglio 2019
martedì 5 marzo 2019
La bandiera per riconoscersi davvero
La nostra Costituzione Repubblicana ha forti elementi di Socialismo. Di Socialismo però nel nostro Paese non c'è traccia. Si potrebbe dire perché la Costituzione è tradita oppure perché la Costituzione ha margini di ambiguità che hanno reso possibile aggirarla o renderla innocua e rispettosa del vecchio ordine. Allora, in attesa di rendere un giorno meno ambigua e più "direttiva" la nostra Costituzione, oggi riconoscerei Democrazia Socialista in un partito che a proposito dell'art. 4
( La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società),
promuova nel senso di "realizzi" le condizioni che rendano effettivo questo diritto (al lavoro). Più chiaramente: inoccupazione zero.
( La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società),
promuova nel senso di "realizzi" le condizioni che rendano effettivo questo diritto (al lavoro). Più chiaramente: inoccupazione zero.
Egualmente, a proposito dell'art. 41
(L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali ),
direi che, malgrado il primo comma che appare dare via libera al privato, è negli altri due commi assolutamente socialista. In questo caso è chiaro che la Costituzione è stata propriamente disattesa e tradita. Più chiaramente: l'Ilva avrebbe dovuto essere chiusa da tempo, transitando i suoi lavoratori ad altro impiego (vedi ancora art. 4).
In conclusione, Zingaretti (???) o chi per lui, per essere riconosciuto autenticamente socialista dispone di una bandiera e di una cornice di programma, già disegnate dai padri costituenti che guardarono a sinistra. Al centro e a destra sarebbe assai più complicato agitare la bandiera della Costituzione.
(L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali ),
direi che, malgrado il primo comma che appare dare via libera al privato, è negli altri due commi assolutamente socialista. In questo caso è chiaro che la Costituzione è stata propriamente disattesa e tradita. Più chiaramente: l'Ilva avrebbe dovuto essere chiusa da tempo, transitando i suoi lavoratori ad altro impiego (vedi ancora art. 4).
In conclusione, Zingaretti (???) o chi per lui, per essere riconosciuto autenticamente socialista dispone di una bandiera e di una cornice di programma, già disegnate dai padri costituenti che guardarono a sinistra. Al centro e a destra sarebbe assai più complicato agitare la bandiera della Costituzione.
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lunedì 4 marzo 2019
Cosa fare di Zingaretti
E' una usuale sciocchezza dire che non bisogna impicciarsi nei problemi di un partito che non è il tuo. Io mi impiccio, perché questo partito era il mio e l'ho rispettato, a modo mio, non andando a votare. Mi impiccio perché non escludo che possa tornare ad essere il mio. Visto che a sinistra non scorgo progetti radicali ed innovativi. Trovo i soliti sogni di un ritorno indietro, prima del Jobs act, come se tutto fosse nato lì. Trovo il complottismo antiSoros ed antiUe, trovo troppe cose in comune con la destra, come il deficit facile in nome della sovranità nazionale, come spingersi a sposare un gorilla, in nome del doveroso antimperialismo. Non vedo il coraggio e la convinzione di indicare una prospettiva socialista. La piena occupazione sembra addirittura una utopia, benché ovvia e benché facile, se solo si volesse riappropriarci collettivamente del nostro destino. Quindi debbo chiedermi se non accontentarmi di un partito grande contenitore che almeno ospiti in sé quella opzione Socialista che sappia lievitare un nuovo senso comune. Se il folto drappello renziano facesse le valigie verso un partito centrista e macroniano (magari annettendosi Forza Italia), la strada sarebbe più percorribile.
domenica 3 marzo 2019
Le primarie non più mie
Così accompagno al gazebo di Piazza Anco Marzio di Ostia la persona a me più vicina. Lei vota alle primarie Pd, da non iscritta, io no, da ex iscritto. Lei, più accentuatamente "sociale" di me, io più a sinistra di lei politicamente, se così si può dire, ma senza partito. Lei convintamente per il voto utile. Io evidentemente no, pur consapevole, al solito, di potere sbagliare. A suo tempo ebbi un colpo quando lei mi annunciò che avrebbe votato Renzi. Le è passata. Vota Zingaretti. Non so cosa decideranno le mie figlie. Siamo una famiglia politicamente unita solo da un vago denominatore di sinistra. Mentre lei vota, io guardo quella che fu la mia gente, come se la guardassi da Marte. Come uno che incontra la sua ex fidanzata amata. C'è più gente del previsto al gazebo. Alle dieci, quando arriviamo, calcolo ci siano in fila sessanta persone: età media cinquanta anni, ceto medio istruito, prevalentemente femminile. C'è un'aria di ottimismo. I conoscenti che incontro mi invitano a votare e a votare Zingaretti. Dal mio test estemporaneo dovrebbe farcela. Mi è difficile persuadere me stesso che è indifferente chi vinca. Non può essermi indifferente tornare alla stagione della quieta navigazione nell'esistente, con Letta o Gentiloni, o sprofondare nell'abisso salviniano. Mi dico che sto rifiutando questa alternativa in nome di una sinistra radicale e sostenibile.che non c'è. Forse però non voto semplicemente per una opzione etica, per rispetto a quello che era il mio partito. E' pressocché scontato che domani mi pentirò. Come quando per Roma votai addirittura Raggi per non votare Giachetti.
N.B.Dedicato a Ines Loddo
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