Ci sono quelli ostili a celebrare ricorrenze e quelli che non lo sono. Io non lo sono. Ragionevole ed utile che ci si dia appuntamento per concentrarci insieme su un tema. Ragionevole che oggi si mettano da parte i congiuntivi di Di Maio e il bullismo di Salvini. Purtroppo la festa di oggi è inevitabilmente un'occasione di scuse: verso le donne e verso se stessi. Per lo spreco immane di metà del cielo che ferisce le donne e impoverisce tutti, uomini e donne. P.S. Da nonno, auspico anche l'invenzione di una festa dei bambini, i cuccioli d'uomo che fingiamo di amare. Quando, ad esempio, "amorevolmente", andiamo a picchiare gli insegnanti che osano segnalarci lacune dei nostri pargoli.
venerdì 8 marzo 2019
giovedì 7 marzo 2019
L'Ordine e il Caso
Penso che la politica appartenga al ceto medio. Quelli che stanno sotto o stanno sopra non se ne occupano davvero, per rassegnazione i primi, per intelligenza i secondi. Penso anche che il ceto medio, istruito e garantito, non esprima bisogni, se non quando le sue garanzie sono minacciate o scalfite. Come avvenne contro Renzi che scelse di corteggiare il Capitale, devastando vecchie sicurezze. Il ceto medio garantito ha però bisogni prevalentemente emotivi. Soprattutto quello di sinistra e democratico che detesta, molto o abbastanza, il cattivismo e il razzismo. Ma non ha nulla da dire su un possibile ordine nuovo. Diciamo che Salvini riempie, come bersaglio, la vita emotiva del ceto medio democratico, come i migranti riempiono la vita di Salvini e dei salviniani. Parte del ceto medio finge di coltivare sogni palingenetici nel segno delle bandiere rosse. Ma non ci crede davvero. Infatti non fa nulla perché il sogno si realizzi. I rossi, quei rossi, si appagano nell'avere ragione, innocui. Il Capitale non batte ciglio perché quei rossi sono inoffensivi e puro folklore. E perché, guardando distrattamente alla politica in scena, il Capitale non può essere certo che Zingaretti sia preferibile a Salvini o viceversa. Lascia correre. Godendosi ville, barche, ostriche ed escort. Se qualcuno minaccia davvero quell'ordine il sistema lo punisce automaticamente con crisi e licenziamenti. Finché tutto non torni a posto. Solo raramente il Capitale interviene intenzionalmente, come il Demiurgo di Platone, per correggere il mondo che va fuori dal percorso assegnato. Intanto contempla divertito i movimenti del Dio Caso che produce valanghe avviate da un fiocco di neve: una designazione avvenuta per pochi voti, perché quel giorno i parenti del contendente di Di Maio, al voto preferirono una gita. Piccoli movimenti, piccole valanghe del Caso. Mentre le montagne restano intatte e l'Ordine regna incontrastato.
N.B. Dedicato ad Arnaldo Colombo
mercoledì 6 marzo 2019
Spreco è...
1. Le bancarelle di paccottiglia che sfregiano la bellezza di San Pietro e del Colosseo.
2. Le case sfitte, le stanze inutilizzate, le seconde case inabitate, le devastanti ed inutili colate di cemento.
3. Il giovane nero e robusto (come sottolineerebbe un ministro) che sta all'ingresso di Conad col cappello in mano sperando in improbabili elemosine, mentre non è previsto che qualcuno lo impieghi per spazzare per terra o per liberare il negozio dalle immondizie (o magari per insegnare arabo giacché non è escluso sia un bravo laureato).
4. Sedurre con agevolazioni pensionistiche gli anziani a smettere di lavorare e passare il tempo in panchina.
5. Insegnare a chi non vuole imparare o non vuole farlo al momento e non insegnare a chi vuole imparare, ma non ha i mezzi per farlo.
6. Impiegare un esercito per controllare che gli sposi divorziati non facciano sesso fra loro e non freghino il reddito di cittadinanza.
7. I nuovi operatori dei centri per l'impiego con caratteristiche identiche a quelli già esistenti, pur con l'affascinante nuovo nome di navigator.
8. Non avere una anagrafe delle competenze dormienti e non averne una della domanda di competenze.
9. Il filtro che fa sì che le donne, maggioranza alla laurea, maggioranza fra insegnanti e ricercatori, diventino striminzita minoranza fra presidi e rettori.
P.S. Lista che può crescere a dismisura.
N.B. Abbattere lo spreco di ricchezza e di vite è il mio programma di governo. Il programma opposto (e da tempo vincente) è quello che investe nello spreco che creerebbe -dicono- occupazione e ricchezza.
2. Le case sfitte, le stanze inutilizzate, le seconde case inabitate, le devastanti ed inutili colate di cemento.
3. Il giovane nero e robusto (come sottolineerebbe un ministro) che sta all'ingresso di Conad col cappello in mano sperando in improbabili elemosine, mentre non è previsto che qualcuno lo impieghi per spazzare per terra o per liberare il negozio dalle immondizie (o magari per insegnare arabo giacché non è escluso sia un bravo laureato).
4. Sedurre con agevolazioni pensionistiche gli anziani a smettere di lavorare e passare il tempo in panchina.
5. Insegnare a chi non vuole imparare o non vuole farlo al momento e non insegnare a chi vuole imparare, ma non ha i mezzi per farlo.
6. Impiegare un esercito per controllare che gli sposi divorziati non facciano sesso fra loro e non freghino il reddito di cittadinanza.
7. I nuovi operatori dei centri per l'impiego con caratteristiche identiche a quelli già esistenti, pur con l'affascinante nuovo nome di navigator.
8. Non avere una anagrafe delle competenze dormienti e non averne una della domanda di competenze.
9. Il filtro che fa sì che le donne, maggioranza alla laurea, maggioranza fra insegnanti e ricercatori, diventino striminzita minoranza fra presidi e rettori.
P.S. Lista che può crescere a dismisura.
N.B. Abbattere lo spreco di ricchezza e di vite è il mio programma di governo. Il programma opposto (e da tempo vincente) è quello che investe nello spreco che creerebbe -dicono- occupazione e ricchezza.
martedì 5 marzo 2019
La bandiera per riconoscersi davvero
La nostra Costituzione Repubblicana ha forti elementi di Socialismo. Di Socialismo però nel nostro Paese non c'è traccia. Si potrebbe dire perché la Costituzione è tradita oppure perché la Costituzione ha margini di ambiguità che hanno reso possibile aggirarla o renderla innocua e rispettosa del vecchio ordine. Allora, in attesa di rendere un giorno meno ambigua e più "direttiva" la nostra Costituzione, oggi riconoscerei Democrazia Socialista in un partito che a proposito dell'art. 4
( La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società),
promuova nel senso di "realizzi" le condizioni che rendano effettivo questo diritto (al lavoro). Più chiaramente: inoccupazione zero.
( La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società),
promuova nel senso di "realizzi" le condizioni che rendano effettivo questo diritto (al lavoro). Più chiaramente: inoccupazione zero.
Egualmente, a proposito dell'art. 41
(L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali ),
direi che, malgrado il primo comma che appare dare via libera al privato, è negli altri due commi assolutamente socialista. In questo caso è chiaro che la Costituzione è stata propriamente disattesa e tradita. Più chiaramente: l'Ilva avrebbe dovuto essere chiusa da tempo, transitando i suoi lavoratori ad altro impiego (vedi ancora art. 4).
In conclusione, Zingaretti (???) o chi per lui, per essere riconosciuto autenticamente socialista dispone di una bandiera e di una cornice di programma, già disegnate dai padri costituenti che guardarono a sinistra. Al centro e a destra sarebbe assai più complicato agitare la bandiera della Costituzione.
(L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali ),
direi che, malgrado il primo comma che appare dare via libera al privato, è negli altri due commi assolutamente socialista. In questo caso è chiaro che la Costituzione è stata propriamente disattesa e tradita. Più chiaramente: l'Ilva avrebbe dovuto essere chiusa da tempo, transitando i suoi lavoratori ad altro impiego (vedi ancora art. 4).
In conclusione, Zingaretti (???) o chi per lui, per essere riconosciuto autenticamente socialista dispone di una bandiera e di una cornice di programma, già disegnate dai padri costituenti che guardarono a sinistra. Al centro e a destra sarebbe assai più complicato agitare la bandiera della Costituzione.
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lunedì 4 marzo 2019
Cosa fare di Zingaretti
E' una usuale sciocchezza dire che non bisogna impicciarsi nei problemi di un partito che non è il tuo. Io mi impiccio, perché questo partito era il mio e l'ho rispettato, a modo mio, non andando a votare. Mi impiccio perché non escludo che possa tornare ad essere il mio. Visto che a sinistra non scorgo progetti radicali ed innovativi. Trovo i soliti sogni di un ritorno indietro, prima del Jobs act, come se tutto fosse nato lì. Trovo il complottismo antiSoros ed antiUe, trovo troppe cose in comune con la destra, come il deficit facile in nome della sovranità nazionale, come spingersi a sposare un gorilla, in nome del doveroso antimperialismo. Non vedo il coraggio e la convinzione di indicare una prospettiva socialista. La piena occupazione sembra addirittura una utopia, benché ovvia e benché facile, se solo si volesse riappropriarci collettivamente del nostro destino. Quindi debbo chiedermi se non accontentarmi di un partito grande contenitore che almeno ospiti in sé quella opzione Socialista che sappia lievitare un nuovo senso comune. Se il folto drappello renziano facesse le valigie verso un partito centrista e macroniano (magari annettendosi Forza Italia), la strada sarebbe più percorribile.
domenica 3 marzo 2019
Le primarie non più mie
Così accompagno al gazebo di Piazza Anco Marzio di Ostia la persona a me più vicina. Lei vota alle primarie Pd, da non iscritta, io no, da ex iscritto. Lei, più accentuatamente "sociale" di me, io più a sinistra di lei politicamente, se così si può dire, ma senza partito. Lei convintamente per il voto utile. Io evidentemente no, pur consapevole, al solito, di potere sbagliare. A suo tempo ebbi un colpo quando lei mi annunciò che avrebbe votato Renzi. Le è passata. Vota Zingaretti. Non so cosa decideranno le mie figlie. Siamo una famiglia politicamente unita solo da un vago denominatore di sinistra. Mentre lei vota, io guardo quella che fu la mia gente, come se la guardassi da Marte. Come uno che incontra la sua ex fidanzata amata. C'è più gente del previsto al gazebo. Alle dieci, quando arriviamo, calcolo ci siano in fila sessanta persone: età media cinquanta anni, ceto medio istruito, prevalentemente femminile. C'è un'aria di ottimismo. I conoscenti che incontro mi invitano a votare e a votare Zingaretti. Dal mio test estemporaneo dovrebbe farcela. Mi è difficile persuadere me stesso che è indifferente chi vinca. Non può essermi indifferente tornare alla stagione della quieta navigazione nell'esistente, con Letta o Gentiloni, o sprofondare nell'abisso salviniano. Mi dico che sto rifiutando questa alternativa in nome di una sinistra radicale e sostenibile.che non c'è. Forse però non voto semplicemente per una opzione etica, per rispetto a quello che era il mio partito. E' pressocché scontato che domani mi pentirò. Come quando per Roma votai addirittura Raggi per non votare Giachetti.
N.B.Dedicato a Ines Loddo
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venerdì 1 marzo 2019
L'eguaglianza impossibile
Avevo letto che ricerche Usa dimostrano che la classe sociale (il reddito dei genitori) più che il livello di istruzione predice il successo professionale di una persona. Oggi leggo che ricerche a Napoli e a Torino dimostrano che la durata media della vita è fortemente correlata ai poli "periferia-centro"; addirittura, inequivocabilmente, nei territori corrispondenti ad ogni fermata di un bus che attraversa la città di Torino dal centro alla periferia l'età media della vita scende di 6 mesi. Similmente nelle due città si dimostra che i malati di cancro curati negli stessi ospedali e con gli stessi farmaci vivono di più se di reddito più elevato. Perché, come sintetizza bene Francesco Merlo oggi, su Repubblica, i meno abbienti faticano di più anche per raggiungere gli ospedali e perché hanno case meno accoglienti e perché non si permettono l'assistenza domiciliare più costosa. Riferisco grossolanamente e solo per ribadire quanto già mi appariva ovvio. E' una grande conquista l'istruzione per tutti, con obbligo scolastico e borse ai "meritevoli bisognosi". Egualmente dobbiamo essere felici di avere una Sanità pubblica, con servizi essenziali eguali per tutti. Però l'eguaglianza vera è un'altra cosa.
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