giovedì 22 febbraio 2018

Corrotti e corruttibili


Due parole ispirate dalla trasmissione di Mentana di ieri sera riguardo FanPage. Come spesso, ho pensieri facilmente contestabili dagli opposti militanti. Gli oppositori del governo nazionale e campano condivideranno la mia assoluta convinzione che FanPage abbia "provocato" corrotti veri ed abituali. E che sia terrificante che i cittadini in Campania e altrove debbano essere troppo spesso amministrati da corrotti. Proprio per questo però mi appare ineludibile la riflessione sul potere dei media (o anche del caso) di illuminare la corruzione campana piuttosto che quella laziale o veneta o qualsiasi altra. Poi c'è una domanda cui temo di avere risposta. Quanti di noi, si considerano incorruttibili? Anzi, parlo in prima persona e mi chiedo: se potessi gestire favori vendibili resisterei a qualsiasi offerta corruttiva? Resisterei anche se avessi la certezza dell'impunità? Avrei resistito sempre nella mia vita all'offerta della casa dei miei sogni, del viaggio dei miei sogni o della donna dei miei sogni? Insomma penso che in parte il caso mi abbia risparmiato i riflettori di FanPage. Mi considero poco corruttibile perché non saprei cosa fare di una seconda casa e perché non mi è capitata in sorte una moglie arrivista sociale, ma voglio pensarci ancora un po' prima di dichiararmi incorruttibile. P.S. Non sto dicendo che siamo tutti uguali. Sto dicendo che un pochino ci somigliamo. Più di quanto dicono i Robespierre e i Savanarola. E comunque occorre scegliere una classe dirigente che non si venda per un piatto di lenticchie pur non essendo a stomaco vuoto.

mercoledì 21 febbraio 2018

Il punto sulla mia evoluzione


Confermo che resto indeciso sul voto a marzo. Anzi mi sto monitorando nella mia evoluzione quotidiana. Fino a ieri davo le mie probabilità di voto così: 40% Liberi ed Eguali, 40% Potere al Popolo, 20% non voto. Ieri sera ho fatto abbuffata di politica sulla 7. Ad Otto e mezzo ho ascoltato Garofalo, portavoce di PaP. A Di Martedì, Renzi, D'Alema e Di Battista. Ho trovato al solito e più del solito insopportabile lo spettacolo di odio fra Renzi e D'Alema. Ho pensato che l'Italia ha bisogno di ben altro e che sarebbe saggio sbarazzarsi di distraenti duellanti e di tifo. Peraltro non riesco a condividere né il progetto renziano né quello dalemiano. Un po' troppo semplicistico ad esempio il progetto esposto da D'Alema di azzerare il lavoro a tempo determinato sostituendolo con tempo indeterminato dopo congruo periodo di prova. Io penso che sia giusto e possibile un sistema che ci faccia transitare "morbidamente" (senza traumi) da lavoro a lavoro coerentemente con la nostra personale evoluzione e l'evoluzione dei bisogni delle comunità. Né precarietà, né ingessature. Possibile solo col socialismo o almeno con forti elementi di socialismo (dinamico, comunitario, non burocratico). Mi ha deluso quindi anche la rappresentante di Potere al Popolo. Mettere in testa l'abolizione della Fornero e del Jobs act senza dir nulla su come recuperare TUTTI gli esclusi dal lavoro mi è sembrato incoerente con la base sociale di PaP, di disoccupati e precari. Sicché alla fine ho apprezzato di più Di Battista che almeno esibiva il progetto di salario di cittadinanza. Pur con alcune motivazioni a mio avviso pedestri. Il salario di cittadinanza per incrementare i consumi, l'attività delle imprese e l'occupazione. Ma questo si diceva di voler fare anche con i famigerati 80 euro e si potrebbe fare anche lanciando banconote da un aereo per far sì che la folla "arricchita" si riversi in pizzeria o compri l'ultimo iphonre, stimolando produzione e consumi. O no? Oppure scegliamo la serietà dell'economia reale. Assai più seria in Di Battista l'argomentazione anche economica per una lotta dura alla corruzione. Beh, ora mi do al 40% LeU, 40% PaP, 10% M5S, 10% astensione. Domani chissà.
Firmato: uno che vorrebbe trovare una sponda, ma davvero non ci riesce.

lunedì 19 febbraio 2018

Il governo gentile


Gentiloni è persona gentile. Non dirà mai "Fassina chi?". Ma la sostanza non cambia. Sorprendente che il TG3 dia tanto risalto al regalo di 100 euro l'anno agli utrasettantacinquantenni con reddito non superiore ad 8000 euro, nella forma di esenzione dal canone Rai. E' un governo questo di persone gentili. Anche Minniti è gentile. Non spara ai barconi. Semplicemente consegna chi fugge a guerra e miseria ai lager libici.

sabato 17 febbraio 2018

La sinistra non vince o non c'è perché


1. Perché divisa fra chi crede nello “sviluppo” e nelle grandi opere e chi crede alla crescita personale con la decrescita felice
2. Perché divisa fra chi crede che si debba lavorare meno per lavorare tutti e chi crede che possano e debbano lavorare tutti, molto o poco, a loro discrezione
3. Perché divisa fra chi crede che aziende e mercato debbano essere imbrigliate e chi crede debbano essere sostituiti da uno Stato socialista, non burocratico, ma con potere alle comunità, senza briglie e ingessature
4. Perché divisa tra chi teme i robot e chi vuole che ci appropriamo dei robot per liberarci dei lavori noiosi e pesanti
5. Perché divisa fra chi vuole eguali i connazionali e chi vuole eguali gli abitanti del mondo
6. Perché divisa fra chi è più attento ai diritti dei lavoratori e chi è più attento ai diritti di chi non lavora
7. Perché divisa fra chi trova convergenze a destra (no Fornero, no euro, etc.) e chi trova convergenze al centro.
8. Perché divisa fra chi sceglie il compromesso e si sporca le mani e chi tiene le mani pulite con una bandiera rossa per un futuro che forse verrà.
Domanda: Sono alternative insuperabili o è possibile una composizione? Ovvero esiste la Sinistra?

Mi contraddico?


Se dico che i partiti fascisti debbono essere sciolti e l'apologia di fascismo sanzionata, come da Costituzione, legge Scelba e legge Mancino. Se poi dico che antifascismo non è infierire su un lavoratore delle forze dell'ordine a terra ed inerme e non è neanche sputare addosso a Giorgia Meloni. Se dico questo mi contraddico?

venerdì 16 febbraio 2018

A casa tutti bene: brevi note sul film



Ho visto “A casa tutti bene” di Gabriele Muccino. Riuscito a metà. Forse per l'assenza di un punto di vista. Molti, troppi personaggi in storie intrecciate . Il film si inserisce nel genere “scoperta dell'inferno familiare”. Non è chiaro se per l'autore la crisi che nel film investe una famiglia allargata trovatasi per una lieta ricorrenza, sia una patologia o la rappresentazione di una crisi epocale dell'istituzione famiglia. Il positivo del film mi pare attribuibile al selezionato cast di attori e attrici oltre che al mestiere del regista. Mi ha persuaso fra gli interpreti soprattutto GianMarco Tognazzi, nel ruolo del cialtrone così tipico, in mille sfaccettature, nella commedia italiana. Ed anche Massimo Ghini il marito devastato dall'Alzheimer ed accudito da una moglie -Claudia Gerini – che è stanca di accudire, è stanca di essere identificata solo come addetta alla cura. Reagisce, si ribella, ma poi si piega al sentimento di “amore”. L'amore è una trappola per le donne? Muccino non sembra crederlo. Ma, per dire dello spirito del tempo, il frammento replica la narrazione di Ella e John. Verosimilmente sempre più il cinema si occuperà di anziani. Si aspetta un autore che sappia parlare dei “misteriosi” giovani e adolescenti di oggi.

giovedì 15 febbraio 2018

Loro dopo di noi


Non reagiamo più. Non abbiamo più nulla da dire se in Florida, ancora negli Usa, ancora in una scuola, si consuma un massacro. L'ennesimo. Parole di circostanza al più e solite accuse alla lobby delle armi. Che però lascia indifferenti gli americani. Ovvio per me e per i più in Europa che la lobby sia la concausa fatale. La concausa, non la causa. Perché lì c'è l'interesse dei fabbricanti di armi che foggia il senso comune degli americani convinti davvero di difendere un diritto costituzionale ad armarsi. E qui non c'è nemmeno una lobby per spiegare le baby gang. C'è il degrado delle periferie ed altro. C' è il vuoto di cui spesso parlo con angoscia. Pensando che non sappiamo più nulla dei giovani. Loro in comunicazione con un mondo a noi ignoto. Indifferenti ai discorsi e alle campagne elettorali degli adulti. Insofferenti al dialogo che cerchiamo di imporre loro nel recinto scolastico. Insofferenti e protetti da genitori che nulla sanno davvero di loro e che però vendicano a schiaffi e pestaggi i figlioletti "offesi" dall'estraneo docente. Non sappiamo più nulla di loro. Non riusciamo ad immaginare il mondo che costruiranno dopo di noi.