domenica 15 dicembre 2019

Il mio San Giovanni


Sono arrivato presto con la persona a me più vicina. La prima evidenza è stata la prevalenza di pensionati. Una matura signora ha commentato con evidente amarezza: "Questa è Roma. Io giovani stanno con CasaPound". Giudizio eccessivo, ma non del tutto campato in aria. Poi la piazza ha preso a riempirsi anche di giovani. Giovanissimi studenti liceali ed universitari. Non ho scorto segni di presenza delle periferie. Molte coppie con bambini sardine. Mi è sembrato che tutti fossimo impegnati a scoprirci vicendevolmente e a fotografare le sardine più fantasiose. Debbo dirvi che io e mia moglie siamo stati, con i nostri manifesti di "nonno sardina" e "nonna sardina", fra i più fotografati - anche dai giornalisti- ed intervistati da giornalisti e giovani studenti di antropologia. Non saprei dirvi in quanti eravamo, anche perché c'era un flusso continuo fra ingressi in piazza ed uscite. Comunque si poteva, con poca fatica, muoversi da qua a là. Azzardo che la piazza romana fosse più composita anagraficamente dalle prime piazze emiliane a composizione più giovane. Positivamente può dirsi che si scorgeva un'alleanza di nonni e nipoti. Insieme ci rassicuravamo noi, giovani e anziani, antifascisti che hanno frequentato la scuola e sono capaci di invenzione. Come parlare agli altri - quelli degli stadi e delle periferie - credo che non lo abbiamo ancora inventato.

lunedì 9 dicembre 2019

Nel perimetro del senso comune


La Nutella ha sostituito i migranti. Salvini, il più patriottico e furbo fra gli italiani, ci conquista col rifiuto delle nocciole turche. Ci chiede di comprare italiano (anche razionando la Nutella, giacché le nocciole italiane non bastano). Immagino lui sappia (o creda di sapere) che noi possiamo consumare ed esportare italiano mente i fessacchiotti turchi o americani ci ricambieranno comprando anch'essi italiano.
Ma il problema vero è che la sostanza del pensiero salviniano conquista anche le menti dei più accesi anti-salviniani. Ieri la cara Luciana Littizzetto, antisalviniana che più non si può, contestava al leghista che mettere in crisi la Ferrero facendole mancare le nocciole turche, significava creare esuberi in quella fabbrica e nuova disoccupazione. Arrabbiandomi un po' avrei osservato a Lucianina che con tale argomento finiremo (anzi siamo già finiti) a difendere l'occupazione nelle fabbriche di veleni, di armi e di ludopatia. Una volta parlavamo di nuovo modello di sviluppo. Ora facciamo a gara con Salvini nella difesa del modello esistente: Ilva, armi, sale giochi e Nutella.

domenica 8 dicembre 2019

Tre notizie: due tragiche e una drammatica per il Sistema Paese


La prima notizia tragica è quella della morte ad 11 anni del figlio di una vicina di casa. In osservazione per problemi cardiaci, muore a scuola, facendo palestra. Qualcuno ha sbagliato, qualcosa non funziona in una delle Sanità - dicono - migliori del mondo.
La seconda è la morte per freddo nella Capitale di un senza tetto. L'ennesimo morto per freddo. Ci discolpiamo alla buona. La Caritas gli aveva offerto un tetto, ma lui lo aveva rifiutato. Già, quando la condizione diventa cronica si rifiuta la "prigione" di un tetto. E' stato libero di scegliere al momento. Ma prima? Ha scelto lui il percorso che lo ha portato sulla strada?
La terza non dovrei - non posso - chiamarla tragica. Non posso perché il protagonista, l'ingegnere (laurea con 110 e lode) trentacinquenne Giuseppe Moreno, pugliese, è felice di aver vinto il concorso della municipalizzata di Barletta ed ora guadagnerà 1.200 euro netti al mese come operatore ecologico di II livello a tempo indeterminato. Prima il suo lavoro più remunerativo era stato quello di commesso con 800 euro al mese. Per inciso, i primi 9 dei tre assunti dalla municipalizzata risultano laureati: con grande disappunto dei meno scolarizzati per i troppo titolati che si accaparrano i posti. Notizia non tragica e però drammatica per il Paese. Anche perché escludo che, impegnata negli scontri sul Mes e sulla casa di Renzi, la politica abbia un soprassalto e prenda ad occuparsi dell'immane spreco di risorse umane rappresentato dalla promozione dell'ing. Moreno. Sarà lo stimolo per aprire un tavolo di lavoro che rifletta sul nostro sistema formativo con le sue lunghe autostrade senza svincoli che portano a vicoli ciechi? Sarà uno stimolo per progettare nuovi rapporti fra studio e carriere lavorative? Lo escludo. .

Film, artisti e varie suggestioni


Divagazioni sugli ultimi film visti. Ho visto "The Irishman" di Scorsese, "L'ufficiale e la spia" di Polanski, "Una giornata di pioggia a New York" di Allen.
Tre bei film di autore, ma nessuno propriamente memorabile. Ognuno però mi ha sollecitato qualche riflessione e qualche domanda, al di là di ogni critica propriamente cinematografica. Il film di Scorsese proprio perché centrato sulla normalità della vita mafiosa, non molto dissimilmente dal Padrino di Coppola o di tante saghe, anche italiane, di ordinaria criminalità, mi ha fatto chiedere quale sia l'impatto culturale di tale normalità sul pubblico giovanile. Apprezzando molto la rappresentazione della tristezza della vecchiaia del protagonista ancor più della narrrazione della sua vita di travet criminale legato ai valori familiari e degli spunti sull'intreccio mafia/sindacato/politica.
Il film di Polanski, ripercorre la nota vicenda di Dreyfus, ufficiale francese, capro espiatorio in quanto ebreo e vittima di una macchina militare che non può accettare sconfessioni. E' stato inevitabile pensare che il film fosse nella sostanza autobiografico, un po' oltre il "Madame Bovary sono io" di Flaubert. Che insomma Polanski alludesse al processo che lo vide colpevole di violenza a minore e che ancora gli suggerisce di non tornare negli Usa.
Da pensiero a pensiero ho divagato verso i dannati da Me Too, colpevoli e no, ma dannati per sempre. Fra questi registi anche italiani. E mi sono chiesto se si possano distruggere opere d'arte di autori "immorali". Se insomma anche noi in Occidente seguiamo inconsapevolmente la ideologia iconoclasta dei Talebani e dell'Isis, distruttori delle testimonianze "empie" del passato, noi che pur condanniamo duramente quelle distruzioni su cui versiamo lacrime. Ho pensato alle polemiche seguite ad un film su Guaguin. Per alcuni non si può tacere sulla cultura colonialista implicita nella sua permanenza a Tahiti e soprattutto non si può tacere sul "matrimonio" del pittore con una tredicenne ed altri "amori" con minorenni indigene. Sono seguiti boicottaggi a mostre progettate sul pittore.
Quindi Allen che in nessun modo però neanche in "Una giornata di pioggia a New York" allude alla sua vicenda giudiziaria. Comunque ho goduto anche quest'ultimo Allen, le sue impareggiabili atmosfere, le battute geniali ed anche le sottese filosofie di fondo. Questa in particolare: nessuno è veramente come appare agli altri, neanche ai più intimi; nessuno è veramente neanche come appare a se stesso; ed il caso (ricordate il gioiello che in Match Point oscilla sulla ringhiera e che se cadrà sulla strada condannerà il protagonista, se in acqua lo assolverà?), il caso che decide tante cose, compresa la fine di un amore e la scoperta di un altro.

lunedì 2 dicembre 2019

La salviniana signora delle pulizie


Stamattina mia moglie ha parlato un po' con la signora che si occupa delle pulizie del condominio, porgendole, come ogni anno, il panettone natalizio. Mia moglie mi ha raccontato che la signora - non so a qual proposito - le ha annunciato che voterà Salvini. Il padre la aveva educato al comunismo e lei aveva sempre votato a sinistra. Ora non più. Si lamentava delle tasse, forse perché non era più una dipendente, ma titolare di una impresa con una - dico una - collaboratrice. Evidentemente convinta che Salvini quelle tasse le ridurrà e comunque lei non ne pagherebbe il prezzo salato in servizi sanitari o in altro.
Virzì fu profetico nel 2003 con "Caterina va n città". Nel film, fece dire ad un ragazzo : "I fascisti sono quelli poveri e ignoranti, la gente normale che lavora. I comunisti sono quelli laureati, ricchi: dottori, direttori, registi, gente che non ha bisogno di lavorare". Virzì annunciò l'arrivo di un senso comune che prima ci sarebbe apparso paradossale ed ora invece dobbiamo dare per consolidato. Con i giovani colti (e qualche adulto, radical chic ) che si fanno Sardine e tentano di spiegare agli esclusi e sfruttati che Salvini è l'agente della loro disperazione e non già il liberatore. Impresa assai ardua invero. I poveri si impegnano per i ricchi (purché non siano banchieri o ebrei o le due cose insieme) e i ricchi o benestanti colti tentano di salvare i poveri che non vogliono essere salvati.
Stamattina mia moglie ha parlato un po' con la signora che si occupa delle pulizie del condominio, porgendole, come ogni anno, il panettone natalizio. Mia moglie mi ha raccontato che la signora - non so a qual proposito - le ha annunciato che voterà Salvini. Il padre la aveva educato al comunismo e lei aveva sempre votato a sinistra. Ora non più. Si lamentava delle tasse, forse perché non era più una dipendente, ma titolare di una impresa con una - dico una - collaboratrice. Evidentemente convinta che Salvini quelle tasse le ridurrà e comunque lei non ne pagherebbe il prezzo salato in servizi sanitari o in altro.
Virzì fu profetico nel 2003 con "Caterina va n città". Nel film, fece dire ad un ragazzo : "I fascisti sono quelli poveri e ignoranti, la gente normale che lavora. I comunisti sono quelli laureati, ricchi: dottori, direttori, registi, gente che non ha bisogno di lavorare". Virzì annunciò l'arrivo di un senso comune che prima ci sarebbe apparso paradossale ed ora invece dobbiamo dare per consolidato. Con i giovani colti (e qualche adulto, radical chic ) che si fanno Sardine e tentano di spiegare agli esclusi e sfruttati che Salvini è l'agente della loro disperazione e non già il liberatore. Impresa assai ardua invero. I poveri si impegnano per i ricchi (purché non siano banchieri o ebrei o le due cose insieme) e i ricchi o benestanti colti tentano di salvare i poveri che non vogliono essere salvati.