martedì 2 febbraio 2010

Perché nessuno sia sprecato

Nessuno sia sprecato mi è sembrato essere la massima sintesi della mia visione politica. Non sono un dirigente politico. Non vivo di politica. Non sono fazioso. Vorrei esserlo un po'. Significherebbe essere meno problematico, tentennante, nevrotico. Sono iscritto da poco tempo al Partito Democratico. Mi considero però comunista perché non vedo soluzione possibile alle contraddizioni del mondo ed alla imminente crisi ambientale senza un nuovo (o un vero) comunismo. Non milito nei partiti che si chiamano comunisti perché, a mio avviso, non riescono a conciliare le riforme possibili oggi con la prospettiva futura. Si limitano a declamare. Comunque non potrei fare il politico. Non sono abile nelle mediazioni. Mi piace invece esprimere quel che penso e mi piace imparare dagli altri, anche dalla destra. Credo di aver appreso abbastanza dal pensiero liberale e qualcosa addirittura dal fascismo. Sono stato neofascista a 15 anni , liberale a 20, socialista a 25. Poi ho cercato il mio comunismo, neanche troppo scioccato dalla caduta del muro perché quello non era il mio comunismo.
Nessuno sia sprecato è la bussola delle mie proposte. Lo spreco della vita e lo spreco di vite mi appare il segno distintivo della nostra epoca. Sprecata è una vita consumata fra lotto e videopoker. Sprecate sono le vite e le competenze dei giovani e dei pensionati su cui abbiamo investito risorse e che escludiamo dalla possibilità di offrire un contributo all'economia ed alla vita sociale. I miei prossimi post svilupperanno questo tema.