venerdì 8 agosto 2014

Due che non hanno vacanza


Della mia vacanza leccese ricordo due persone senza vacanze. La prima che riesce a paralizzare il traffico pedonale nel centro del centro, in piazza S. Oronzo. Vedo cordoni che chiudono l'accesso al tratto che conduce alla sede della Banca d'Italia e carabinieri, tanti carabinieri. Vado a consumare il rituale gelato e scorgo un furgone nero che arriva. E' un carro funebre che si ferma davanti alla Banca d'Italia. L'indomani saprò. Una inserviente quarantenne si è lanciata dalla tromba delle scale. E' finita. Adesso non sa più nulla di riforma del Senato o di Jobs Act e neanche delle ragioni di Israele e dei palestinesi. Si è disimpegnata per sempre dai nostri appassionanti confronti. Episodio due. L'indomani, nel parco giochi poco distante, con le nipotine, mia moglie ed io su una panca. Si avvicina una donna. Sobria, pulita, con un pacchetto in mano. La solita mendicità occulta, si capisce. Di chi vuole fingere di dare qualcosa in cambio. Mollette vagamente decorate. Ma la cosa che mi fa star male, mentre mia moglie estrae il borsellino, è quella terribile rassicurazione: "Non mi avvicino". Infatti si tiene a distanza. Con le mani aperte protese in avanti. Come se potesse contaminarci. Avrà imparato anche questo. Che chi fa l'elemosina preferisce farla a distanza. Come faceva il mahatma (grande anima) Gandhi, il liberatore dell'India - ho appreso - rifiutando anche le noci offerte dagli intoccabili. "Le darò alle mie capre - si giustificava- e bevendo il latte avrò consumato le vostre noci". Gandhi, Israele, la Palestina, la riforma del Senato, il Jobs Act, i faziosi e i semplificatori. Il mondo è troppo complesso. Qualche volta vorrei scendere o almeno smettere di pensare inutili pensieri.