sabato 25 ottobre 2014

Lepolda, Roma o...?


Non andrò alla Leopolda. Non avrei neanche immaginato che ci sarebbe stata una nuova edizione dell'evento che lanciava sulla scena politica un nuovo leader. Un leader oggi vincente e stravincente, nel partito e nel governo. Quasi senza opposizione. Malgrado i frequenti cambi di rotta, malgrado la crisi che continua a mordere, malgrado un governo così così, di comprimari, giovani volenterosi. Con elargizioni di 10 miliardi in bonus a chi un lavoro ha e di 500 milioni a quelli che mettono al mondo un figlio. Purché abbiano un reddito non superiore a 90.000 euro. Novantamila. Boh. Magari - sarò di destra? - ho capito di più l'abbattimento dell'Irap. Ma cos'è oggi la Leopolda, a guerra vinta, se non mera celebrazione e culto della personalità? Non andrò a Roma a manifestare con la CGIL. Non ho più la tessera della CGIl. Da pensionato non l'ho voluta. Ma non è questo il punto. La CGIl combatte una battaglia sul terreno scelto dal segretario premier. Quella sull'art. 18. Per qualche dettaglio magari di rilievo che è comunque un dettaglio. Mentre troppi non hanno il problema del reintegro o risarcimento ma quello terrificante di poter vivere una vita intera senza un lavoro o un lavoro vero. E senza neanche il brodino degli 80 euro. Non vado né a Firenze né a Roma quindi. Anche se non voglio apparire equidistante. Sono un tantino più vicino a Roma. Ma in realtà sono altrove, non so se a destra o a sinistra. Forse a sinistra ma anche sopra o .sotto. Giacché le coordinate destra/sinistra servono ma non bastano. E cerco un appuntamento in cui incontrare quelli esclusi dalla Leopolda e da Roma.