domenica 15 maggio 2011

Io, alieno come i posteri

Io, alieno come i posteri
Sono su una spiaggia di Ostia. Mia moglie riceve un sms. Non ha gli occhiali per leggerlo. Lo leggo io, a mente. Vi è scritto:"Gardland è file continue e sole. Luigi si diverte molto" Lo rileggo e non riesco a capirlo. Leggo a voce alta: “Gardland è fail continue e sole. Luigi si diverte molto”. Capisco il sole e capisco che Luigi, mio nipote, si diverte molto. Non capisco - e lo dico - cosa c‘entri l’informatica, il file e in che senso il file sia “continue”. E poi in inglese l’aggettivo non viene prima del sostantivo? Possibile che mia figlia non sappia che dovrebbe scrivere ”continue file”? Per fortuna mia moglie trova gli occhiali e legge: “Gardland è file continue e sole”. Che c’è di strano? Dove hai letto fail? Per inciso mia moglie è lontana dall'informatica e dai suoi linguaggi e questo - mi consolo - è il suo vantaggio su di me nella circostanza. L’incidente si chiude fra l’ilarità degli amici attorno e la mia perplessità su tante cose, compresa la mia intelligenza e lo stato delle mie arterie.
Poi, nello sforzo di trovare significati, penso all’incontro con il senatore PD Roberto Della Seta di venerdì scorso, nel circolo territoriale dei democratici di Ostia levante, sul tema del nucleare. Penso ad alcune sue parole, a proposito del problema scorie, parole sommesse, come messe fra parentesi, col sottinteso “è difficile spiegare; conviene parlarne”?
“Scienziati, filosofi, linguisti – dice - si stanno impegnando per trasmettere ai posteri informazioni non equivoche sul significato di “scorie radioattive” e sulla loro localizzazione.
Dopo il mio incidente sul “file” il problema mi è più chiaro. Io, alieno, su altra piattaforma comunicativa, ignorante, come potrebbero essere i posteri cui consegneremo i nostri veleni.