lunedì 24 ottobre 2011

Manifesti per tutti i politici, per nessuna politica

Sempre più difficile. Sempre più difficile attribuire una icona, uno slogan, un manifesto a un soggetto politico. Infatti nei giorni scorsi ho vanamente logorato il mio cervello per capire chi fosse l’autore di manifesti che invadevano i muri di Ostia. Un salvagente con su scritto Salviamo la politica e dentro Basta con le solite facce. Salviamo la politica è parola d’ordine oggi variamente spendibile. E’ una richiesta di cambiamento che vuole sottrarsi alle accuse di qualunquismo e antipolitica, acquisendo il lasciapassare per menare fendenti alla politica attuale. A tutta la politica appunto. Un po’ come nel manifesto di Della Valle, ad esempio. L’appello dentro il salvagente - Basta con le solite facce - aggiunge qualcosina. Sicuramente – ho pensato - è un appello per mandare a casa, in villa o in barca Berlusconi, Bersani, Casini. Uno di loro o tutti loro; questo particolare non è chiaro. Ma chi sarà l’autore – singolo o collettivo - del manifesto? Potrebbe essere un coetaneo di Casini o di Bersani o di Berlusconi, solo meno logorato dalla lunga esposizione in quest’epoca che distrugge credibilità e reputazione. O forse la polemica è contro la generazione dei padri. Come improvvisato Sherlock Holmes nella semiotica della politica, vado per esclusione o per approssimazioni successive. Mi sento quasi di escludere che possa trattarsi di uno del Pdl. Sarebbe un manifesto implicitamente oltraggioso per il grande leader e questo da quelle parti non dovrebbe essere consentito. Fra Udc e Pd trovo più probabile quest’ultimo. Nel Pd è tollerato e facile sparare sul quartier generale e sul leader. Anzi è segno di personalità e indipendenza. Il manifesto potrebbe essere di Renzi o di un renziano , giusto? Sì, potrebbe. Potrebbe essere di Grillo o di un grillino? Improbabile. E’ troppo moderato. Un grillino non direbbe solite facce . Direbbe facce di c… come minimo. Così non mi resta che aspettare un secondo manifesto che sciolga l’enigma. Che arriva. Accidenti, ho sbagliato tutto. E’ proprio di un politico del Pdl; l’ipotesi che avevo quasi escluso. E’ di tale Fabrizio Santori, consigliere del Pdl di Roma Capitale. Che nel secondo manifesto sostituisce Diamo valore al merito a Basta con le solite facce.   Già, ma chi è contrario al merito? Quale rivoluzione promette l’ignoto Santori? Contro chi? Contro la Minetti o la Gelmini?  In conclusione mi viene da pensare che ci siano agenzie di comunicazione con il loro bravo repertorio di slogan, immagini e icone a disposizione del primo compratore. “A chi hai venduto Basta con le solite facce -chiede il direttore dell’agenzia al collaboratore - al Pdl, a Di Pietro o al Partito dei comunisti italiani? Ma non lo avevamo venduto al Pd? Ah, al Pdl? E il Pdl prende pure il seguito - Diamo valore al merito - o quello lo vendiamo al Pd? “. Aspetto manifesti che abbiano il coraggio di dire: Nessuno a mendicare. Nessuno senza salario. Salario di cittadinanza. oppure Fiducia nei giovani. Prestiti d’onore per tutti: per studiare, metter casa, intraprendere. oppure Prendiamo sul serio la Costituzione. Nessuno senza scuola, nessuno senza lavoro. oppure Manette agli evasori prima. Ai rapinatori dopo. oppure, addirittura Chi sta meglio non guadagni più di dieci volte di chi sta peggio. Oppure messaggi che dicano il contrario, purché osino dire qualcosa.