mercoledì 30 gennaio 2013

Boccassini, Ingroia e la cultura mafiosa


Stimavo Boccassini e stimavo Ingroia. Ma cosa succede alle persone che stimiamo e che sono un esempio per il Paese che resiste? Inutilmente cattiva Boccassini. Ingroia non si era paragonato a Falcone. Non più di come potrei farlo io dicendo di essere siciliano o di fumare come lui. Ingroia, replicando, ha fatto addirittura di peggio. "Non dirò quello che pensava di lei Borsellino". Linguaggio incredibilmente mafioso. Da parte di quello che conoscevamo come duro avversario della mafia. Prima mi ero già sorpreso per meno. Per un uomo, Albertini, che mi sembrava il meno peggio della destra lombarda. Albertini che dice di Formigoni:"Lui sa cosa potrei dire di lui". Altro messaggio mafioso. La mafia sembra aver vinto, anche se si arrestassero tutti i mafiosi. La mafia è entrata nelle vene di quelli che erano i migliori. Dovremo pensarci. Capire. Porvi rimedio. Subito.