mercoledì 9 luglio 2014

BRASILE: L'INFERNO PER UNA SCONFITTA


Debbo farmene una ragione. Mi è più facile capire (capire, non giustificare) la sconcezza di uno stupro o la ferocia idiota del terrorismo e del fondamentalismo. Ma capire le lacrime a dirotto di un intero Paese, il Brasile, gli incendi e le devastazioni per una stupidissima sconfitta nello stupidissimo sport del calcio è al di là delle mie capacità empatiche. Una sconfitta che fa male più di un amore perduto, più di un posto di lavoro perduto. Apprendo che nel '50 la sconfitta ad opera dell'Uruguay nel campionato del mondo costò al Brasile 54 suicidi. Dobbiamo aspettarci una strage? Qualcuno mi aiuti a capire.