lunedì 15 settembre 2014

Il mondo inesistente attorno a noi


Una nota leggera ogni tanto. Piccoli eventi che mi fanno capire che spesso siamo del tutto dimentichi che il mondo non ci appartiene. E' dimentica di questo la passeggera più o meno cinquantenne che stamani è seduta di fronte a me sul trenino Ostia-Roma. Avvia al cellulare con un'amica più giovane, forse una nipote, una conversazione o meglio un urlato monologo prodigo di saperi e consigli. Sono così costretto ad apprendere l'intera storia della povera interlocutrice lontana. Problemi familiari e lavorativi e di casa in affitto e di extra dovuti o non dovuti. E lui, il compagno separato della interlocutrice, che non ci sta a questo e non ci sta a quello. Avrei bisogno di chiamare l'amico che mi aspetta alla stazione. Ma temo che non riuscirei a sentire nulla e rinuncio. Invece quietamente un giovane in piedi accanto a me riesce a condurre la sua conversazione con auricolare e microfonino. E non capisco neanche se parli con la sua ragazza o un collega di lavoro. Un eroe stoico o un campione dalle prodigiose risorse uditive. Il monologo urlato non è ancora concluso quando lascio il trenino alla Magliana e riacquisto il piacere del silenzio.