martedì 2 giugno 2015

La festa è ribellarsi


L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Da tempo recitiamo l'art.1 della nostra Costituzione con una sorta di sorriso. Come per una formula inutile. Io credo invece che la sinistra debba imparare a dirla sul serio. Cioè pretendendo l'attuazione di una promessa fin qui del tutto tradita. La promessa è tradita se è condizionata da se e ma. Se non vale per tutti. Il patto è tradito se anche uno solo non esercita il diritto effettivo al lavoro, volendo e potendo lavorare. E' tradito se i giovani che si affacciano alla vita trovano ogni posto occupato: dalle corporazioni, da chi dice "questo è mio". Il 2 giugno del 1946 per la prima volta votò la metà ignorata del popolo: le donne. Oggi non vota la metà degli italiani, uomini e donne. Anche questo è tradimento. E' tradimento un sistema che non offre rappresentanza e consegna tutto il potere ad una minoranza, la più grossa delle minoranze. Perciò ribellarsi è giusto. Fermarsi tutti e voltare pagina. Nella legalità costituzionale.