venerdì 15 aprile 2016

Le altrui ragioni dell'astensione

A cosa si riferisse, il Presidente della Corte Costituzionale ricordando il dovere civico del voto è chiaro. Vedi  secondo comma dell'art.48 della Costituzione della Repubblica Italiana. Mi è chiaro anche perché il Presidente del Consiglio inviti a non votare. La mancanza del quorum è l'unico strumento possibile per battere il movimento contro le trivelle giacché la prevalenza dei Sì è scontata. Mi è chiaro anche, per lo stesso motivo, che l'intenzione espressa da Bersani votando No è contro Renzi e non a favore. In tal senso apprezzo molto il super-renziano Giachetti che si dimostra autonomo andando a votare. Appaiono invece contraddire la Costituzione quelli che invitano a non votare. Che lo faccia una Istituzione chiamata Presidenza del Consiglio mi dà qualche brivido. Per un privato cittadino è un po' diverso. Mi sto chiedendo infatti se non votando al possibile ballottaggio romano fra Giachetti e Raggi non osserverei il mio dovere. Forse me la cavo votando scheda bianca? Ho dubbi. Ed attendo pareri. Certamente più di Renzi mi sorprende e mi delude Napolitano. Renzi ha motivazioni e interesse a propagandare l'astensione, come attore in campo. Come chi escogiti metodi elusivi per non pagare legalmente le tasse. Ma Napolitano? Lui, fuori dalla mischia, lui che è stato il sommo custode della legalità repubblicana, lui che è troppo anziano per attendersi premi, perché diavolo lo fa? Davvero paventa che un disastro si accompagni alla vittoria dei Sì? Le cose più terrificanti che ho letto, terrificanti e ridicole, riguardano la perdita di posti di lavoro. Su questo denuncio una debolezza culturale di chi usa l'argomento nella circostanza, ma anche di chi lo usa ad altro proposito, sinistra e sindacati compresi. L'Italia ha subito scempi enormi con pratiche distruttive sostenuti dall'argomento occupazione. Come se non si capisse che ci sono lavori che distruggono altri lavori, attuali o potenziali (agricoltura, pesca, cultura, turismo, etc.). Insomma, in caso di una improbabile pace universale o almeno di una riduzione dei conflitti, Renzi, Napolitano e seguito imprecherebbero contro la maledetta pace che produce disoccupazione fra gli impiegati nelle fabbriche di armi? In conclusione, capisco - ahimè! - Renzi, ma confesso una estrema difficoltà ad entrare in empatia con l'ex Presidente.