domenica 1 aprile 2018

Rapporto sul pianeta Italia


Oggi, prima del mio ritorno alla civiltà, concittadini marziani, era festa in Italia. Ho passeggiato nel centro pedonale di Ostia, parte della capitale d'Italia, e tutti erano felici. C'erano coppie di uomini e donne che si tenevano per mano. C'erano bambini festanti con palloncini e gelati . Tutti salutavano tutti. Erano felici anche le donne e i bambini. Eppure i bambini lì sono proprietà dei genitori che possono decidere se curarli o no. E le donne sono proprietà dei compagni. Insomma se le donne scelgono un compagno non possono più lasciarlo se lui non vuole. Se lo fanno possono essere uccise. Dicono che prima o altrove era ed è anche peggio. Ma non so in qual senso. Dovrò approfondire nella prossima missione nel pianeta Terra.
Non so spiegarvi ancora il rapporto che c'è in Italia fra la vita quotidiana che ha tanti momenti di amicizia e festa collettiva con la politica. In Italia non governa il popolo e neanche chi ha le armi. Governano i rappresentanti della maggioranza dei cittadini che in politica appaiono molto divisi. Governa dunque la maggioranza che però cambia ad ogni elezione. Sicché non c'è alcun progetto condiviso da portare avanti per secoli o decenni. Non si va avanti ma a zig zag, avanti e indietro, a destra e a sinistra. Dicono che sia giusto così. Se il popolo dà ai partiti x, y, z , rispettivamente 40, 30 e 20, voti, i politici e gli italiani entrano in confusione e si insultano in Parlamento, in città e soprattutto nella rete. Non sembrano gli stessi che ho visto pacifici ed amici in piazza oggi nel giorno che chiamano di Pasqua. C'è chi dice che il partito che ha più voti deve governare. Anche se ha meno voti degli altri messi insieme. Perché qualcuno degli altri deve collaborare per forza. E c'è chi dice di no. C'è anche chi dice che nessuno può avere la maggioranza pensando che tanti cittadini non hanno votato. Non è sempre chiaro da cosa siano divisi i partiti. Non sembrano molto divisi fra chi difende i ricchi e chi difende i poveri. Lì ci sono i ricchi e i poveri, chi ha il diritto di possedere una terra o una fabbrica e chi aspetta di avere un lavoro dai proprietari. I poveri non sembrano difesi da nessuno. C'è solo qualcuno che dice che un giorno i poveri non ci saranno più e aspetta quel giorno sventolando una bandiera rossa. Ecco, i partiti sono divisi soprattutto perché uno dice che bisogna indebitare molto i nipoti e chi dice che si deve farlo con moderazione; uno dice che bisogna sparare ai barconi che portano in Italia migranti di terre devastate da guerra e miseria e c'è chi dice che non sta bene che gli italiani sparino e bisogna fare sparare dagli alleati libici in cambio di denaro. Mi sembra però che soprattutto gli italiani in politica siano divisi dalle simpatie per i leader. C'è chi ama il leader giovane, chi il maturo; c'è chi ama quello più spiritoso e chi ama quello più aggressivo. Non so dire ancora cosa c'entrino queste cose con la politica e con la ricerca della felicità generale. Approfondirò nel prossimo viaggio.